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LO SFOGO DEGLI ULTRAS A LONGO E DI CESARE: SIAMO STANCHI, SALVATE LA DIGNITA’ E ANDATE VIA

Riportiamo alcuni stralci del confronto tra gli Ultras del Bari con Moreno Longo e Valerio Di Cesare, in coda alla serata di contestazione fuori dal San Nicola dopo l’ennesima sconfitta del Bari maturata ieri contro il Sudtirol. A prendere la parola, a nome di tutta la Curva Nord, il capo ultras Mimmo “Il Poeta”: “Chi non è adatto per la piazza, può andare a fare in c… Perché i soci arrivano. I soldi arrivano. Noi ci mettiamo la faccia. Ci prendiamo i problemi, facciamo chilometri. Ma pretendiamo rispetto. Noi vogliamo rispetto. Se hanno deciso di andare in serie C, ok. Ma si scende con dignità. Invece, stiamo facendo vomitare. Mi aspetto che sia il presidente a metterci la faccia. Che vi venga a dire di aver sbagliato la campagna acquisti. Che ci chiede compattezza e unione d’intenti. Invece, manda allenatore e ds avanti. E’ andato via all’80’. Non funziona così. Questa gente ha rotto i cogl…., deve andare via. Non è più gradita a Bari”.

“Prima del 2-0 – le parole rivolte a Longo – la squadra avrebbe dovuto giocare. Cosa manca? Noi ci siamo. Veniamo in trasferta. Adesso basta. Faccia giocare i ragazzini. Li sosterremmo. Questi pezzi di m…prendono i soldi. Basta con questi ritornelli del dobbiamo lavorare. Qua basta una miccia. Siamo fortunati che le altre squadre perdono. Basta poco, ma quel poco neanche c’è. I giocatori sono impauriti. Questa è una città che vive di pallone. Che c… gli manca? Mancano le palle. Noi ce le abbiamo e si sono rotte. Siamo stanchi. Se non ci sono le condizioni per andare avanti, date le dimissioni. Così la gente vi applaudisce. Dimostrate che ci tenere. Salvate almeno la dignità. Dopo la macchia di quest’anno – continua verso Longo – lei non allenerà più. Dove pensa di andare?”.

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BARI NEL BARATRO, LONGO NON SI ARRENDE: NON ALZO BANDIERA BIANCA, FA MOLTO MALE

Moreno Longo arriva davanti ai microfoni con un’espressione segnata, quasi svuotata. Il tono è basso, lo sguardo tradisce la consapevolezza del momento. Accanto a lui siede Valerio Di Cesare, presenza silenziosa ma significativa. Il direttore sportivo ascolta senza intervenire, osserva, lascia che sia il tecnico ad assumersi il peso delle responsabilità.

“Della partita c’è poco da dire – attacca Longo – se non scusarsi per la prestazione non in linea con le aspettative”. Non cerca attenuanti, non prova a spostare l’attenzione altrove. È una presa di posizione netta, severa, che certifica la gravità della situazione. Il Bari non offre risposte, non mostra reazione, si spegne sotto il peso delle proprie paure. La squadra appare incapace di opporsi al proprio destino, prigioniera di una fragilità che emerge con brutalità.

“Speravo di toccare le corde giuste della squadra. Devi avere la forza di ripartire. Capisco lo scoramento. Molti ci vedono morti. Dobbiamo avere la forza di non mollare”. Le parole raccontano il tentativo, finora vano, di riaccendere una scintilla. Longo prova a entrare nella mente dei suoi giocatori, a scuoterli, a restituire loro fiducia. Ma la realtà è più dura. Il campo restituisce una squadra smarrita, incapace di reagire alle difficoltà. Eppure, il tecnico non si arrende. “Siamo a due punti dai playout e a quattro dalla salvezza. Finché la matematica non ci condanna, dobbiamo lottare e trovare il modo per risolvere la situazione. Non abbiamo altre strade. Non possiamo fare altrimenti. Io non alzo bandiera bianca. Non è nel mio dna”.

È una dichiarazione di orgoglio, ma anche un atto di resistenza. Perché ciò che emerge con chiarezza è il senso di smarrimento che avvolge il gruppo. “Se guardiamo la prestazione è giusto non vedere la luce in fondo al tunnel”. È una frase che pesa, che descrive una realtà dura da accettare. Il Bari perde consistenza, perde convinzione, perde la capacità di opporsi agli eventi.

Longo si aggrappa alla propria esperienza per tenere viva la speranza. “Nel calcio ne ho viste di tutti i colori. Non mi spaventa nulla. Ho visto ribaltare anche situazioni impensabili. Dobbiamo perseverare imperterriti per il cambio di rotta”. È il tentativo di opporre la forza della volontà a una realtà che sembra scivolare via.

Il discorso si sposta poi sulle lacune strutturali. “Condivido, ma parlare ancora di quello che poteva essere può diventare fuorviante. Abbiamo provato con tanti altri giocatori. Alcuni non sono voluti venire. Quello che è stato fatto è stato fatto”. È una presa d’atto amara. Il Bari si presenta incompleto, vulnerabile, incapace di reggere l’urto delle difficoltà. Le scelte, le occasioni mancate, le trattative sfumate pesano oggi come macigni.

Ma il nodo più profondo è mentale. “Siamo i primi a volere cambiare le cose. Da noi è lavoro. E’ uno dei problemi che abbiamo. Nel secondo tempo di oggi, siamo usciti praticamente dal campo”. È una confessione durissima. Non è solo una questione tecnica, ma una resa psicologica. Il Bari si dissolve, smette di lottare, perde la propria identità. “Mi chiedo se il problema sia più tecnico o mentale”. È una domanda che riflette tutta l’incertezza del momento.

Il dolore del tecnico è autentico, evidente. “E’ un dispiacere sapere che i tifosi sono delusi. Mi spiace per la contestazione dei tifosi. Ma dei nostri tifosi abbiamo bisogno. Mi auguro di essere bravo io e i giocatori a riavvicinarli”. È il riconoscimento di una frattura profonda con la città, di una fiducia che si sgretola partita dopo partita. “Mi fa estremamente male trovarmi in questa situazione. Provo anche un dolore fisico. Non è una passeggiata. Ho una responsabilità enorme. Fa molto male”.

Sono parole che non nascondono nulla. Raccontano il peso di una responsabilità che schiaccia, la solitudine di chi resta al comando mentre tutto vacilla. Anche le scelte tecniche diventano oggetto di discussione. “Possono anche essere sbagliate, ma c’è sempre un ragionamento dietro”. È la difesa di una coerenza che però il campo non premia.

Il Bari resta sospeso in una dimensione fragile, senza certezze, senza appigli. Longo non si tira indietro, non arretra, non rinuncia. Ma la realtà resta impietosa. Il tempo scorre, e ogni partita che passa rende il confine tra speranza e caduta sempre più sottile.

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BARI, LA CONTESTAZIONE A FINE GARA: TIFOSI ORMAI STANCHI E DELUSI

La formazione guidata da Moreno Longo abbandona il terreno dello Stadio San Nicola con addosso il fardello di un’intera città. I giocatori si trascinano verso gli spogliatoi con il capo chino, lo sguardo vuoto e la piena consapevolezza che questo passo falso rischia di segnare uno spartiacque drammatico nella stagione. Sugli spalti, la delusione si trasforma rapidamente in rabbia. Dalla Tribuna Ovest si alza una protesta feroce, fatta di cori carichi di rancore, grida e pesanti contestazioni. Nessuno viene risparmiato. Nel mirino finiscono i dirigenti presenti, ma anche tutto ciò che incarna un’annata che, partita tra ambizioni e aspettative, si sta progressivamente sgretolando.

Il momento più delicato si verifica quando alcuni sostenitori riescono a sfondare il vetro divisorio che separa la Curva Nord dalla Tribuna Ovest. Il rumore della lastra che si frantuma risuona come un simbolo della frattura ormai evidente tra squadra e tifoseria. Non si tratta più di semplice dissenso. È un’esplosione di frustrazione, un segnale evidente di un malessere profondo. Alcuni ultras si muovono con decisione verso le zone interne dell’impianto, con l’intenzione di arrivare fino a Valerio Di Cesare, figura che in passato rappresentava un punto di riferimento e che oggi non incarna più quel ruolo agli occhi della tifoseria, né come dirigente né come simbolo.

La tensione si propaga rapidamente anche nelle aree circostanti. Alcuni gruppi si dirigono verso il piano terra, puntando la zona dello store ufficiale e gli accessi agli spogliatoi. Altri percorrono i corridoi esterni fino a raggiungere la porta numero 1, l’ingresso che conduce alla sala stampa. L’atmosfera è carica di nervosismo. Si sentono colpi improvvisi, bottiglie che si infrangono al suolo, oggetti scagliati con rabbia. È il suono di una tifoseria ferita, consapevole della gravità della situazione e timorosa di assistere a un epilogo ancora più amaro.

Con il trascorrere dei minuti, il fulcro della protesta si sposta all’esterno dell’impianto, in prossimità della porta 8, il punto da cui abitualmente i calciatori lasciano lo stadio. Qui si concentra un gruppo numeroso di tifosi, in attesa, sospeso tra indignazione e sconforto. Le forze dell’ordine presidiano con attenzione ogni varco, schierate nei punti più sensibili per garantire la sicurezza. La loro presenza, imponente ma controllata, risulta determinante per evitare che la situazione sfugga di mano.

Non si verificano aggressioni fisiche. Viene segnalato soltanto il lancio di un fumogeno verso uno degli sky box, episodio isolato ma emblematico del clima incandescente. Dopo circa trenta minuti, la pressione comincia lentamente a diminuire. Restano i danni materiali, ma soprattutto permane un senso diffuso di amarezza e disillusione. È l’immagine di una frattura profonda, di una squadra smarrita e di una tifoseria che non riconosce più se stessa nella stagione che sta vivendo.

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BARI NEL BARATRO: SCONFITTA VERGOGNOSA, SERIE C A UN PASSO TRA AUTOGOL E FALLIMENTO TOTALE

Bari-Sudtirol 1-2

BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Cistana, Odenthal, Mantovani (1’ st Rao), Mane, Braunoder, Traore (24’ st Artioli), Dorval (c), Cavuoti (35’ st Esteves), Piscopo (1’ st Moncini), Çuni (24’ st Gytkjaer). A disp.: Pissardo, Burgio, Pagano, Bellomo, Moncini, Rao, Maggiore, Pucino, Stabile. All. M. Longo.

SUDTIROL (3-5-2): Adamonis, Pecorino (36’ st Tonin), Casiraghi (c), Tronchin (12’ st Frigerio), Davi S., Kofler, Veseli, Molina (25’ st F. Davi), Crnigoj (1’ st Tait), El Kaouakibi, Verdi (1’ st Merkaj). A disp.: Borra, Cragno, Bordon, Mancini, Zedadka, Tonin, Sabatini, Brik. All. F. Castori.

ARBITRO: Massimi di Termoli.

RETI: 3’ st Merkaj; 30’ st (aut.) Mane; 35’ st Rao.

NOTE: Rec. 2’ pt. e 5’ st.

di Pierpaolo Paterno

BARI – Terza sconfitta nelle ultime quattro partite. Un Bari che è un vuoto a perdere si arrende anche al Sudtirol, nel secondo match consecutivo interno dopo lo scialbo pareggio infrasettimanale con lo Spezia e a seguire gli stop rimediati contro Palermo e Mantova. Un ruolino di marcia che inchioda i biancorossi al penultimo posto in classifica lasciando intravedere all’orizzonte una buona fetta di serie C. Il 2-1 del Sudtirol matura nel corso della ripresa. Merkaj ed un autogol di Mane decidono un match in parte rivitalizzato da un’azione personale di Rao. Difficile l’analisi della prova barese, di una pochezza tecnica disarmante. Di sicuro, degna della posizione in graduatoria e di un campionato indecente da tutti i punti di vista. A meno tredici dalla fine, probabile che si vada incontro ad uno stillicidio amaro in attesa di ufficializzare il verdetto più triste ma legittimato da una conduzione gestionale dilettantistica e approssimativa da parte di proprietà e dirigenti.

LA FORMAZIONE – Il Bari si presenta con un 3-4-2-1 che riflette chiaramente le intenzioni di Moreno Longo, orientate a trovare equilibrio senza rinunciare alla presenza offensiva. Davanti a Cerofolini, la difesa a tre formata da Mantovani, Cistana e Odenthal offre una combinazione di fisicità e capacità di impostazione. Cistana agisce da perno centrale, guidando la linea e gestendo l’uscita del pallone, mentre i due braccetti hanno il compito di accorciare sugli avversari e accompagnare la costruzione.

Sugli esterni si gioca una parte importante della partita. Mane a destra e Dorval a sinistra sono chiamati a garantire corsa continua, copertura e spinta, trasformando il sistema in una linea a cinque in fase difensiva e in una struttura più offensiva quando il Bari attacca. In mezzo al campo, la coppia composta da Braunoder e Traorè unisce ordine e dinamismo: il primo assicura posizione e gestione, il secondo aggiunge energia, recupero e inserimenti.

Sulla trequarti, Cavuoti e Piscopo rappresentano il collegamento tra centrocampo e attacco. Entrambi hanno libertà di movimento per trovare spazio tra le linee, creare superiorità numerica e servire palloni giocabili alla punta. Tutto il peso offensivo ricade su Çuni, riferimento centrale che deve proteggere il pallone, far salire la squadra e soprattutto farsi trovare pronto in area.

Assetto pensato per dare maggiore supporto alla manovra offensiva senza perdere compattezza. La presenza di due trequartisti alle spalle dell’unica punta indica la volontà di aumentare la qualità negli ultimi metri, uno degli aspetti su cui il Bari è chiamato a crescere per rendere più incisiva la propria azione.

LA PARTITA- Mantovani su Verdi. Cistana su Pecorino. Queste le marcature iniziali. E’ un Bari contratto e timoroso, spesso ripiegato nella propria metà campo. Dopo una lunga astinenza, al minuto 27, dopo una ripartenza Cuni cerca di potenza il primo palo. Palla fuori. Impreciso anche il colpo di testa di Odenthal dall’angolo di Dorval. Sul fronte opposto, occasione aerea per Pecorino dimenticato da Mantovani. E’ un Bari senza personalità e con grossi limiti tecnici. Difficile trovare la strada per pensare di cambiare il corso degli eventi.

Nel secondo tempo si cambia. Fuori Mantovani, dentro Rao. Out anche Piscopo per Moncini. Ora è 4-2-4. Ma i cambi giusti li azzecca quella vecchia volpe…di Castori. Casiraghi si allarga sulla sinistra su assist di Tait. Miracolo Cerofolini in prima battuta, ma subentra Merkaj e Sudtirol in vantaggio. Gli ospiti fanno quello che vogliono e sfiorano il bis poco prima del quarto d’ora con Pecorino e Tait. Bari fuori partita.

Piccolo cenno di vita dal corner di Dorval. Cistana di testa. Palla fuori. Entrano, intanto, anche Artioli e Gytkjaer per Traore e Cuni. Il Bari continua a far vedere cose orribili. Longo allarga le braccia in segno di sconsolazione. Va ancora peggio quando alla mezzora Mane la combina grossa spedendo la palla nella propria porta su punizione di El Kaouakibi. Un disastro tecnico e sportivo di proporzioni inimmaginabili. Una vergogna. L’unica luce la accende Rao che accorcia il passivo con un destro a giro a battere Adamonis. Finisce qui, in maniera indegna e indecente. Sabato 21 febbraio si gioca a Padova. Solo per la cronaca.

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BARI-SUDTIROL, LE FORMAZIONI UFFICIALI: CUNI UNICA PUNTA

Le formazioni ufficiali di Bari e Sudtirol che scenderanno in campo alle ore 15 per la 25ma giornata di serie B:

Bari (3-4-2-1): Cerofolini, Cistana, Odenthal, Mantovani, Mane, Braunoder, Traore, Dorval (c), Cavuoti, Piscopo, Çuni. A disp.: Pissardo, Burgio, Pagano, Gytkjaer, Bellomo, Moncini, Rao, Maggiore, Esteves, Pucino, Stabile, Artioli. All. M. Longo.

Sudtirol (3-5-2): Adamonis, Pecorino, Casiraghi (c), Tronchin, Davi S., Kofler, Veseli, Molina, Crnigoj, El Kaouakibi, Verdi. A disp.: Borra, Cragno, Bordon, Mancini, Zedadka, Tonin, Sabatini, Tait, Davi F., Frigerio, Merkaj, Brik. All. F. Castori

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BARI-SUDTIROL, LE PROBABILI FORMAZIONI

Bari-Sudtirol

BARI (3-5-2): 31 Cerofolini; 25 Pucino, 26 Odenthal, 51 Cistana; 28 Piscopo, 19 Esteves, 27 Braunoder, 66 Traorè, 93 Dorval; 17 Rao, 11 Moncini. A disp. 1 Pissardo, 3 Burgio, 18 Maggiore, 37 Stabile, 13 Mantovani, 30 Mane, 8 Pagano, 10 Bellomo, 9 Gytkjaer, 90 Cuni, 20 Cavuoti, 80 Artioli. All. Longo.

SUDTIROL (3-5-2): 31 Adamonis; 94 E. Ka’akibi, 28 Kofler, 34 Veseli; 79 Molina, 21 Tait, 26 Frigerio, 17 Casiraghi, 24 S. Davi; 33 Merkaj, 9 Pecorino. A disp. 1 Poluzzi, 99 Verdi, 89 Cmigoj, 8 Mallamo, 4 Mancini, 18 Tronchin, 3 Felipe Bordon, 90 Odogwu, Brik, 11 Italeng, 14 Coulibaly, 23 F. Davi. All. Castori.

ARBITRO: Massimi di Termoli.

Dove vederla: Dazn e LaB Channel.

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BARI, 24 CONVOCATI PER IL SUDTIROL: OUT IN QUATTRO, PRIMA CHIAMATA PER ARTIOLI

Prima chiamata in biancorosso per Federico Artioli; out Darboe, De Pieri, Dickmann, Nikolaou e Verreht. Sono 24 i biancorossi a disposizione di mister Longo per la sfida di domani (ore 15) al Sudtirol.

PORTIERI: 1.PISSARDO, 12.MARFELLA, 31.CEROFOLINI

DIFENSORI: 3.BURGIO, 13.MANTOVANI, 25.PUCINO, 26.ODENTHAL, 30.MANE, 37.STABILE, 51.CISTANA, 93.DORVAL

CENTROCAMPISTI: 8.PAGANO, 18.MAGGIORE, 19.ESTEVES, 27.BRAUNODER, 66.TRAORE, 80.ARTIOLI

ATTACCANTI: 9.GYTKJAER, 10.BELLOMO, 11.MONCINI, 17.RAO, 20.CAVUOTI, 28.PISCOPO, 90.ÇUNI

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LONGO CARICA IL BARI: PER BATTERE IL SUDTIROL E CREDERE NELLA SALVEZZA SERVONO CORAGGIO, PRECISIONE E AMORE

Nel giorno del suo 50mo compleanno, Moreno Longo presenta la sfida tra Bari e Sudtirol, in programma domani pomeriggio (ore 15) al San Nicola per la 25ma giornata di B.

Si parte dal problema dei gol. Il Bari fa una fatica tremenda per segnare. Aspetto da migliorare per accendere un lumicino di speranza in chiave salvezza: “Sul concetto siamo tutti d’accordo. Un dato su cui lavoriamo per dare input in tal senso. Dei passi avanti si sono visti, anche se non è bastato per questione di precisione e un pizzico di fortuna in più. Si è visto col Cesena. In parte col Palermo. Col Mantova non ci sono state grandi occasioni. Con lo Spezia, si è calciato verso la porta ligure per 21 volte. Non ci ha portato punti, è vero. Ma cerchiamo di fare meglio. Ci vuole la precisione. La stoccata decisiva. Conteranno solo i punti e quanto riusciremo a concretizzare”.

Il Bari ha il secondo peggiore attacco di tutte le squadre professionistiche italiane. Mancano punte col pedigree vincente in fatto di realizzazioni. Deficit che potrebbe essere sopperito dai gol dei centrocampisti: “E’ corretto. Per fare gol, tutti devono avere la possibilità di farlo. Gli attaccanti devono averlo nel loro bagaglio. Ma il gol può arrivare da tutti. Inutile guardare le statistiche. Siamo penultimi, e servono solo soluzioni da parte di tutti. Quando parlo di coraggio e spregiudicatezza si tratta di fare le cose in maniera diversa, con la testa libera e assumendosi la responsabilità di fare qualcosa in più negli ultimi 25 metri. Mi concentro sulla soluzione dei problemi”.

Oltre all’attacco, va migliorata la fase di non possesso. Il Bari concede il palleggio con troppa facilità: “Sono d’accordo. Un altro aspetto da migliorare. Ovvero, la solidità. Con lo Spezia non siamo stati solidi in una fase di partita. Non c’era quell’ordine che doveva impedire allo Spezia di lavorare facilmente nella zona centrale del campo. Questo aspetto va messo nel computo del fatto che oggi, rispetto alle altre squadre, non hai ancora una identità spiccata. Siamo al terzo cambio di allenatore. Altri hanno già affinato le loro problematiche. Purtroppo, non abbiamo tempo perché si gioca ogni tre giorni. Non sia un alibi, però. Possiamo lavorare ugualmente con tutti i mezzi possibili per migliorare questo”. Tra i più anemici sotto la porta avversaria resta Gytkjaer, quest’anno a segno col contagocce (tre marcature) nonostante la sua età ed esperienza: “Spezzo una lancia a favore dei miei attaccanti. Gytkjaer fa 14 gol a Monza. Quando giochi per vincere un campionato, è diverso. Arrivano palloni diversi. Spesso sei nell’area avversaria. In una squadra che deve salvarsi, la difficoltà sta nella produzione offensiva generale. Gytkjaer è un giocatore di assoluto livello. Se lavora, per la squadra, lontano dalla porta diventa difficile per tutti fare gol. La stagione si è complicata strada facendo. Ha patito questo. Ma le sue restano caratteristiche importanti. L’attaccante è figlio di quello che produce la squadra”.

Quanto può contare l’amore per la maglia e i colori per uscire da questa situazione critica. Per fare, cioè, un miracolo chiamato salvezza: “E’ fondamentale in tutti gli aspetti della vita. Senza amore per quello che fai, vai poco lontano. In questo, tutti possiamo dare una mano per raggiungere l’obiettivo. Dobbiamo essere i primi a mandare un segnale all’ambiente in generale, perché credo che solo insieme possiamo provare a fare un’impresa, qualcosa che oggi sembra impensabile. Ai ragazzi chiedo di vivere questi mesi cercando di mettere solo il Bari al primo posto. C’è da fare qualcosa in più, non fare il compitino. Dare tutto e performare al massimo. Mi auguro si possa creare, con una vittoria, quello che si è creato e riacceso nel secondo tempo contro lo Spezia. Ci siamo divertiti, come mi ha detto Traorè a fine partita. Il tifoso del Bari può dare tanto, essere un alleato in questa battaglia sportiva”.

Domani arriva il Sudtirol dell’esperto Castori. Una sfida con grandi insidie contro un avversario in grandissima forma: “Il Sudtirol è una squadra ottima che fa cose in maniera egregia. Alla fine, tutti vogliamo vincere e scegliamo una strada per arrivare a questo. Il Sudtirol è una squadra maestra di una certa filosofia di gioco. Ha le idee chiare. Ha concetti interpretati nel modo migliore. Vengono da quattro vittorie e due pareggi. Ci costringerà a fare una partita dura, sporca. Ci verrà ad aggredire uomo su uomo. Giocherà tanto in verticale, con molte transizioni. Una partita con uno spartito preciso. Dovremo trovare le chiavi per fare bene le nostre cose”.

“Il peso psicologico c’è – aggiunge Longo -. Va affrontato nel modo migliore, scendendo in campo liberi di esprimersi o almeno con la convinzione di poter fare meglio. Gli equilibri non si trovano dalla mattina alla sera. Ci devi lavorare e rimodulare con i nuovi. Chi non giocava da un po’, la condizione non ce l’ha. Dobbiamo concentrarci sulle soluzioni, ripeto. Non sui problemi”.

Cosa fare per far crescere il minutaggio dei 20’ positivi visti nella ripresa contro lo Spezia. Longo indica la strada: “Bisogna ripartire da lì. Per alzare l’autostima. Continuiamo a lavorare su automatismi, mentalità e lettura della partita. La prestazione è fatta di tante cose. Più ne metti e meglio fai. Avversario permettendo. Ci sono tanti momenti nella partita. Pensare di dominare le gare per 90’, oggi sarebbe da presuntuosi. In alcune fasi, occorre essere letali portando le partite a casa. C’è anche il momento in cui devi difenderti, ma non vuole dire abbassare il livello della prestazione. Livello che va mantenuto sempre alto”.

Focus su Cuni. Lotta, ma deve ancora uno step per essere determinante in zona offensiva: “Sa benissimo che deve migliorare nella conclusione a rete. Per lavoro sporco e attacco della profondità sapevamo quello che poteva darci. Utile, comunque, nel parco attaccanti di una squadra. Impossibile prendere a gennaio uno che ti porta quindici gol. Cuni sa bene che la sua carriera andrà avanti anche per i gol. Un aspetto da migliorare e su cui deve lavorare”.

Oltre a Cuni, il Bari è cambiato molto negli interpreti. Forse più pronto per affrontare un certo tipo di avversari come il Sudtirol che la mettono sul lavoro sporco e sui duelli. Premessa che potrebbe condizionare le scelte per il match di domani: “Affrontiamo una squadra avanti un anno e mezzo rispetto al Bari come situazione e condizione. Resta il fatto che durante le partite vanno tolte le sbavature. E farlo velocemente, non abbiamo tempo. Non siamo ancora nella fase dell’automatismo, come lo è per il Sudtirol. Il percorso va abbreviato. Le scelte? Già da Cesena, si è cambiato input. In queste ultime quattro partite, va riconosciuto alla squadra che l’impatto nervo alla gara sia stato reattivo. Pur restando pregi e difetti”.

 

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BARI, GLI INFORTUNI DI DICKMANN E VERRETH

SSC Bari comunica gli esami a cui è stato sottoposto quest’oggi Lorenzo Dickmann per valutare l’entità del problema nel corso della rifinitura pre match di mercoledì, hanno evidenziato una sollecitazione al legamento collaterale mediale destro.

 

Gli esami a cui è stato sottoposto Matthias Verreth per valutare l’entità del problema che lo ha costretto all’uscita anticipata nel corso della sfida contro lo Spezia, hanno evidenziando una sofferenza metabolica dell’adduttore lungo della coscia destra.

I calciatori hanno già intrapreso i rispettivi percorsi di recupero predisposti dallo staff sanitario biancorosso.

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BARI-SUDTIROL, ARBITRA MASSIMI DI TERMOLI

L’Associazione Italiana Arbitri ha comunicato le designazioni per il prossimo turno di campionato: sarà Luca Massimi, appartenente alla sezione di Termoli, a dirigere il match del San Nicola valido per la 25ª giornata di Serie BKT 2025/2026. I biancorossi affronteranno il Sudtirol allenato da mister Castori. La gara, in calendario domenica 15 febbraio con fischio d’inizio alle ore 15:00, vedrà come assistenti Thomas Miniutti della sezione di Maniago e Mattia Pascarella della sezione di Nocera Inferiore. Il ruolo di quarto ufficiale sarà ricoperto da Claudio Giuseppe Allegretta della sezione di Molfetta. In sala VAR opererà Niccolò Baroni di Firenze, affiancato dall’AVAR Alessandro Prontera di Bologna.