Bari-Sudtirol 1-2
BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Cistana, Odenthal, Mantovani (1’ st Rao), Mane, Braunoder, Traore (24’ st Artioli), Dorval (c), Cavuoti (35’ st Esteves), Piscopo (1’ st Moncini), Çuni (24’ st Gytkjaer). A disp.: Pissardo, Burgio, Pagano, Bellomo, Moncini, Rao, Maggiore, Pucino, Stabile. All. M. Longo.
SUDTIROL (3-5-2): Adamonis, Pecorino (36’ st Tonin), Casiraghi (c), Tronchin (12’ st Frigerio), Davi S., Kofler, Veseli, Molina (25’ st F. Davi), Crnigoj (1’ st Tait), El Kaouakibi, Verdi (1’ st Merkaj). A disp.: Borra, Cragno, Bordon, Mancini, Zedadka, Tonin, Sabatini, Brik. All. F. Castori.
ARBITRO: Massimi di Termoli.
RETI: 3’ st Merkaj; 30’ st (aut.) Mane; 35’ st Rao.
NOTE: Rec. 2’ pt. e 5’ st.
di Pierpaolo Paterno
BARI – Terza sconfitta nelle ultime quattro partite. Un Bari che è un vuoto a perdere si arrende anche al Sudtirol, nel secondo match consecutivo interno dopo lo scialbo pareggio infrasettimanale con lo Spezia e a seguire gli stop rimediati contro Palermo e Mantova. Un ruolino di marcia che inchioda i biancorossi al penultimo posto in classifica lasciando intravedere all’orizzonte una buona fetta di serie C. Il 2-1 del Sudtirol matura nel corso della ripresa. Merkaj ed un autogol di Mane decidono un match in parte rivitalizzato da un’azione personale di Rao. Difficile l’analisi della prova barese, di una pochezza tecnica disarmante. Di sicuro, degna della posizione in graduatoria e di un campionato indecente da tutti i punti di vista. A meno tredici dalla fine, probabile che si vada incontro ad uno stillicidio amaro in attesa di ufficializzare il verdetto più triste ma legittimato da una conduzione gestionale dilettantistica e approssimativa da parte di proprietà e dirigenti.
LA FORMAZIONE – Il Bari si presenta con un 3-4-2-1 che riflette chiaramente le intenzioni di Moreno Longo, orientate a trovare equilibrio senza rinunciare alla presenza offensiva. Davanti a Cerofolini, la difesa a tre formata da Mantovani, Cistana e Odenthal offre una combinazione di fisicità e capacità di impostazione. Cistana agisce da perno centrale, guidando la linea e gestendo l’uscita del pallone, mentre i due braccetti hanno il compito di accorciare sugli avversari e accompagnare la costruzione.
Sugli esterni si gioca una parte importante della partita. Mane a destra e Dorval a sinistra sono chiamati a garantire corsa continua, copertura e spinta, trasformando il sistema in una linea a cinque in fase difensiva e in una struttura più offensiva quando il Bari attacca. In mezzo al campo, la coppia composta da Braunoder e Traorè unisce ordine e dinamismo: il primo assicura posizione e gestione, il secondo aggiunge energia, recupero e inserimenti.
Sulla trequarti, Cavuoti e Piscopo rappresentano il collegamento tra centrocampo e attacco. Entrambi hanno libertà di movimento per trovare spazio tra le linee, creare superiorità numerica e servire palloni giocabili alla punta. Tutto il peso offensivo ricade su Çuni, riferimento centrale che deve proteggere il pallone, far salire la squadra e soprattutto farsi trovare pronto in area.
Assetto pensato per dare maggiore supporto alla manovra offensiva senza perdere compattezza. La presenza di due trequartisti alle spalle dell’unica punta indica la volontà di aumentare la qualità negli ultimi metri, uno degli aspetti su cui il Bari è chiamato a crescere per rendere più incisiva la propria azione.
LA PARTITA- Mantovani su Verdi. Cistana su Pecorino. Queste le marcature iniziali. E’ un Bari contratto e timoroso, spesso ripiegato nella propria metà campo. Dopo una lunga astinenza, al minuto 27, dopo una ripartenza Cuni cerca di potenza il primo palo. Palla fuori. Impreciso anche il colpo di testa di Odenthal dall’angolo di Dorval. Sul fronte opposto, occasione aerea per Pecorino dimenticato da Mantovani. E’ un Bari senza personalità e con grossi limiti tecnici. Difficile trovare la strada per pensare di cambiare il corso degli eventi.
Nel secondo tempo si cambia. Fuori Mantovani, dentro Rao. Out anche Piscopo per Moncini. Ora è 4-2-4. Ma i cambi giusti li azzecca quella vecchia volpe…di Castori. Casiraghi si allarga sulla sinistra su assist di Tait. Miracolo Cerofolini in prima battuta, ma subentra Merkaj e Sudtirol in vantaggio. Gli ospiti fanno quello che vogliono e sfiorano il bis poco prima del quarto d’ora con Pecorino e Tait. Bari fuori partita.
Piccolo cenno di vita dal corner di Dorval. Cistana di testa. Palla fuori. Entrano, intanto, anche Artioli e Gytkjaer per Traore e Cuni. Il Bari continua a far vedere cose orribili. Longo allarga le braccia in segno di sconsolazione. Va ancora peggio quando alla mezzora Mane la combina grossa spedendo la palla nella propria porta su punizione di El Kaouakibi. Un disastro tecnico e sportivo di proporzioni inimmaginabili. Una vergogna. L’unica luce la accende Rao che accorcia il passivo con un destro a giro a battere Adamonis. Finisce qui, in maniera indegna e indecente. Sabato 21 febbraio si gioca a Padova. Solo per la cronaca.