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BARI NEL BARATRO: SCONFITTA VERGOGNOSA, SERIE C A UN PASSO TRA AUTOGOL E FALLIMENTO TOTALE

Bari-Sudtirol 1-2

BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Cistana, Odenthal, Mantovani (1’ st Rao), Mane, Braunoder, Traore (24’ st Artioli), Dorval (c), Cavuoti (35’ st Esteves), Piscopo (1’ st Moncini), Çuni (24’ st Gytkjaer). A disp.: Pissardo, Burgio, Pagano, Bellomo, Moncini, Rao, Maggiore, Pucino, Stabile. All. M. Longo.

SUDTIROL (3-5-2): Adamonis, Pecorino (36’ st Tonin), Casiraghi (c), Tronchin (12’ st Frigerio), Davi S., Kofler, Veseli, Molina (25’ st F. Davi), Crnigoj (1’ st Tait), El Kaouakibi, Verdi (1’ st Merkaj). A disp.: Borra, Cragno, Bordon, Mancini, Zedadka, Tonin, Sabatini, Brik. All. F. Castori.

ARBITRO: Massimi di Termoli.

RETI: 3’ st Merkaj; 30’ st (aut.) Mane; 35’ st Rao.

NOTE: Rec. 2’ pt. e 5’ st.

di Pierpaolo Paterno

BARI – Terza sconfitta nelle ultime quattro partite. Un Bari che è un vuoto a perdere si arrende anche al Sudtirol, nel secondo match consecutivo interno dopo lo scialbo pareggio infrasettimanale con lo Spezia e a seguire gli stop rimediati contro Palermo e Mantova. Un ruolino di marcia che inchioda i biancorossi al penultimo posto in classifica lasciando intravedere all’orizzonte una buona fetta di serie C. Il 2-1 del Sudtirol matura nel corso della ripresa. Merkaj ed un autogol di Mane decidono un match in parte rivitalizzato da un’azione personale di Rao. Difficile l’analisi della prova barese, di una pochezza tecnica disarmante. Di sicuro, degna della posizione in graduatoria e di un campionato indecente da tutti i punti di vista. A meno tredici dalla fine, probabile che si vada incontro ad uno stillicidio amaro in attesa di ufficializzare il verdetto più triste ma legittimato da una conduzione gestionale dilettantistica e approssimativa da parte di proprietà e dirigenti.

LA FORMAZIONE – Il Bari si presenta con un 3-4-2-1 che riflette chiaramente le intenzioni di Moreno Longo, orientate a trovare equilibrio senza rinunciare alla presenza offensiva. Davanti a Cerofolini, la difesa a tre formata da Mantovani, Cistana e Odenthal offre una combinazione di fisicità e capacità di impostazione. Cistana agisce da perno centrale, guidando la linea e gestendo l’uscita del pallone, mentre i due braccetti hanno il compito di accorciare sugli avversari e accompagnare la costruzione.

Sugli esterni si gioca una parte importante della partita. Mane a destra e Dorval a sinistra sono chiamati a garantire corsa continua, copertura e spinta, trasformando il sistema in una linea a cinque in fase difensiva e in una struttura più offensiva quando il Bari attacca. In mezzo al campo, la coppia composta da Braunoder e Traorè unisce ordine e dinamismo: il primo assicura posizione e gestione, il secondo aggiunge energia, recupero e inserimenti.

Sulla trequarti, Cavuoti e Piscopo rappresentano il collegamento tra centrocampo e attacco. Entrambi hanno libertà di movimento per trovare spazio tra le linee, creare superiorità numerica e servire palloni giocabili alla punta. Tutto il peso offensivo ricade su Çuni, riferimento centrale che deve proteggere il pallone, far salire la squadra e soprattutto farsi trovare pronto in area.

Assetto pensato per dare maggiore supporto alla manovra offensiva senza perdere compattezza. La presenza di due trequartisti alle spalle dell’unica punta indica la volontà di aumentare la qualità negli ultimi metri, uno degli aspetti su cui il Bari è chiamato a crescere per rendere più incisiva la propria azione.

LA PARTITA- Mantovani su Verdi. Cistana su Pecorino. Queste le marcature iniziali. E’ un Bari contratto e timoroso, spesso ripiegato nella propria metà campo. Dopo una lunga astinenza, al minuto 27, dopo una ripartenza Cuni cerca di potenza il primo palo. Palla fuori. Impreciso anche il colpo di testa di Odenthal dall’angolo di Dorval. Sul fronte opposto, occasione aerea per Pecorino dimenticato da Mantovani. E’ un Bari senza personalità e con grossi limiti tecnici. Difficile trovare la strada per pensare di cambiare il corso degli eventi.

Nel secondo tempo si cambia. Fuori Mantovani, dentro Rao. Out anche Piscopo per Moncini. Ora è 4-2-4. Ma i cambi giusti li azzecca quella vecchia volpe…di Castori. Casiraghi si allarga sulla sinistra su assist di Tait. Miracolo Cerofolini in prima battuta, ma subentra Merkaj e Sudtirol in vantaggio. Gli ospiti fanno quello che vogliono e sfiorano il bis poco prima del quarto d’ora con Pecorino e Tait. Bari fuori partita.

Piccolo cenno di vita dal corner di Dorval. Cistana di testa. Palla fuori. Entrano, intanto, anche Artioli e Gytkjaer per Traore e Cuni. Il Bari continua a far vedere cose orribili. Longo allarga le braccia in segno di sconsolazione. Va ancora peggio quando alla mezzora Mane la combina grossa spedendo la palla nella propria porta su punizione di El Kaouakibi. Un disastro tecnico e sportivo di proporzioni inimmaginabili. Una vergogna. L’unica luce la accende Rao che accorcia il passivo con un destro a giro a battere Adamonis. Finisce qui, in maniera indegna e indecente. Sabato 21 febbraio si gioca a Padova. Solo per la cronaca.

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LONGO CARICA IL BARI: PER BATTERE IL SUDTIROL E CREDERE NELLA SALVEZZA SERVONO CORAGGIO, PRECISIONE E AMORE

Nel giorno del suo 50mo compleanno, Moreno Longo presenta la sfida tra Bari e Sudtirol, in programma domani pomeriggio (ore 15) al San Nicola per la 25ma giornata di B.

Si parte dal problema dei gol. Il Bari fa una fatica tremenda per segnare. Aspetto da migliorare per accendere un lumicino di speranza in chiave salvezza: “Sul concetto siamo tutti d’accordo. Un dato su cui lavoriamo per dare input in tal senso. Dei passi avanti si sono visti, anche se non è bastato per questione di precisione e un pizzico di fortuna in più. Si è visto col Cesena. In parte col Palermo. Col Mantova non ci sono state grandi occasioni. Con lo Spezia, si è calciato verso la porta ligure per 21 volte. Non ci ha portato punti, è vero. Ma cerchiamo di fare meglio. Ci vuole la precisione. La stoccata decisiva. Conteranno solo i punti e quanto riusciremo a concretizzare”.

Il Bari ha il secondo peggiore attacco di tutte le squadre professionistiche italiane. Mancano punte col pedigree vincente in fatto di realizzazioni. Deficit che potrebbe essere sopperito dai gol dei centrocampisti: “E’ corretto. Per fare gol, tutti devono avere la possibilità di farlo. Gli attaccanti devono averlo nel loro bagaglio. Ma il gol può arrivare da tutti. Inutile guardare le statistiche. Siamo penultimi, e servono solo soluzioni da parte di tutti. Quando parlo di coraggio e spregiudicatezza si tratta di fare le cose in maniera diversa, con la testa libera e assumendosi la responsabilità di fare qualcosa in più negli ultimi 25 metri. Mi concentro sulla soluzione dei problemi”.

Oltre all’attacco, va migliorata la fase di non possesso. Il Bari concede il palleggio con troppa facilità: “Sono d’accordo. Un altro aspetto da migliorare. Ovvero, la solidità. Con lo Spezia non siamo stati solidi in una fase di partita. Non c’era quell’ordine che doveva impedire allo Spezia di lavorare facilmente nella zona centrale del campo. Questo aspetto va messo nel computo del fatto che oggi, rispetto alle altre squadre, non hai ancora una identità spiccata. Siamo al terzo cambio di allenatore. Altri hanno già affinato le loro problematiche. Purtroppo, non abbiamo tempo perché si gioca ogni tre giorni. Non sia un alibi, però. Possiamo lavorare ugualmente con tutti i mezzi possibili per migliorare questo”. Tra i più anemici sotto la porta avversaria resta Gytkjaer, quest’anno a segno col contagocce (tre marcature) nonostante la sua età ed esperienza: “Spezzo una lancia a favore dei miei attaccanti. Gytkjaer fa 14 gol a Monza. Quando giochi per vincere un campionato, è diverso. Arrivano palloni diversi. Spesso sei nell’area avversaria. In una squadra che deve salvarsi, la difficoltà sta nella produzione offensiva generale. Gytkjaer è un giocatore di assoluto livello. Se lavora, per la squadra, lontano dalla porta diventa difficile per tutti fare gol. La stagione si è complicata strada facendo. Ha patito questo. Ma le sue restano caratteristiche importanti. L’attaccante è figlio di quello che produce la squadra”.

Quanto può contare l’amore per la maglia e i colori per uscire da questa situazione critica. Per fare, cioè, un miracolo chiamato salvezza: “E’ fondamentale in tutti gli aspetti della vita. Senza amore per quello che fai, vai poco lontano. In questo, tutti possiamo dare una mano per raggiungere l’obiettivo. Dobbiamo essere i primi a mandare un segnale all’ambiente in generale, perché credo che solo insieme possiamo provare a fare un’impresa, qualcosa che oggi sembra impensabile. Ai ragazzi chiedo di vivere questi mesi cercando di mettere solo il Bari al primo posto. C’è da fare qualcosa in più, non fare il compitino. Dare tutto e performare al massimo. Mi auguro si possa creare, con una vittoria, quello che si è creato e riacceso nel secondo tempo contro lo Spezia. Ci siamo divertiti, come mi ha detto Traorè a fine partita. Il tifoso del Bari può dare tanto, essere un alleato in questa battaglia sportiva”.

Domani arriva il Sudtirol dell’esperto Castori. Una sfida con grandi insidie contro un avversario in grandissima forma: “Il Sudtirol è una squadra ottima che fa cose in maniera egregia. Alla fine, tutti vogliamo vincere e scegliamo una strada per arrivare a questo. Il Sudtirol è una squadra maestra di una certa filosofia di gioco. Ha le idee chiare. Ha concetti interpretati nel modo migliore. Vengono da quattro vittorie e due pareggi. Ci costringerà a fare una partita dura, sporca. Ci verrà ad aggredire uomo su uomo. Giocherà tanto in verticale, con molte transizioni. Una partita con uno spartito preciso. Dovremo trovare le chiavi per fare bene le nostre cose”.

“Il peso psicologico c’è – aggiunge Longo -. Va affrontato nel modo migliore, scendendo in campo liberi di esprimersi o almeno con la convinzione di poter fare meglio. Gli equilibri non si trovano dalla mattina alla sera. Ci devi lavorare e rimodulare con i nuovi. Chi non giocava da un po’, la condizione non ce l’ha. Dobbiamo concentrarci sulle soluzioni, ripeto. Non sui problemi”.

Cosa fare per far crescere il minutaggio dei 20’ positivi visti nella ripresa contro lo Spezia. Longo indica la strada: “Bisogna ripartire da lì. Per alzare l’autostima. Continuiamo a lavorare su automatismi, mentalità e lettura della partita. La prestazione è fatta di tante cose. Più ne metti e meglio fai. Avversario permettendo. Ci sono tanti momenti nella partita. Pensare di dominare le gare per 90’, oggi sarebbe da presuntuosi. In alcune fasi, occorre essere letali portando le partite a casa. C’è anche il momento in cui devi difenderti, ma non vuole dire abbassare il livello della prestazione. Livello che va mantenuto sempre alto”.

Focus su Cuni. Lotta, ma deve ancora uno step per essere determinante in zona offensiva: “Sa benissimo che deve migliorare nella conclusione a rete. Per lavoro sporco e attacco della profondità sapevamo quello che poteva darci. Utile, comunque, nel parco attaccanti di una squadra. Impossibile prendere a gennaio uno che ti porta quindici gol. Cuni sa bene che la sua carriera andrà avanti anche per i gol. Un aspetto da migliorare e su cui deve lavorare”.

Oltre a Cuni, il Bari è cambiato molto negli interpreti. Forse più pronto per affrontare un certo tipo di avversari come il Sudtirol che la mettono sul lavoro sporco e sui duelli. Premessa che potrebbe condizionare le scelte per il match di domani: “Affrontiamo una squadra avanti un anno e mezzo rispetto al Bari come situazione e condizione. Resta il fatto che durante le partite vanno tolte le sbavature. E farlo velocemente, non abbiamo tempo. Non siamo ancora nella fase dell’automatismo, come lo è per il Sudtirol. Il percorso va abbreviato. Le scelte? Già da Cesena, si è cambiato input. In queste ultime quattro partite, va riconosciuto alla squadra che l’impatto nervo alla gara sia stato reattivo. Pur restando pregi e difetti”.

 

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BARI, GLI INFORTUNI DI DICKMANN E VERRETH

SSC Bari comunica gli esami a cui è stato sottoposto quest’oggi Lorenzo Dickmann per valutare l’entità del problema nel corso della rifinitura pre match di mercoledì, hanno evidenziato una sollecitazione al legamento collaterale mediale destro.

 

Gli esami a cui è stato sottoposto Matthias Verreth per valutare l’entità del problema che lo ha costretto all’uscita anticipata nel corso della sfida contro lo Spezia, hanno evidenziando una sofferenza metabolica dell’adduttore lungo della coscia destra.

I calciatori hanno già intrapreso i rispettivi percorsi di recupero predisposti dallo staff sanitario biancorosso.

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BARI-SUDTIROL, ARBITRA MASSIMI DI TERMOLI

L’Associazione Italiana Arbitri ha comunicato le designazioni per il prossimo turno di campionato: sarà Luca Massimi, appartenente alla sezione di Termoli, a dirigere il match del San Nicola valido per la 25ª giornata di Serie BKT 2025/2026. I biancorossi affronteranno il Sudtirol allenato da mister Castori. La gara, in calendario domenica 15 febbraio con fischio d’inizio alle ore 15:00, vedrà come assistenti Thomas Miniutti della sezione di Maniago e Mattia Pascarella della sezione di Nocera Inferiore. Il ruolo di quarto ufficiale sarà ricoperto da Claudio Giuseppe Allegretta della sezione di Molfetta. In sala VAR opererà Niccolò Baroni di Firenze, affiancato dall’AVAR Alessandro Prontera di Bologna.

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LA CONCRETEZZA DI CUNI: DATO IL CENTO PER CENTO, OCCORRE PIÙ CATTIVERIA SOTTO PORTA

Il pareggio a reti inviolate contro lo Spezia lascia nel gruppo biancorosso sensazioni contrastanti. Tra i più coinvolti c’è Marvin Cuni, chiamato a essere riferimento offensivo in un momento in cui i gol pesano come macigni. L’attaccante guarda alla prestazione con equilibrio, ma senza nascondere ciò che ancora manca per fare il salto di qualità.

“Abbiamo giocato una buonissima partita, dando il cento per cento. Ma dobbiamo migliorare in zona realizzativa. Allora sì che porteremo a casa i tre punti, giocando bene come oggi”. Parole che fotografano bene la serata del San Nicola: intensità, applicazione, ma poca concretezza negli ultimi sedici metri. Cuni sa bene quale sia il compito che gli è stato affidato. “Longo mi chiede di segnare. Bisogna cercare di farlo anche in vista delle prossime partite. Sono venuto a Bari per questo, ma anche per aiutare tanto la squadra”. L’obiettivo è chiaro: trasformare il lavoro sporco e i movimenti per i compagni in reti decisive per la salvezza. Il legame con l’ambiente è già forte. “Vincere serve per il pubblico numeroso e caldo. Ho accettato di venire a Bari perché è una squadra di tradizione, conosciuta in quasi tutto il mondo”. Un motivo d’orgoglio, ma anche una responsabilità in più. Ora servono i fatti, perché il tempo stringe e i punti diventano sempre più pesanti.

foto sscbari

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BARI, PISCOPO INDICA LA STRADA: INTENSITÀ E FIDUCIA, ORA SERVONO LE VITTORIE

Dopo lo 0-0 contro lo Spezia, a metterci la faccia è Kevin Piscopo, tra i più vivaci nella metà campo offensiva biancorossa. Il suo è un bilancio lucido ma non rinunciatario: “È stata una bella partita. Intensa, dove abbiamo provato a giocare. Abbiamo creato molte occasioni. Si è sofferto e combattuto. Ci portiamo dietro quello che abbiamo fatto di buono”. Un punto che non cambia la classifica, ma che secondo il trequartista può rappresentare una base da cui ripartire. In campo si è visto soprattutto nella ripresa, quando il Bari ha alzato ritmo e baricentro, cercando di dare più qualità tra le linee.

Quanto alla sua collocazione ideale, Piscopo non ha dubbi: “Dietro la punta, come trequartista. Sono a disposizione di Longo per dare il cento per cento”. Disponibilità totale, dunque, alle scelte del tecnico, in un momento in cui serve compattezza prima ancora che brillantezza.

La missione è chiara: contribuire alla salvezza. “Un ambiente che stimola molto. Un’esperienza da fare in carriera. Ora dobbiamo metterci sotto e fare qualche vittoria. Siamo tranquilli, dopo questa bella partita. Siamo fiduciosi”. E sui gol che mancano, soprattutto davanti, la risposta è sincera: “Non segno molto, ma aiuto i compagni a fare gol”. Spirito di servizio e lavoro per la squadra, nella speranza che presto possano arrivare anche le reti pesanti.

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LONGO DISPENSA FIDUCIA: SERVIVA CINISMO, ORA PIÙ CORAGGIO E IL GOL CAMBIA TUTTO

Una sfida carica di tensione, bloccata e povera di reti, ma non di significato. Il pareggio a reti bianche contro lo Spezia lascia il Bari ancora immerso nella lotta per non retrocedere, con la sensazione di aver sprecato un’occasione preziosa. Dopo un avvio timoroso, nella ripresa i biancorossi hanno alzato ritmo e convinzione, mostrando un volto più ordinato e coraggioso. È mancato però l’istinto sotto porta, quel guizzo necessario per trasformare la supremazia in vantaggio. E quando non chiudi la partita, il rischio di pagarla resta dietro l’angolo.

“E’ stata una partita approcciata nella maniera corretta – conferma Moreno Longo -. Abbiamo avuto almeno tre occasioni importanti da concretizzare. Devi avere cinismo ed essere letale per fare tue queste partite. Ho visto un Bari che ha dato segnali diversi e positivi. Ovvero, giocatori crescere e del materiale in più su cui poter puntare sino alla fine. Ora resettiamo per pensare al Sudtirol”.

Il tecnico rivendica le scelte operate a gara in corso, che avevano dato nuova linfa alla manovra. “Nel primo tempo – continua il tecnico biancorosso – Cavuoti doveva lavorare diversamente da Dickmann, che ha dato forfait. Nella ripresa, ripiegava troppo spesso nell’ultimo terzo di campo e l’ho liberato riportando Piscopo sull’esterno. Un giocatore molto duttile. Può coprire più ruoli. L’approccio globale è stato veemente. Nei venti minuti iniziali del secondo tempo andava uccisa la partita. C’era anche l’ambiente giusto per fare il gol decisivo. Ma non lo fai e la gara prende un’altra piega. Esteves? E’ entrato bene. Non giocava da tanto. E’ al secondo spezzone. Va inserito nei meccanismi per prendere tempi e spazi. Speriamo che la sua crescita continui”.

Il nodo resta sempre lo stesso: concretizzare. “Il gol sposta tutto e fa vedere le cose in maniera diversa. Ora devo concentrarmi sulla produttività. Sulla precisione viene difficile inventarsi qualcosa. Quello che avevo chiesto era proprio avere coraggio e la spregiudicatezza per creare le opportunità per vincere la partita. La strada deve essere questa. Avere voglia di osare e assumersi delle responsabilità. Se si sbaglia, ho detto ai ragazzi, la colpa è mia. Hanno bisogno di leggerezza. Vedi Traorè. Un giovane con la testa libera e grande qualità. Ha avuto un peso nella partita. Ci servono questi ragazzi con la voglia di rischiare qualcosa. Col compitino vai poco lontano”. “Non basta uno spartito solo – conclude Longo – ma occorrono più soluzioni anche all’interno della stessa partita. Se servirà giocherà con due punte o quattro difensori, lo faremo”.

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BARI, NON PAGA LA BUONA VOLONTA’: LO 0-0 CONTRO LO SPEZIA E’ UN MEZZO PASSO FALSO

Bari-Spezia 0-0

BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Cistana, Odenthal (32’ st Mantovani), Pucino (c), Piscopo, Verreth (25’ pt Braunoder), Traore (32’ st Esteves), Dorval, Cavuoti (20’ st Rao), Çuni (32’ st Pagano), Moncini. A disp.: Pissardo, Burgio, Gytkjaer, Bellomo, Maggiore, Mane, Stabile. All. M. Longo.

SPEZIA (3-5-2): Radunovic, Bellemo (26’ st Valoti), Artistico, Aurelio, Vignali (26’ st Sernicola), Comotto (45’ st Adamo), Mateju, Hristov (c), Romano, Skjellerup (13’ st Di Serio), Bonfanti (13’ st Beruatto). A disp.: Mascardi, Loria, Ruggero, Nagy, Bertoncini, Lorenzelli, Vlahovic. All. R. Donadoni

ARBITRO: Doveri di Roma 1.

NOTE: Rec. 2’ pt. e 3’ st.

di Pierpaolo Paterno

BARI – Nulla di fatto per il Bari che in parte fallisce il secondo scontro diretto per la salvezza. Al San Nicola, contro lo Spezia finisce a reti inviolate senza che arrivi la scossa dopo la sconfitta dello scorso fine settimana a Mantova. Un piccolissimo passo in appendice ad una prestazione volitiva, ma infruttuosa sul piano del profitto nella zona offensiva. Attacco sterile, nonostante diverse possibilità create nel corso di un confronto in cui Longo getta nella mischia molti dei nuovi interpreti giunti dal calciomercato invernale. La classifica dice ancora penultimo posto, con i biancorossi impantanati in una situazione molto scomoda e pericolosa.

LA FORMAZIONE INIZIALE – Longo opta per un 3-5-2 camuffato da un 3-4-2-1 consueto. Cerofolini tra i pali. Dietro tridente prevedibile con Cistana sulla sinistra, Odenthal e Pucino a destra. Le novità Piscopo e Traorè dall’inizio con Dorval e Cavuoti al posto dell’indisponibile Dickmann. In mediana Verreth. Davanti, Cuni a supporto di Moncini.

LA PARTITA – Hristov e Dorval accendono il match con una occasione per parte dopo dieci minuti. Provvidenziali Cerofolini e Radunovic. Spezia ancora pericoloso con due salvataggi di Odenthal e Pucino. Piscopo perde numerosi palloni in mezzo al campo favorendo le sortite spezzine. Liguri vicini al gol con Bellemo che sbuca al centro e tenta il colpo con pallone deviato in corner dal portiere. Brutte notizie, intanto, per Verreth fermato da noie muscolari (adduttori della coscia). Dopo 25’, lo sostituisce Braunoder. Gli ospiti insistono. Giocata di Bonfanti con palla che viaggia lungo la linea della porta barese senza chiusura. Bari graziato. Si va al riposo sullo zero a zero con il match in sostanziale equilibrio. Bari più p meno vivo, ma con poca qualità davanti.

Si riparte con gli stessi effettivi. Buon avvio dei biancorossi con sgroppata di Dorval per un assist invitante di Cavuoti. Tiro mancino respinto da Radunovic. Piscopo va a destra con Cavuoti dentro al campo. Bella la soluzione sotto l’incrocio di Traorè. Radunovic si salva in corner. Il Bari alza il baricentro. Il San Nicola prova a spingere. Dopo 20’. Rao prende il posto di Cavuoti. Poi, dopo la mezzora ne entrano tre. Traorè esce tra gli applausi per crampi. Dentro Esteves. Fuori anche Odenthal per Mantovani. “In” anche Pagano per Cuni. Dall’ex Pisa parte un’azione propizia. Dorval recupera e serve Rao. Palla sull’esterno della rete. I minuti scorrono inesorabili. La gara scorre verso i titoli di coda. Grandissima l’occasione nata dai piedi di Rao. Dal limite, fuori il sinistro di Pagano. Finisce qui, tra qualche fischio dei presenti e l’appuntamento rinviato a domenica prossima, sempre al San Nicola, contro il Sudtirol.

foto sscbari

 

 

 

 

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BARI-SPEZIA, LE FORMAZIONI UFFICIALI

Le formazioni ufficiali di Bari e Spezia che scenderanno in campo al San Nicola alle ore 20 per la 24ma giornata di B:

Bari (3-4-2-1): Cerofolini, Cistana, Odenthal, Pucino (c), Piscopo, Verreth, Traore, Dorval, Cavuoti, Çuni, Moncini. A disp.: Pissardo, Burgio, Pagano, Gytkjaer, Bellomo, Mantovani, Rao, Maggiore, Esteves, Braunoder, Mane, Stabile. All. M. Longo.

Spezia (3-5-2): Radunovic, Bellemo, Artistico, Aurelio, Vignali, Comotto, Mateju, Hristov (c), Romano, Skjellerup, Bonfanti. A disp.: Mascardi, Loria, Ruggero, Valoti, Nagy, Beruatto, Sernicola, Di Serio, Bertoncini, Adamo, Lorenzelli, Vlahovic. All. R. Donadoni

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LONGO LANCIA IL GUANTO SI SFIDA ALLO SPEZIA: VEDTRETE UN BARI GAGLIARDO E AFFAMATO

BARI – Domani arriva lo Spezia, forse un’ultima spiaggia. E’ il punto di partenza di Moreno Longo nell’odierna conferenza stampa della vigilia: “E’ normale avere delle difficoltà in questa situazione. Non dobbiamo commettere l’errore di concentrarci su questo, ma vivere la partita come una possibilità. Inutile parlare di ultima spiaggia”. A distanza di sole 72 ore dalla sconfitta di Mantova, difficile prevedere grandi cambiamenti tattici: “Prendo tutto in considerazione, purché ci aiuti. Penso sempre a un atteggiamento di squadra, non ai numeri. La squadra è strutturata per passare con un centrocampo a tre o con due trequartisti. Le valutazioni sono fatte tutti i giorni”. Da tener conto della condizione generale, in particolare degli ultimi arrivati. Tutti fortemente in ritardo: “E’ stato dettato dalle dinamiche di un mercato con reali difficoltà di trovare giocatori effettivamente pronti. Qualcuno non si poteva prendere, altri non sono voluti venire. Abbiamo anche visti giocatori di C, ma in lotta per vincere il campionato. C’è solo la strada di metterli dentro per abbreviare il percorso di recupero della condizione. Vedi il primo tempo di livello assoluto di Odenthal. Nella testa, gli scontri diretti hanno un peso specifico. Siamo il terzo staff e devi innanzitutto cercare di non fare danni. Cuni, Artioli e Piscopo sono quelli con più partite alle spalle”.

“Destinare i problemi solo all’aspetto fisico è limitante. A Mantova si è visto il calo energetico. Il secondo tempo non è imputabile solo alla condizione atletica, ma anche alla gestione della partita. Si è smesso di giocare, subendo senza proporre. Si vince col coraggio di osare e assumersi delle responsabilità. Un aspetto su cui lavorare”, continua Longo prima di concentrarsi sull’ex Juve Stabia, Piscopo: “Giocare col 3-5-2 è una possibilità. Piscopo può fare la mezzala, come Esteves e Cavuoti. Idem Pagano e Maggiore. Anche Traorè”. Quest’ultimo, vero oggetto misterioso dell’ultimo calciomercato: “Un giocatore di grande impatto fisico. Ha gamba e corsa. Capacità di ribaltare l’azione. Si è presentato bene. Ha delle qualità e del potenziale. Andrà dimostrato sul campo. Le partite sono altro dagli allenamenti”. Sugli esterni, valutazioni su Dickmann e Dorval: “Lorenzo è andato in difficoltà a Mantova negli ultimi 20 minuti. Ha esperienza e capacità fisiche per rimettersi in condizioni. Dorval sta cercando di tornare quello dell’anno scorso. Potrebbe essere un’arma importante per questa squadra”.

“Sono qua da tre partite – continua Longo – e confermo che si è fatto poco nella fase offensiva. Ci vuole coraggio. A volte si innesca un circuito negativo. CI si nasconde. Devono osare. Senza coraggio e senza voglia di rischiare non ce la fai a vincere”. Che Spezia si aspetta: “Una squadra agguerrita. Nella nostra situazione, leggermente meglio. Verranno qui a fare battaglia. Troverà un Bari gagliardo e affamato. Gli episodi potranno fare la differenza. A gennaio, sono arrivati giocatori di alto livello. Una squadra di grande valore”. Su Mantovani: “Non è stato forzato a Mantova, perché un tempo nelle gambe ce l’ha. L’ha dimostrato. Per il resto, stiamo valutando tutti. Vedremo come, a livello, strategico, immaginare come possa andare la partita”.

“Quando parlo di condizione atletica – aggiunge – non mi riferisco solo allo stato fisico. C’è anche la gestione mentale del peso della partita. Arrivare a queste partite con la giusta tensione. Dobbiamo essere bravi a trovare il modo di arrivare bene alle partite, che saranno tutte tirate e con un alto peso specifico”.  Su Gytkjaer: “L’ho trovato bene. In fase realizzativa, Moncini è un attaccante valido. Con Cuni, si giocano il posto. Cambiare sempre e troppo non aiuta. Lo spazio lo troveranno molti giocatori”. La chiosa del tecnico su Maggiore: “Giulio ha tutta la nostra stima. Non è riuscito sinora come lo avevamo lasciato l’anno scorso. Se dimostra di essere d’aiuto e incisivo, avrà la sua chance. L’unico che stiamo valutando è De Pieri, affaticato”.