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BARI DA FAVOLA: 1-0 A CAGLIARI GRAZIE A “MUNDIAL” CHEDDIRA

Cagliari-Bari 0-1
CAGLIARI (4-3-3): Radunovic, Goldaniga, Mancosu, Rog (17′ st Luvumbo), Nandez (27′ st Deiola), Lapadula (27′ st Pavoletti), Viola, Altare, Carboni (17′ st Barreca), Zappa (44′ st Millico), Makoumbou. A disp. Aresti, Dossena, Gaston, Pereiro, Lella, Capradossi, Falco, Di Pardo. All. Liverani.
BARI (4-3-1-2): Caprile, Pucino, Di Cesare, Vicari, Ricci (1′ st Mazzotta); Maita, Maiello (37′ st Benedetti), Folorunsho (37′ st D’Errico); Botta (16′ st Bellomo); Antenucci (27′ st Ceter), Cheddira. A disp. Frattali, D’Errico, Terranova, Zuzek, Scheidler, Cangiano, Benedetti, Dorval, Mallamo. All. Mignani.
ARBITRO: Fourneau di Roma 1.
RETI: 32′ st Cheddira.
NOTE: Spettatori 14.087 di cui 302 ospiti; osservato 1′ di raccoglimento per le vittime dell’alluvione nelle Marche; 40′ st espulso Pucino; 3′ rec. pt. 6′ rec. st.
di Pierpaolo Paterno
CAGLIARI – Un Bari gigantesco espugna il campo del super Cagliari ottenendo la terza vittoria stagionale, seconda consecutiva e pure in trasferta dopo il colpaccio di sette giorni fa a Cosenza. Decide una zampata felpata del solito e sempre più “mundial” Cheddira. Un’opera d’arte meravigliosa dipinta da Michele Mignani e dai suoi ragazzi, capaci di esibire un abito diverso dal solito – meno brillante ma tremendamente efficace ed improntato alla prudenza. Tanto basta per salire a quota dodici in classifica. Bottino che vale il secondo posto a braccetto col Frosinone e a meno tre dalla coppia apripista formata da Reggina e Brescia.
Mignani rischia qualche azzardo iniziale intervenendo con due cambi importanti nello scacchiere iniziale rispetto alle ultime due gare contro Spal e Cosenza. In difesa, Vicari prende il posto di Terranova al centro con Di Cesare e affiancato da Pucino a destra e Ricci a sinistra. La novità più importante a centrocampo, con Maita di nuovo titolare perché ristabilito in tempi record dopo l’infortunio alla spalla. In mezzo Maiello e Folorunsho a sinistra. Botta dietro le punte Antenucci e Cheddira.
Si parte con 1′ di raccoglimento per le vittime dell’alluvione nelle Marche. E, dopo pochi minuti, un inserimento aereo di Altare su punizione di Viola (6′). Palla fuori. Buona l’iniziativa cagliaritana con i pugliesi in preda a qualche affanno di troppo. Vedi la palla di ritorno di Mancosu per Carboni col pallone ancora al lato.
Il caldo e l’umidità incidono in maniera evidente sulla interpretazione della partita da parte di entrambe le squadre. Meglio i rossoblù che costringono Caprile ad una parata decisa sul tiro di Altare dagli sviluppi di una punizione dal limite (Viola al 35′). La più grossa occasione sarda arriva quindi nel terzo ed ultimo minuto di recupero. Da un parapiglia in area barese con Nandez e Lapadula in agguato, Di Cesare smanaccia e salva il risultato. Va così in archivio un primo tempo brutto e compassato, senza picchi da parte del Bari al quale spetta, tuttavia, il merito di una gestione abbastanza ordinata.
Il secondo tempo inizia con la prima mossa di Mignani che richiama Ricci sostituendolo con Mazzotta. Il Cagliari riparte con fermezza. Ed ecco il tiro sotto porta di Carboni. Lapadula non ci arriva, Caprile sì (6′). Il Bari replica, ma non sfrutta un’occasione colossale (15′) con Botta che eccede di individualismo, rimedia con un retropassaggio per Cheddira a concludere alle stelle. Mignani rileva l’argentino e gli preferisce Bellomo. Mentre Liverani cala gli assi Barreca e Luvumbo per Carboni e Rog. Servirebbe un Bari più intraprendente per evitare di soffocare nella morsa avversaria, stretta dall’incessante sostengo dei tifosi di casa. Il tecnico biancorosso ci prova allora puntando sull’esordio dell’ex cagliaritano Ceter al posto di Antenucci. Liverani risponde con Pavoletti e Deiola per Lapadula e Nandez.
Al 32′ giunge finalmente una grande giocata di Maita per la conseguente e meravigliosa chiusura di Cheddira: zampata rapinosa a punire Radunovic in uscita per il quinto gol consecutivo dell’italo marocchino. Un po’ a sorpresa ma meritatamente, Bari in vantaggio. Restano da gestire 11′ di cui la metà in inferiorità per l’espulsione di Pucino (proteste?) e con D’Errico e Benedetti subentrati a dare man forte al posto di Folorunsho e Maiello. La reazione isolana sbatte sul muro di uno strepitoso Caprile che dice no a Pavoletti. La sofferenza e la resistenza durano ulteriori sei minuti, quanti sono assegnati per il lunghissimo recupero. Spazio in cui il Cagliari sfiora il pari colpendo un palo pieno a Caprile battuto: Pavoletti la spizzica di testa su cross di Deiola. E’ il segno di una partita destinata al Bari che – ancora imbattuto – vince da grandissima squadra, a denti stretti e capitalizzando forse l’unica vera occasione importante. Indice di maturità di un gruppo da applaudire a scena aperta. Ora il meritato riposo. La sfida alla capolista Brescia è datata 1 ottobre. Distanza temporale necessaria per godersi a lungo l’impresa di Cagliari.

foto Ssc Bari

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