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TEGOLA CIANCI: LESIONE DEI MUSCOLI PLANTARI. LUNGO STOP IN VISTA

Servirannno almeno due settimane di riposo forzato per tentare di recuperare dall’infortunio occorso a Pietro Cianci alla vigilia della partita di Teramo. Si “stoppa” ancora prima di cominciare l’avventura in biancorosso dell’ex attaccante del Potenza, fermato nelle scorse da un problema muscolare. Questa la nota pubblicata poco fa dalla società: “SSC Bari comunica che gli esami strumentali a cui è stato sottoposto Pietro Cianci per valutare l’entità dell’infortunio subito al piede destro, hanno evidenziato una lesione distrattiva dei muscoli dell’arco plantare. Il calciatore ha già intrapreso il programma personalizzato di recupero”. Insomma, dopo la sconfitta al Bonolis, per il Bari piove sul bagnato.

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BARI, ORA INIZIA UN ALTRO CAMPIONATO: AI PLAYOFF DA SECONDA DELLA CLASSE

Fantasia e realtà sono in eterno conflitto tra loro: la prima costruisce castelli, la seconda puntualmente li distrugge. E come se non bastasse, nel caso del Bari, il tempo è come una lente che rende più nitida la visione di questa realtà. Al di là delle parole spese a caldo dal presidente Luigi De Laurentiis, istutuzionalmente improntate all’ottimismo nonostante la sciagurata sconfitta di ieri pomeriggio a Teramo, pensiamo che il nostro compito sia quello di raccontare la verità.

Non faremo la solita disamina tecnica e tattica. I fatti parlano più di quanto potremmo descrivere. Molto più semplicemente, ci soffermiamo sui numeri che fotografano lo stato dell’arte attuale e, ahinoi, futuro, dei biancorossi. La cifra più vistosa e purtroppo impietosa è quel maledetto meno 11 dal primo posto del girone C. Un ritardo abissale che, meriti della Ternana capolista a parte, racconta di un Bari incapace di affermare la propria leadesrhip. Lo stop al Bonolis, arrivato al termine di una prestazione gettata alle ortiche perché svuotata di contenuti motivazionali ed evidenti limiti strutturali in sede di costruzione della squadra (la scorsa estate, soprattutto), ha fissato nuovi paletti alla stagione dei galletti. Le frasi circostanziali del presidente non ci impediscono di sottolineare che – di contro – l’obiettivo del Bari – da qui alla fine della regular season – sarà il mantenimento del secondo posto in classifica. L’obiettivo: piazzarsi nella migliore posizione possibile della griglia playoff. Traguardo che, a pochi giorni dal giro di boa, sembra tutto sommato alla portata sempre alla luce dei numeri di cui prima. Classifiche alla mano, il Bari viaggia ad una media grosso modo simile a quella delle capofila dei gironi A e B. Il che, ragionando in prospettiva, farebbe pensare ad un arrivo agli spareggi con le credenziali giuste per sperare nella predisposizione del piano più comodo per tentare l’ingresso in B dalla porta secondaria.

Questo, almeno sulla carta. Tra la teoria e la realtà – ci risiamo – potrebbe esserci un divario. Soprattutto se l’atteggiamento della squadra sarà quello visto in diverse delle “prime” ventuno giornate di campionato. Per vincere i playoff bisogna bandire qualsiasi paura, calo mentale, timore e compagnia cantando. Giusto per dirla come Auteri nel post Teramo. Gli audaci dicono che la paura è umana, ma va combattuta col coraggio. Il coraggio di ammettere che da ieri per il Bari è iniziato un altro campionato: quello per difendere il secondo posto in classifica e puntare a vincere i playoff . Il coraggio di ammettere che è un errore imperdonabile associare il quadro clinico biancorosso all’eccezionale ruolino di marcia della squadra di Lucarelli. Le acque non vanno mischiate per non fare ulteriore confusione. Il coraggio di riconoscere gli errori commessi sinora insieme all’onestà intellettuale di riposizionare gli obiettivi stagionali guardando in faccia la solita realtà.

L’importante non è stabilire se si ha paura o meno. Ciò che conta è sapere convivere con le proprie paure senza farsi condizionare dalle stesse. Ecco, il coraggio è questo. Altrimenti, non è più coraggio, ma incoscienza. Dopo Teramo, fare finta di niente sarebbe un suicidio più grande della stessa sconfitta al Bonolis. La coerenza di guardare in faccia i prorpi fallimenti appartiene ai migliori, a chi si concentra su quello che vi è ancora possibile da fare. Lo si deve alla città. Lo si deve ai tifosi.

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BARI, OGGI LA RIPRESA DEI LAVORI

Lavori ripresi in casa Bari in vista del match di mercoledì contro la Cavese. Questo il report della società: “Una seduta di allenamento iniziata in sala video e proseguita divisa su due moduli di lavoro: chi ha giocato nella sfida di ieri si è dedicato a palestra, lavoro atletico di scarico e fisioterapia, il resto del gruppo ha svolto due blocchi di lavoro atletico specifico e mini partitelle a tema su campo ridotto”.

Fonte Ssc Bari

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SCHIRA: MAGGIO VERSO BARI

Christian Maggio (Montecchio Maggiore, 11 febbraio 1982) verso Bari. A dirlo è il giornalista Schira. Ex Napoli e Benevento, ora svincolato, nasce come esterno di centrocampo e col fiuto del gol. Può ricoprire anche i ruoli di terzino destro e, all’occorrenza, di ala. Con la nazionale italiana è stato vicecampione d’Europa al campionato d’Europa 2012.

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SEGUACI DELLA NORD: “SSC BARI, IL TEMPO STA PER TERMINARE”

Pubblichiamo il lungo e duro comunicato a firma dei Seguaci della Nord: “Abbiamo sempre rispettato le scelte societarie, talvolta con molte riserve, forti delle numerose dichiarazioni di intenti da parte del Presidente Luigi De Laurentiis – supportate dal Sindaco Antonio Decaro – in merito alle finalità e agli obiettivi della SSC Bari. Da uomini di parola, non avvezzi agli isterismi e alle opinioni che cambiano a seconda del risultato, abbiamo concesso tempo e pazienza a questa società.

Tuttavia, al di là dell’opinabile strategia di mercato fin qui adottata, del ritiro iniziato in ritardo, del budget dimezzato rispetto alla scorsa stagione e – soprattutto – a seguito dei troppi incidenti di percorso fin qui verificatisi (tra cui l’ultimo, bollato frettolosamente come “fake news” da De Laurentiis Jr, relativo a un presunto coinvolgimento del DS dell’altra società di famiglia, nella campagna acquisti/cessioni del Bari di quest’anno), invitiamo il DS Romairone e il Presidente a fare chiarezza su strategie, obiettivi e ruoli societari, evitando dichiarazioni da venditore di batterie da cucina, che tra l’altro hanno scarso appeal su una piazza che mastica calcio come la nostra.

Nonostante ció, abbiamo apprezzato le parole di LDL dopo la sconfitta odierna, sebbene siano arrivate dopo tante altre prestazioni scialbe, dove la società ha preferito nascondersi, mandando davanti ai microfoni – allo scopo di fungere da “parafulmine” – gente che, pur non essendo esente da colpe, è stata costretta a giocare un intero girone senza calciatori di spessore sulle fasce laterali e con pochi cambi all’altezza.

Il campionato è lungo, la sessione di mercato è ancora aperta e nulla è perduto. Pertanto, siamo certi che fin da subito, queste nostre parole fungeranno da monito al fine del raggiungimento di quella Serie B che, per noi baresi, rappresenta il minimo sindacale e per la famiglia De Laurentiis un target da raggiungere assolutamente entro quest’anno, così come dichiarato pubblicamente il primo novembre del 2018.

𝐒𝐒𝐂 𝐁𝐚𝐫𝐢: 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞…”.

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LUIGI DE LAURENTIIS: NON SI MOLLA NULLA

Riportiamo l’intervento di Luigi De Laurentiis appena giunto in redazione: “Giornate come quella di oggi mettono alla prova la nostra tenuta emotiva, perché la rabbia e la delusione rischiano di prendere il sopravvento. Ma è proprio nei momenti di difficoltà che abbiamo il dovere di conservare la giusta lucidità, estraniarci da tutto ciò che può destabilizzare e condizionare negativamente il nostro lavoro, compattarci e continuare sul nostro percorso.

Abbiamo investito tempo, risorse ed energie in questo progetto. C’è un gruppo di lavoro forte, ne sono convinto. Direttore, mister e staff lavorano costantemente, giorno dopo giorno, per migliorare sotto ogni aspetto; la squadra è composta da uomini, prima che da calciatori, che ci mettono impegno e volontà.

Tutto questo fino a ora non è bastato. Vuol dire che ci impegneremo e lavoreremo ancora di più, insieme. Perché non si molla nulla; non è nel nostro stile. E perché abbiamo una città intera che ci sostiene, anche quando ci critica.

La rincorsa al primo posto non si ferma oggi. Continueremo, senza sosta: il nostro obiettivo non è cambiato.

Forza Bari, sempre!”

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SCONFITTA A TERAMO / IL BARI LASCIA IL BONOLIS A TESTA BASSA. UN SILENZIO ASSORDANTE

Sarebbe stato importante che i calciatori ci mettessero la faccia per spiegare il “suicidio” di Teramo. A parte mister Auteri, la squadra abbandona il Bonolis in silenzio e a testa bassa. Nessuno dei giocatori pugliesi rilascia dichiarazioni nel post partita. Un atteggiamento che – francamente – non condividiamo. Le partite si possono anche perdere. Ma è fondamentale assumersi le proprie responsabilità. In campo e fuori dal campo.

Ci sarebbe piaciuto, per esempio, ascoltare dalla loro voce un giudizio sull’analisi avanzata dal tecnico. Soprattutto in riferimento al crollo mentale tirato in ballo da Auteri in concomitanza col rigore sbagliato da Marras che – a quel punto della gara – avrebbe potuto cambiarne le sorti. Ci attendiamo che anche la società prenda delle posizioni.

Col primo posto lontano 11 punti, la promozione diretta sembra ormai compromessa. Ma, d’ora in poi, ciò che conta è puntare ai playoff arrivandoci con lo spirito, il carattere e la determinazione di chi vuole vincerli. E non certo, con i timori, le paure e la fragilità sottolineate stavolta dalla schiettezza di Auteri.

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AUTERI: E’ STATA UNA GIORNATA DI “M….”. CALO MENTALE DOPO IL RIGORE SBAGLIATO DA MARRAS. EPISODI DETERMINANTI

Gaetano Auteri alza bandiera bianca. Per il tecnico del Bari, sconfitto in rimonta dal Teramo, il match è stato deciso ad frangenti negativi: “A un certo punto la partita è diventata emotiva. stavamo legittimando una vittoria importante. Dopo il calcio di rigore sbagliato, qualcuno è calato mentalmente. Non avevamo tanti cambi in avanti. Stavo cambiando Semenzato con Minelli dopo la prima ammonizione. Semenzato non è impazzito. Ha toccato col braccio, subendo un mezzo fallo. Poi, in dieci, la partita è cambiata. Sino a quel punto stavamo facendo una gara autorevole. L’errore di Marras ha condizionato qualcuno. Un contraccolpo psicologico. Qualcuno si è impaurito. Rimane una partita irripetibile, per certi aspetti. Dobbiamo fare mea culpa, ma è difficile spiegare questa gara. Sull’1-1, dieci, abbiamo commesso un altro errore e siamo stati castigati. Siamo molto amareggiati. Gli episodi hanno cambiato la partita”.

“Dobbiamo reagire ed evitare alcuni errori sul piano mentale. Ci sono altre sfide da giocare. Sul piano tattico e tecnico non ho nulla da recriminare. Cianci? Chi poteva prevedere che si fermasse. E’ stata una giornata di merda, nefasta, sul piano degli episodi. D’improvviso, l’inerzia della gara è cambiata”, la chiosa di Auteri.

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BARI DA HORROR. IL TERAMO VINCE IN RIMONTA. AI PUGLIESI NON BASTA UN SUPER FRATTALI. MARRAS SBAGLIA PURE UN RIGORE

Teramo-Bari 2-1
TERAMO (4-3-3): Lewandowski, Tentardini, Soprano, Arrigoni (c), Mungo (35′ st Ilari), Costa Ferraira (45′ st Cappa), Bombagi, Pinzauti (30′ st Gerbi), Vitturini, Santoro, Piacentini. A disp.: Valentini, D’Egidio, Trasciani, Romanucci, Di Francesco, Ilari, Lombardi, Gerbi. All. M. Paci.
BARI (3-4-3): Frattali, Ciofani (43′ st Citro), Sabbione, Di Cesare (c), Semenzato, De Risio (43′ st Maita), Lollo (30′ st Bianco), Rolando, Marras, Antenucci, Candellone (30′ st Sarzi Puttini). A disp.: Marfella, Fiory, Perrotta, Celiento, Minelli. All. G. Auteri.
ARBITRO: Gualtieri di Asti.
MARCATORI: 23′ pt Antenucci; 28′ st rig e 34′ st Bomgabi.
NOTE: 26′ st espulso Semenzato per doppia ammonizione; 1′ rec. pt; 6′ rec. st.
TERAMO – Il pomeriggio più terrificante della stagione del Bari. In vantaggio di un gol, la squadra di Auteri riesce nell’impresa di sbagliare un rigore, vanificare due prodezze di Frattali su penalty del Teramo. E, come se non bastasse, di chiudere la gara in dieci per l’espulsione di Semenzato e subire il 2-1 in rimonta dei padroni di casa. Si ferma, quindi, dopo nove turni la serie positiva dei galletti che dopo ventuno giornate conoscono la terza sconfitta in campionato e salutano la capolista Ternana con un distacco – ormai incolmabile – di ben undici punti. Un ritardo enorme che virtualmente condanna i biancorossi a tentare una chance promozione passando dai playoff. E’ la sintesi di un sabato degli orrori (e degli errori) iniziato malissimo. E, cioè, con la notizia dell’infortunio di Cianci poco prima della partita al Bonolis.
La squadra inizia con la stessa difesa della scorsa settimana. Novità De Risio a centrocampo al posto di Bianco. Attacco confermato con Marras, Antenucci (Romairone smentisce contatti con la Spal) e Candellone. Scelte obbligate vista la penuria di punte a disposizione.
Defezioni che sembrano non sortire effetti. Almeno a giudicare dall’avvio di gara dei biancorossi già pericolosi al quarto d’ora con una incurisione di Antenucci, servito da Marras. Soluzione di poco alta sulla traversa. Il solito tandem confeziona il gol dello 0-1 al 23′. Verticalizzazione di Marras e Antenucci – con un pallonetto perfetto – non perdona portando il Bari in vantaggio. La replica di casa nasce da una bella azione di Bombagi che incontra il colpo di testa di Pinzauti in tuffo con pallone di poco fuori. E, ancora, un tiro (35′) da posizione impossibile di Mungo impegna Frattali sul primo piano. Azione che conclude la prima frazione.
La ripresa comincia con un Bari apparentemente tonico e una doppia percussione di Rolando ed Antenucci ad anticipare un tentativo dell’onnipresente Marras. Fiammate che preludono al calcio di rigore procurato da Candellone nell’area di rigore abruzzese (9′). Dal dischetto, Marras si fa respingere il tiro da Lewandowski. Il match del Bari finisce qui.
Brividi corrono lungo la schiena dei pugliesi quando Mungo spedisce il pallone alto sulla traversa su insidioso colpo di testa (17′). Il Teramo insiste e Frattali ci mette una pezza sull’ennesimo tentativo aereo di Bombagi (21′). Un tocco di mani di Semenzato mette nei guai il Bari: il Teramo ottiene un rigore che Arrigoni si fa parare da Frattali. Ma sulla ribattuta, Semenzato stende Pinzauti rimediando espulsione (doppio giallo) e facendo decretare un altro rigore per il team di Paci. Alla seconda, ci prova Bombagi che fa esaltare ancora un Frattali punito solo in seconda battuta (28′).
In inferiorità numerica, Auteri inserisce Sarzi per Candellone e Bianco per Lollo. Tutto inutile, perché l’incubo si materializza dopo la mezzora: Bombagi si galvanizza e firma il bis con un sinistro dopo una pregevole azione personale. Il graffio che manda in archivio la contesa e sfregia, forse in maniera definitiva, il percorso del Bari verso la promozione diretta. Mercoledì si torna in campo al San Nicola. Arriva la Cavese.

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TERAMO-BARI, LE FORMAZIONI UFFICIALI: INFORTUNIO PER CIANCI

La malasorte si accanisce contro il Bari che perde subito Pietro Cianci. A seguito di un contrasto occorso durante la seduta di rifinitura, l’attaccante ha riportato una forte contusione al piede destro e non è a disposizione per la partita di oggi pomeriggio Teramo. Il calciatore sarà sottoposto agli accertamenti del caso. Queste le formazioni delle due squadre che scenderanno in campo tra pochi minuti.

Teramo (4-3-3): Lewandowski, Tentardini, Soprano, Arrigoni (c), Mungo, Costa Ferraira, Bombagi, Pinzauti, Vitturini, Santoro, Piacentini. A disp.: Valentini, D’Egidio, Trasciani, Cappa, Romanucci, Di Francesco, Ilari, Lombardi, Gerbi. All. M. Paci.

Bari (3-4-3): Frattali, Ciofani, Sabbione, Di Cesare (c), Semenzato, De Risio, Lollo, Rolando, Marras, Antenucci, Candellone. A disp.: Marfella, Fiory, Perrotta, Maita, Bianco, Sarzi, Citro, Celiento, Minelli. All. G. Auteri.