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FERRARI / DUE BARESI SECONDI ALLA INTERNAZIONALE DI REGOLARITÀ PRIMA DELLA MILLE MIGLIA STORICA

l Due gentleman driver di Bari secondi assoluti al «Ferrari Tribute to Mille Miglia» e primi nel ranking vetture storiche. A bordo di una fiammante Ferrari d’epoca anno 1964, Silvano Sancilio e
Raffaele Russi piazzano due colpi da novanta alla kermesse internazionale di regolarità che ha preceduto la Mille Miglia storica, tenutasi nei giorni scorsi con partenza e arrivo a Brescia.
Gara massacrante suddivisa in 4 tappe, due da poco più di 300 chilometri e due da poco più di 600. Per un totale di 1850 chilometri con tappe a Milano Marittima, Roma e Salsomaggiore Terme. Prima di ritornare a Brescia.
«Pratico la regolarità per auto storiche da circa un quarto di secolo – racconta Silvano Sancilio – ed in questi anni ho portato a casa 7 titoli nazionali di categoria, oltre a numerose altre vittorie e
piazzamenti in giro per l’Italia. Come ogni regolarista coltivavo da anni il desiderio di partecipare alla Mille Miglia così come fece mio padre che vi partecipò nel 1953 con la sua Porsche. Non disponendo quindi di un’auto eleggibile immatricolata fino al 1957 (data massima delle auto
per iscriversi alla Mille Miglia, ndr) ma soprattutto competitiva per via dei coefficienti – continua – con il mio amico Raffaele, abbiamo deciso che per festeggiare i suoi imminenti 80 anni, avremmo
potuto partecipare al Ferrari Tribute».
Il dottor Russi si racconta così: «Ho passato gli anni migliori della mia vita partecipando a numerose gare di velocità e regolarità in giro per l’Italia e sono possessore di diverse auto storiche. Nel 2000, andato in pensione, decisi di acquistare un’auto storica importante e l’amico Silvano mi propose
l’acquisto addirittura di una Ferrari che si trovava inaspettatamente a Bari da un noto collezionista. Andai subito a vederla e me ne innamorai a prima vista. Si trattava di una elegantissima Ferrari 330 GT 2+2 del 1964 di un bel color grigio metallizzato, con ruote a raggi ed una cilindrata di 4mila centimetri cubici. Una vettura che per quanto portasse quel nome così corsaiolo, era la perfetta auto del «Commenda», una delle poche con quel marchio dove poter viaggiare comodamente anche in 4. Successivamente scoprii con gran piacere, che era stata una delle 2 auto personali di
Enzo Ferrari che come si sa non amava guidare le proprie auto».
«Arrivati a fine tappa a Roma – concludono i due amici – dopo essere transitati sul red carpet della pedana allestita in Via Veneto, i responsabili dell’Hotel Excelsior situato proprio di fronte e dove abbiamo pernottato, colpiti dalla bellezza e dall’eleganza dell’auto, ci hanno invitati a posteggiare
la stessa per la notte davanti all’entrata dell’Hotel, unica fra tutte le quasi 100 Ferrari, rimessate invece in un autosilo nelle vicinanze».

fonte notizia e foto La Gazzetta del Mezzogiorno

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