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L’INCHIESTA E IL FUTURO DEL BARI / MAZZA (GDM): “IL NODO RESTA IL PASSAGGIO DI PROPRIETÀ”

L’inchiesta della Procura di Bari sulla gestione della Filmauro e della SSC Bari apre uno scenario inedito sul piano giudiziario, ma non scioglie il principale interrogativo che accompagna da anni il calcio barese: quale sarà il futuro della società? È la riflessione proposta dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza, nell’editoriale pubblicato sull’edizione odierna del quotidiano.

Mazza ricostruisce innanzitutto la coincidenza temporale tra la crisi sportiva e quella economica del club. Il 24 gennaio scorso il Bari espugnava Cesena interrompendo una serie negativa, ma quella vittoria, osserva il direttore, si sarebbe rivelata soltanto un’illusione destinata a precedere la retrocessione in Serie C maturata pochi mesi dopo nel playout contro il Südtirol. Due giorni più tardi, il 26 gennaio, mentre l’attenzione della piazza era concentrata esclusivamente sui risultati del campo, i consulenti tecnici della Procura depositavano una relazione sui conti della società che, secondo Mazza, descriveva già allora una situazione particolarmente critica. Un quadro che la successiva retrocessione avrebbe inevitabilmente aggravato, riducendo le prospettive di ricavo derivanti da botteghino, diritti televisivi, sponsorizzazioni e valore complessivo del marchio Bari.

Nell’editoriale si sottolinea come, mentre il dibattito cittadino si concentrava sulla multiproprietà e sulle responsabilità della politica che negli anni aveva favorito l’insediamento della famiglia De Laurentiis, la magistratura stesse già sviluppando un proprio percorso investigativo. Mazza ricorda che le contestazioni formulate dalla Procura rappresentano, allo stato, semplici ipotesi accusatorie destinate a essere verificate nelle sedi competenti, ma osserva anche come molte delle criticità oggi finite negli atti giudiziari fossero state evidenziate da tempo da una parte dell’opinione pubblica.

Il direttore della Gazzetta invita però a non attribuire all’inchiesta un significato salvifico. L’intervento della magistratura, evidenzia, ha il compito di accertare eventuali responsabilità penali e non quello di risolvere le questioni sportive o societarie. Per questo motivo la vicenda giudiziaria non può essere interpretata come l’inizio della liberazione del Bari dalla multiproprietà, ma piuttosto come l’avvio di un percorso lungo, complesso e ricco di incognite. Secondo Mazza, inoltre, la famiglia De Laurentiis dispone delle risorse economiche necessarie per affrontare l’attuale situazione e tentare di evitare le conseguenze più pesanti sul piano patrimoniale e giudiziario. È per questo che il vero nodo, conclude il direttore, resta immutato: il destino del Bari continuerà a dipendere soprattutto dall’eventuale apertura di una trattativa concreta per la cessione della società. Finché questo passaggio non si materializzerà, il futuro del club biancorosso resterà inevitabilmente sospeso tra le vicende giudiziarie e quelle societarie.

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BARI, LE DUE CONTESTAZIONI AI DE LAURENTIIS: COSA C’È DAVVERO NELL’INCHIESTA E COSA RESTA DA ACCERTARE

Dopo le notizie diffuse sull’inchiesta che coinvolge la proprietà del Bari, il dibattito si è rapidamente spostato sui social, dove non sono mancate interpretazioni spesso imprecise o parziali. Al di là delle contrapposizioni tra tifoserie (Napoli e Bari nella fattispecie), gli atti della Procura barese delineano un quadro accusatorio articolato su due filoni distinti, che meritano di essere analizzati separatamente.

Il primo riguarda l’ipotesi di false comunicazioni sociali e prende le mosse dall’operazione che ha portato il portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli. Su questo punto è opportuno sgombrare il campo da un equivoco: agli indagati non viene contestata la valutazione economica attribuita al portiere. La Procura, infatti, non mette in discussione il prezzo fissato per il cartellino. Anzi, dagli atti emerge che la valutazione sarebbe stata supportata anche da una perizia tecnica predisposta da un professionista incaricato proprio per certificare il valore del calciatore. Una circostanza che, inevitabilmente, richiama alla memoria altri procedimenti calcistici nei quali il tema delle stime economiche dei giocatori aveva assunto un ruolo centrale. L’aspetto sul quale si concentra l’accusa sarebbe invece un altro. Secondo gli inquirenti, pur trovandosi il Bari in una situazione economico-finanziaria particolarmente delicata, la controllante Filmauro avrebbe rinunciato a inserire nell’accordo una percentuale sulla futura rivendita del giocatore. Una scelta che avrebbe consentito al Napoli di beneficiare integralmente dell’eventuale plusvalenza maturata negli anni successivi, privando invece il Bari di un possibile introito futuro.

Il secondo fronte dell’indagine è certamente quello più delicato e riguarda l’ipotesi di bancarotta fraudolenta, contestazione strettamente collegata alla richiesta di fallimento avanzata dalla Procura. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il Bari avrebbe accumulato nel tempo perdite strutturali che oggi ammonterebbero a circa 30 milioni di euro. Una situazione che, nell’impostazione accusatoria, configurerebbe un modello gestionale non più compatibile con la normale prosecuzione dell’attività d’impresa, tanto da giustificare la richiesta di apertura della procedura fallimentare.

Naturalmente si tratta, allo stato, di contestazioni che dovranno essere vagliate nel contraddittorio processuale. La difesa dei De Laurentiis ha già respinto ogni addebito (ne parliamo in un articolo riportato a parte BARI E NAPOLI, LA REPLICA DEI DE LAURENTIIS: ESTERREFATTI DALLE CONTESTAZIONI, CHIARIREMO TUTTO – BariNrete), manifestando sorpresa per le accuse e ribadendo la correttezza del proprio operato. Sul piano dell’analisi economica, tuttavia, il caso ha riaperto anche una riflessione più ampia. Alcuni osservatori fanno notare come, all’interno di gruppi societari, la presenza di una società in perdita possa produrre effetti fiscali favorevoli attraverso il meccanismo del consolidato fiscale, consentendo di compensare utili e perdite tra le diverse società del gruppo. Da qui nasce, almeno sul piano delle ipotesi formulate nel dibattito pubblico, la domanda se il mantenimento del Bari all’interno dell’orbita Filmauro potesse rappresentare anche un interesse di natura fiscale.

Si tratta però di considerazioni che, allo stato, non fanno parte delle contestazioni formulate dalla Procura e restano esclusivamente oggetto di analisi e discussione. Saranno le indagini e l’eventuale processo a stabilire se vi siano state condotte penalmente rilevanti o se, invece, le accuse siano destinate a cadere. Al momento, dunque, il procedimento si fonda su due pilastri ben distinti: da un lato le modalità con cui sarebbe stata gestita l’operazione Caprile, dall’altro la sostenibilità economica della gestione del Bari negli ultimi anni. Due vicende diverse, accomunate soltanto dal fatto che entrambe saranno ora sottoposte al vaglio della magistratura.

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BARI E NAPOLI, LA REPLICA DEI DE LAURENTIIS: ESTERREFATTI DALLE CONTESTAZIONI, CHIARIREMO TUTTO

Pubblichiamo il comunicato di replica della Ssc Bari al procedimento avviato questa mattina dalla Procura di Bari:

“SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso esterrefatti le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ed  eseguito questa mattina.

Il rilievo degli inquirenti riguarda il trasferimento tra società infragruppo di un calciatore, Elia Caprile, il cui valore era stato quantificato, mediante perizia giurata, prima del perfezionamento dell’operazione, da un soggetto terzo, indipendente e professionista autorevole, già consulente dell’Autorità giudiziaria, e fortemente accreditato nel settore calcistico, del tutto estraneo agli indagati.

Lascia basiti, poi, la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, proposta dalla medesima Procura, ai sensi dell’articolo 38 CCI, trattandosi di società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici, le cui perdite di esercizio – fisiologiche nel settore calcistico – vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie.

SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis esprimono con serenità la ferma convinzione che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria auspicando la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento tenuto conto della estrema serietà con cui quotidianamente i soggetti coinvolti operano, ed hanno sempre operato, nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali”.

 

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BARI, IPOTESI DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA: INDAGATI AURELIO E LUIGI DE LAURENTIIS

Nuovi sviluppi giudiziari coinvolgono la proprietà della SSC Bari. Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta nella quale risultano indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis nell’ambito di un’indagine che ipotizza il reato di bancarotta fraudolenta.

Secondo quanto riferisce il quotidiano pugliese, l’attività investigativa sarebbe nata a seguito di un’istanza di fallimento e riguarderebbe presunte plusvalenze ritenute artificialmente gonfiate, che sarebbero state utilizzate per alterare la rappresentazione dei bilanci societari. Nell’ambito dell’inchiesta sono state eseguite anche perquisizioni, che avrebbero interessato non solo la sede della SSC Bari ma anche quella del Napoli.

L’indagine è coordinata dal procuratore Roberto Rossi e punta ad accertare l’eventuale esistenza di operazioni contabili finalizzate a migliorare solo apparentemente la situazione economico-finanziaria del club biancorosso. Al momento si tratta esclusivamente di ipotesi investigative tutte da verificare e sulle quali saranno gli accertamenti della magistratura a fare piena luce.

La vicenda è destinata ad avere un forte impatto anche sul piano sportivo e societario, in un momento già particolarmente delicato per il Bari, reduce dalla retrocessione e alle prese con un clima di forte contestazione da parte della tifoseria. Si attendono ora eventuali sviluppi dell’inchiesta e le possibili repliche dei soggetti coinvolti.

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UFFICIALE SSC BARI: IL TECNICO MASSIMO RASTELLI FIRMA FINO A GIUGNO 2027 CON OPZIONE DI RINNOVO IN CASO DI B

SSC Bari dà il benvenuto a Massimo Rastelli, che assumerà l’incarico di Responsabile Tecnico della Prima Squadra biancorossa. Trovato l’accordo con il Club di via Torrebella fino al giugno ‘27 con opzione di rinnovo in caso di promozione.
Classe ’68, nativo di Torre del Greco e irpino d’adozione, il tecnico campano porta con sé un bagaglio umano e professionale maturato in una lunga carriera nel calcio italiano, vissuta prima come calciatore e poi come tecnico.
Dopo aver concluso il suo percorso da calciatore, nel ruolo di attaccante, inizia la sua attività in panchina partendo dalla Campania. Nella stagione ‘09-‘10 fa il suo esordio alla guida della Juve Stabia che conduce alla promozione in Prima Divisione. Successivamente subentra sulla panchina del Brindisi in Seconda Divisione, prima di trasferirsi in Veneto alla guida del Portogruaro, formazione neo-retrocessa in Lega Pro che accompagna a un piazzamento di centro classifica.
È nella stagione 2011-2012 che arriva la svolta della sua carriera, alla guida dell’Avellino, club che condurrà alla promozione in Serie B grazie alla vittoria del campionato di Lega Pro 1a Div. a cui va ad aggiungere la Supercoppa di categoria.
Nei due anni successivi in cadetteria consolida la squadra nelle posizioni di alta classifica, raggiungendo le semifinali playoff per la Serie A.
La sua carriera si è sviluppata sulla base di una chiara identità tattica e della capacità di valorizzare i gruppi a disposizione. Nel 2015 accetta la guida del Cagliari e al primo anno in Sardegna vince il campionato di Serie B, garantendo il ritorno immediato del club in massima serie. Nella stagione successiva ottiene la salvezza in Serie A con anticipo, chiudendo il campionato all’undicesimo posto.
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TRE NOMI SI PROPONGONO PER LA PANCHINA DEL BARI: TORRENTE, GAUTIERI E LUCARELLI

Mentre il Bari continua a vivere giorni di grande incertezza sul fronte tecnico e societario, iniziano a muoversi anche gli allenatori. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, sono tre i tecnici che avrebbero manifestato la propria disponibilità a guidare i biancorossi nel prossimo campionato di Serie C: Vincenzo Torrente, Carmine Gautieri e Cristiano Lucarelli.

Il nome di Vincenzo Torrente rappresenta un ritorno al passato. L’allenatore campano ha già guidato il Bari dal 2011 al 2013, negli anni difficili successivi alla retrocessione dalla Serie A e caratterizzati dalle pesanti difficoltà economiche della società. Nonostante le penalizzazioni inflitte al club, riuscì a valorizzare numerosi giovani e a conquistare due campionati tranquilli, chiudendo al tredicesimo e poi al nono posto.

Anche Carmine Gautieri conosce bene l’ambiente barese. Da calciatore ha vestito la maglia biancorossa tra il 1997 e il 1999, contribuendo alla promozione in Serie A e lasciando un buon ricordo nella tifoseria. Oggi sarebbe disposto non solo ad accettare la panchina della prima squadra, ma anche a mettersi a disposizione della società con un incarico nel settore giovanile, dimostrando la volontà di partecipare a un eventuale progetto di ricostruzione.

Tra i candidati spunta anche Cristiano Lucarelli, reduce da esperienze importanti in Serie C. L’ex bomber del Livorno avrebbe già avuto un confronto con Luigi De Laurentiis. Un incontro che, secondo indiscrezioni, sarebbe nato anche grazie all’interessamento del compianto Igor Protti, storico compagno di squadra e simbolo del calcio livornese, che avrebbe suggerito il nome di Lucarelli al presidente biancorosso prima della sua scomparsa. Si tratta di un retroscena che aggiunge un forte valore umano a una candidatura che, sul piano tecnico, resta tra le più autorevoli per la categoria. Al momento non risultano decisioni definitive. Il Bari continua a valutare il profilo del prossimo allenatore in una fase delicata della propria storia. Tra nostalgici ritorni, ex biancorossi e candidature prestigiose, la corsa alla panchina resta aperta, mentre la piazza attende finalmente segnali concreti da una società chiamata a programmare il futuro senza perdere altro tempo.

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BARI, SI CHIUDE L’ESPERIENZA DI BELLOMO E PUCINO: DA OGGI SONO UFFICIALMENTE SVINCOLATI

Da oggi, mercoledì 1 luglio 2026, Nicola Bellomo e Raffaele Pucino non fanno più parte della rosa del Bari. Con la scadenza dei rispettivi contratti si conclude ufficialmente il loro percorso in biancorosso. La società ha salutato entrambi attraverso due storie pubblicate sul proprio profilo Instagram, ringraziandoli per l’impegno e per gli anni trascorsi con la maglia del Bari.

Per Bellomo si chiude un’avventura impreziosita da 159 presenze, 16 reti e 14 assist, numeri che lo collocano tra i calciatori più rappresentativi delle ultime stagioni. Pucino (unico calciatore della Ssc Bari presente all’addio a Protti lo scorso 26 giugno), invece, archivia la sua esperienza con 136 presenze, 3 gol e 8 assist, diventando nel tempo uno dei giocatori più utilizzati della rosa. Si conclude così un capitolo importante della loro carriera, ma anche una pagina che, inevitabilmente, resterà legata all’ultima, deludente stagione del Bari. I tifosi probabilmente se ne faranno una ragione: al di là delle caratteristiche spesso attribuite a entrambi, quelle di calciatori combattivi e generosi, né Bellomo né Pucino sono riusciti a incidere concretamente nella difficile rincorsa alla salvezza. Entrambi sono finiti risucchiati nel vortice di uno spogliatoio che, per risultati e rendimento complessivo, verrà ricordato come il più perdente degli ultimi quarant’anni della storia biancorossa.

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TOVALIERI SI COMMUOVE DOPO L’OMAGGIO A PROTTI: NON ERAVATE TIFOSI, MA FRATELLI. CIAO GEMELLO DEL GOAL

BARI – Le emozioni vissute al San Nicola per l’ultima serata dedicata a Igor Protti continuano a riecheggiare anche il giorno dopo. A raccontarle è Sandro Tovalieri, compagno di tante battaglie dell’indimenticato bomber biancorosso, che ha affidato ai social un messaggio carico di commozione e gratitudine rivolto ai tifosi.

Sul suo profilo Facebook, Tovalieri ripercorre le emozioni della serata, definendola «piena di emozioni forti, commoventi e anche struggenti», ma sottolineando come il calore del pubblico sia riuscito a trasformare il dolore in una grande festa, «come lui stesso credo desiderasse».

L’ex centravanti evidenzia la straordinaria partecipazione di tutte le generazioni di tifosi, segno di quanto profonda sia stata l’impronta lasciata da Protti nella storia del Bari: «Ho visto tutte le generazioni essere presenti e questo fa capire quanto era grande Igor».

Un pensiero speciale è riservato alla Curva Nord, protagonista di una serata indimenticabile: «Grazie alla fantastica Curva Nord che non ha smesso un secondo di intonargli cori, affetto e gratitudine. Vedere lo striscione rotolare e chiamarsi “Igor Protti”, la sua Curva, mi ha fatto venire la pelle d’oca».

Infine, il ringraziamento ai sostenitori biancorossi, definiti molto più che semplici tifosi: «Siete stati meravigliosi e immensi verso un giocatore e un uomo che ha onorato al massimo la maglia biancorossa. Ora mi fermo, altrimenti starei ore a scrivere. Un abbraccio a tutti voi che, come detto ieri sera, non siete amici o tifosi, ma fratelli per me. Ciao, Gemello del Goal».

Parole che confermano il legame profondo tra Tovalieri, Protti e il popolo biancorosso, rinsaldato ancora una volta in una serata destinata a rimanere nella memoria collettiva del Bari.

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LA SERIE B È DI NUOVO BIANCOROSSA: WATERPOLO BARI, CHE IMPRESA

Waterpolo Bari-Cus Palermo 19-6

WATERPOLO BARI: Abruzzese, Mastromarco, Corallo, Dicagno 3, Cafagno 1, Battista 3, Bellino 3, Moretti, Di Pasquale 3, Cianciaruso 1, Lamacchia 3, Auciello 1, Giuliani 1, Scolletta. All. Di Pasquale.

CUS PALERMO: Monteverde, Bonaccorso 2, Piscitello 1, Mannino, Cananzi 1, Di Pieri, Carabillò, Magiameli, Dolcemascolo 2. All. Occhione.

PARZIALI: 3-0/7-3/6-2/3-1.

TARANTO – Missione compiuta. La Waterpolo Bari riconquista la serie B e lo fa nel modo più convincente possibile, chiudendo la pratica Cus Palermo con un netto 19-6 davanti ai propri tifosi. Un successo che certifica la superiorità dei biancorossi e dà il sigillo definitivo a una stagione vissuta costantemente ai vertici.

Dopo il largo successo ottenuto all’andata in Sicilia (17-6), la squadra allenata da Di Pasquale non ha lasciato spazio a sorprese nemmeno nella gara di ritorno, imponendo fin dalle prime battute il proprio ritmo e la propria qualità. Il primo parziale di 3-0 indirizza subito il confronto, mentre il 7-3 del secondo tempo spegne ogni residua speranza degli ospiti.

Nella piscina comunale di Taranto, diventata per tutta la stagione la casa della Waterpolo Bari, si è consumato l’atto finale di un campionato straordinario. I biancorossi hanno costruito il proprio ritorno in cadetteria attraverso prestazioni di alto livello, continuità di risultati e una crescita costante che ha trovato nei playoff la sua massima espressione.

Il terzo tempo, chiuso sul 6-2, ha trasformato la partita in una vera e propria passerella verso il traguardo, prima dell’ultimo quarto che ha consegnato definitivamente ai pugliesi una promozione mai realmente in discussione.

Al fischio finale è esplosa la festa. Giocatori, staff e tifosi hanno celebrato insieme un risultato inseguito e meritato, che riporta la Waterpolo Bari nel campionato di serie B tre anni dopo l’ultima partecipazione. Un ritorno conquistato con autorevolezza, al termine di una stagione dominata e conclusa nel migliore dei modi: con la gioia della promozione e la consapevolezza di aver riportato i colori biancorossi nella categoria che più gli compete.

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TRA IMMOBILISMO E SFIDUCIA: IL BARI RETROCESSO NON DÀ SEGNI DI VITA

di Pierpaolo Paterno

L’immobilismo regna sovrano in casa Bari. A un mese dalla vergognosa retrocessione in Serie C, il club controllato dalla famiglia De Laurentiis continua a muoversi con una lentezza che alimenta inquietudini e malumori in una piazza già profondamente ferita. Mentre altre società programmano il futuro, costruiscono organici e definiscono strategie, dal San Nicola non arrivano comunicazioni ufficiali né indicazioni concrete sul percorso che dovrebbe riportare il Bari fuori dall’incubo della terza serie.

L’unico vero spiffero di mercato riguarda Mehdi Dorval, uno dei pochi calciatori della rosa ad avere ancora un certo appeal sul mercato. Un interesse che, tuttavia, racconta molto più della povertà tecnica dell’organico biancorosso che non delle qualità espresse dal laterale algerino nell’ultima stagione. Dorval ha infatti collezionato 36 presenze complessive, mettendo a segno un solo gol, realizzato alla prima giornata contro il Venezia, senza poi riuscire a incidere in maniera significativa nel resto del campionato.

Sul giocatore si registra l’interesse di diverse società. Non c’è soltanto il Padova sulle sue tracce: anche Cremonese, Palermo e il Lugano, formazione della Serie A svizzera, stanno monitorando la situazione. Il Bari, che nelle scorse settimane ha esercitato l’opzione per il rinnovo del contratto fino al 2027, valuta il cartellino del laterale oltre il milione di euro, cifra che al momento appare distante dalle offerte ricevute.

Al di là delle indiscrezioni di mercato, resta il vuoto assoluto sul fronte della programmazione. Una situazione che appare ancora più preoccupante se si considera che l’intera rosa, protagonista di una stagione fallimentare culminata con la retrocessione, necessita di essere profondamente rivoluzionata. Più che qualche ritocco, servirebbe una rifondazione completa, tecnica e societaria.

Le uniche indicazioni emerse nelle ultime settimane sono arrivate indirettamente attraverso il sindaco di Bari, Vito Leccese, che nell’ultima conferenza stampa a Palazzo di Città ha riferito come la SSC Bari sarebbe orientata ad affidarsi a Pierpaolo Marino nel ruolo di direttore generale. Una figura di esperienza che dovrebbe assumere un peso centrale nella gestione del club, andando di fatto a ridimensionare il ruolo operativo di Luigi De Laurentiis.

A Marino dovrebbe essere affiancato un direttore sportivo chiamato a costruire da zero l’area tecnica: dalla scelta dell’allenatore alla composizione della rosa, passando per la definizione dell’intero organigramma sportivo. Un compito enorme e particolarmente delicato, considerato che il Bari si appresta ad affrontare una stagione che si preannuncia tra le più complicate della sua storia recente.

Nel frattempo, la frattura con la tifoseria continua ad allargarsi. Una parte consistente del popolo biancorosso ha già annunciato l’intenzione di disertare lo stadio e prendere definitivamente le distanze dalla società. Per molti sostenitori la nave è ormai affondata da tempo e le promesse non bastano più. Servono fatti, scelte chiare e soprattutto tempi rapidi. Perché mentre il Bari resta fermo, il conto alla rovescia verso il prossimo campionato continua inesorabilmente a scorrere.