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ODIO SENZA GIUSTIFICAZIONI: BARINRETE AL FIANCO DELLA FAMIGLIA CASTROVILLI

Rabbia, amarezza e disgusto. È quanto emerge dalla denuncia pubblica di Rachele Risaliti, moglie del centrocampista del Bari Gaetano Castrovilli, dopo l’ennesimo episodio di violenza verbale che nulla ha a che vedere con il calcio. Al termine di Bari-Avellino, gara giocata ieri al San Nicola e conclusa sull’1-1, sul profilo Instagram del calciatore biancorosso è apparso un messaggio agghiacciante: «Che il cancro vi divori tutti, che i vostri figli e tutto ciò che avete muoiano».  Parole di odio puro, intollerabili, che superano ogni limite e cancellano qualsiasi alibi legato alla frustrazione sportiva o al risultato del campo. Un attacco vile, che colpisce una famiglia, dei bambini, delle persone prima ancora che dei professionisti. Rachele Risaliti ha scelto di non tacere e di rendere pubblico l’accaduto, annunciando una presa di posizione netta: «Sappi che denunceremo – assicura – Il calcio dovrebbe essere un momento di divertimento, nonostante tutto. Sono davvero amareggiata, triste e schifata da tutto questo».

La redazione sportiva di Barinrete condanna con fermezza questo episodio e ogni forma di violenza verbale che si consuma dietro lo schermo di uno smartphone. Non è tifo, non è critica, non è passione: è odio. E l’odio va isolato, denunciato e punito. A Gaetano Castrovilli e alla sua famiglia va la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno. Il calcio può dividere sulle scelte, sulle prestazioni, sui risultati. Non potrà mai giustificare minacce, auguri di morte e insulti disumani. Su questo non possono esserci zone grigie.

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IVARINI DIFENDE IL BARI: BUONO LO SPIRITO, MA A GENNAIO SERVE QUALITÀ

Il pareggio con l’Avellino chiude il 2025 del Bari senza svolte e consegna a Vincenzo Vivarini una partita da analizzare più nei contenuti che nel risultato. Il tecnico biancorosso si presenta nel post gara con un messaggio chiaro, partendo dall’obiettivo con cui la squadra è scesa in campo: “È chiaro che abbiamo puntato tutto sulla vittoria. L’avevamo preparata così”. Un Bari chiamato a reagire dopo le ultime prove opache, almeno sul piano dell’atteggiamento.

Vivarini difende la risposta del gruppo, sottolineando ciò che per lui era prioritario: “La squadra ha dato tutto in campo, è andata a duello. Manca la qualità, ma a me interessava lo spirito dopo le ultime prestazioni negative”. Un segnale arrivato, secondo l’allenatore, con applicazione e disponibilità totale: “I ragazzi mi hanno risposto nel modo giusto con voglia e applicazione”. E sul piano delle occasioni create il tecnico non ha dubbi: “Alla fine, meritavamo più noi avendo avuto cinque occasioni per fare gol. L’Avellino, al di là della sua migliore gestione della palla, ha tirato pochissimo in porta”. Una fotografia che però non cambia il dato di classifica: “La squadra è questa. Anche se la strada è ancora lunga”.

Entrando nella lettura tattica, Vivarini spiega di non essere rimasto sorpreso dalle mosse di Biancolino: “Ci aspettavamo che l’Avellino cambiasse modulo. Eravamo pronti a questo”. I cambi, però, raccontano una squadra che paga i ritmi: “I cambi sono stati tutti forzati, patendo i ritmi alti. Loro hanno avuto più freschezza di noi”. Nonostante questo, l’Avellino non crea grandi pericoli: “Alla fine, non ci hanno creato grandi grattacapi”. Il rimpianto resta nel non aver chiuso la gara: “Serviva più forza per raddoppiare. Dickmann purtroppo non l’ha chiusa”.

Il pareggio viene accettato, ma senza autoassoluzioni: “Accettiamo questo pareggio. Sotto l’aspetto dell’approccio e mentale si è fatta la gara giusta. Ma non basta, perché in B bisogna vincere”. Da qui il lavoro fatto durante la settimana: “Ho parlato alla squadra per chiedere una inversione di mentalità”, indicando anche la direzione tecnica da seguire: “Bisogna alzare la qualità del gioco, migliorare la gestione della palla e attaccare meglio la profondità”. Un esempio arriva da Mane: “Come ha fatto Mane, giocatore giovane e positivo. Mi chiedeva il cambio dall’inizio del secondo tempo, ma l’ho lasciato perché andava”.

Il discorso si allarga infine alle responsabilità e al mercato: “Siamo tutti consapevoli di quello che serve. Io per primo che, venendo qua, sono venuto a rischiare”. Vivarini non si nasconde e indica le urgenze: “Ci sono diversi problemi su cui mettere mano”. Gennaio diventa uno snodo decisivo: “Dal mercato di gennaio servono calciatori fermi, ma pronti. Gente fresca e pulita per giocare a calcio”. Un messaggio diretto, che accompagna un Bari ancora incompiuto verso settimane decisive.

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DICKMANN, FELICE A META’ PER IL PRIMO GOL IN BIANCOROSSO: BARI VIVO, C’È TANTO RAMMARICO

Il primo gol in biancorosso di Lorenzo Dickmann non basta al Bari per cambiare il copione di una stagione complicata. Una rete bella, pesante nel momento in cui arriva, ma resa inutile dal pareggio dell’Avellino che spegne sul nascere l’illusione dei tre punti. A fine gara l’esterno non nasconde l’amarezza, pur provando a leggere il bicchiere mezzo pieno: “Un peccato. Secondo me, oggi abbiamo visto un Bari vivo che ha approcciato bene la partita. Abbiamo avuto occasioni nitide. La B è così. Alla minima distrazione rischi di prendere gol”.

Dickmann rivendica l’atteggiamento mostrato dalla squadra, soprattutto sul piano dell’aggressività e dell’intensità: “Volevamo aggredire in avanti, uomo su uomo. Ci siamo riusciti per gran parte della partita. Non ricordo, grandi occasioni da gol dell’Avellino”. Un’analisi che però non cancella il rammarico per l’ennesima occasione sfumata: “Ci portiamo a casa il punto, anche se c’è molto rammarico”.

Schierato a sorpresa sulla corsia sinistra al posto di Dorval, l’autore del gol racconta il suo adattamento tattico senza polemiche: “Il mio ruolo naturale è a destra, ma mi adatto alle situazioni”, sottolineando anche la prestazione del compagno di fascia opposta: “Su sponda opposta, anche Mane ha fatto molto bene”.

Il tema centrale, però, resta quello mentale. Dickmann lo affronta senza giri di parole, consapevole che la classifica non mente: “Deve cambiare qualcosa a livello mentale. Se stiamo sotto è perché ci sono dei problemi”. La sensazione di una squadra viva c’è, ma non basta: “Ho visto un Bari vivo. Bisogna lottare e cercare di uscire fuori dalla brutta posizione di classifica. Servono più punti possibili per la salvezza”. Parole chiare, che raccontano un gol da ricordare solo a metà e un Bari chiamato, ancora una volta, a trasformare le prestazioni in risultati.

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MERONI NON SI NASCONDE: “ABBIAMO SBLOCCATO LA PARTITA, MA NON BASTA”

Il Bari esce dal confronto con l’Avellino con un altro pareggio che lascia più rimpianti che certezze, e nelle parole di Meroni a fine gara emerge tutta la frustrazione di una squadra che continua a intravedere la vittoria senza riuscire ad afferrarla. Il difensore biancorosso fotografa con lucidità l’andamento del match, partendo dal momento chiave della partita: “Sì, perché l’abbiamo sbloccata ed è stato un peccato aver subito il pareggio non riuscendo a portare a casa la vittoria che manca ormai da troppo tempo”.

Il vantaggio di Dickmann sembra poter dare finalmente una direzione diversa alla serata del San Nicola, ma dura poco. L’Avellino cambia assetto e il Bari arretra, perdendo metri e sicurezza: “Abbiamo avuto dieci minuti in cui l’Avellino ha cambiato modulo e noi ci siamo abbassati”. È in quella fase che matura l’azione del pareggio, con Meroni che non cerca alibi e si assume, insieme ai compagni, la responsabilità dell’episodio: “Sul gol di Biasci, tutti potevamo fare di più. Soprattutto sulla respinta di Cerofolini”.

Nonostante il risultato, il centrale difensivo riconosce segnali di crescita rispetto alle ultime uscite, soprattutto nell’atteggiamento: “È stato un Bari più vivo, con pressione alta e tentativi di vincere più duelli. Ma non basta”. Una frase che pesa come una sentenza, perché accompagna la consapevolezza di una classifica che non lascia margini di errore. Lo sguardo, inevitabilmente, si sposta già al futuro: “Servirà un girone di ritorno diverso. Si giocherà punto a punto, sino alla fine”.

Nel momento più complicato della ripresa il Bari appare disunito, quasi scoraggiato, ma anche su questo Meroni chiarisce le scelte fatte in campo: “Avevamo provato un assetto diverso per cercare di vincere. Magari recuperando più palloni alti. Si è rischiato tuttavia qualche contropiede”. Il concetto finale è semplice e diretto, quasi un manifesto per ciò che verrà: “L’importante è rimanere in partita e sfruttare le occasioni che capitano”. Parole che raccontano un Bari ancora in bilico, chiamato a trasformare le buone intenzioni in risultati concreti.

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IL BARI SI FERMA ANCORA: L’AVELLINO RIPRENDE DICKMANN, 2025 IN ARCHIVIO TRA LIMITI E URGENZE DI MERCATO

Bari-Avellino 1-1

BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Meroni (40’ st Kassama), Pucino (c), Nikolaou, Mane (29’ st Antonucci), Braunoder, Verreth (40’ st Bellomo), Dickmann, Castrovilli, Maggiore (29’ st Rao), Gytkjaer (41’ st Moncini). A disp.: Pissardo, Burgio, Pagano, Partipilo, Vicari, Colangiuli, Cerri. All. V. Vivarini.

AVELLINO (3-5-2): Daffara, Missori, Palmiero (25’ st Palumbo), Tutino (14’ st Patierno), Biasci (41’ st Lescano), Sounas, Cancellotti, Besaggio, Simic, Enrici, Milani (14’ st Russo). A disp.: Iannarilli, Gyabuaa, Cagnano, Panico, Manzi. All. R. Biancolino.

ARBITRO: Zufferli di Udine.

RETI: 6’ st Dickmann; 22’ st Biasci.

NOTE: Rec. 2’ pt e 5’ st.

di Pierpaolo Paterno

BARI – Chiusura del 2025 senza il botto per il Bari che, anche contro l’Avellino, palesa tutti i limiti di tenuta. Un filo meglio delle precedenti uscite, i biancorossi non vanno oltre l’1-1 contro gli irpini di Biancolino e si fanno riprendere nel corso della ripresa al momentaneo vantaggio di Dickmann. Raggiunto lo Spezia al 15mo posto, appena sopra il limite playout. Posizione che impone interventi imminenti e radicali in sede di mercato. Senza tempo da perdere.

Vivarini dispone il Bari con un 3-4-2-1 che in campo si muove in modo piuttosto elastico. Davanti a Cerofolini la difesa a tre è composta da Meroni sul centrodestra, aggressivo nelle uscite, Pucino centrale con compiti di guida e impostazione, e Nikolaou sul centrosinistra, chiamato anche ad accompagnare l’azione. Sugli esterni Dickmann a destra e Mane a sinistra giocano a tutta fascia: quando il Bari ha palla spingono e danno ampiezza, quando l’Avellino attacca si abbassano e trasformano il sistema in una linea a cinque. In mezzo al campo Braunoder garantisce dinamismo, pressione e recupero, mentre Verreth agisce da regista basso, detta i tempi e prova a dare ordine alla manovra. Sulla trequarti Castrovilli e Maggiore si muovono alle spalle di Gytkjaer, cercando spazio tra le linee: Castrovilli interpreta il ruolo in modo più creativo e associativo, Maggiore attacca di più la profondità e l’area. Davanti Gytkjaer fa da riferimento centrale, lavora spalle alla porta, prova a far salire la squadra e a finalizzare. In fase di non possesso il Bari si compatta, abbassa il baricentro e difende con un 5-4-1, puntando sull’equilibrio più che sull’aggressività, con l’efficacia del sistema che dipende soprattutto dall’intensità e dalla qualità delle letture individuali.

Clamorosa la palla gol fallita dal Bari al 6’: cross di Mane, stacco di Braunoder con respinta da Diaffara e Gytkjaer – a trenta centimetri dalla linea di porta – la mette oltre la traversa. Il secondo squillo, dopo il quarto d’ora. Sinistro di Castrovilli sul fondo, di poco al lato. Si va al riposo, al termine di un primo tempo brutto sul piano tecnico e tattico. Equilibrio e confusione su entrambi i fronti, senza grosse emozioni.

Emozioni che arrivano dopo sei minuti. Stop di Maggiore, palla ritorno, e tiro a giro angolatissimo di Dickmann che supera il portiere irpino. Primo gol per lui con la maglia del Bari. Si rivede al Var. Gol convalidato. Alle stelle, la conclusione del solito Dickmann (ancora un cross dell’ottimo Mane) per il mancato 2-0. Errore pagato caro perché l’Avellino – che nel frattempo cambia modulo – pareggia su una incursione del neoentrato Russo respinta corto da Cerofolini. Arriva Biasci e fa 1-1. Il Bari subisce il colpo e sembra sciogliersi. Mane e Maggiore non ne hanno più. Dentro Antonucci e Rao. Anche Verreth e Castrovilli hanno terminato la benzina. La squadra abbassa le marce per evidente stanchezza. Meroni si ferma per crampi. Lo sostituisce Kassama. Bellomo prende il posto di Verreth. Suo un tentativo nel recupero vanificato dal portiere. Finisce qui dopo 5’ extra e tra i fischi dei raggelati tifosi del San Nicola. Si torna il 10 gennaio a Carrara per l’ultima di andata. Con la speranza che nei prossimi giorni tre quarti della squadra siano urgentemente cambiati.

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BARI-AVELLINO, LE FORMAZIONI UFFICIALI

Le formazioni ufficiali di Bari e Avellino, in campo dalle 19.30 per la 18ma giornata di B ultima del 2025 e penultima del girone di andata:

BARI-AVELLINO

Bari (3-4-2-1): Cerofolini, Meroni, Pucino (c), Nikolaou, Mane, Braunoder, Verreth, Dickmann, Castrovilli, Maggiore, Gytkjaer. A disp.: Pissardo, Burgio, Pagano, Bellomo, Moncini, Kassama, Antonucci, Rao, Partipilo, Vicari, Colangiuli, Cerri. All. V. Vivarini

Avellino (3-5-2): Daffara, Missori, Palmiero (c), Tutino, Biasci, Sounas, Cancellotti, Besaggio, Simic, Enrici, Milani. A disp.: Iannarilli, Gyabuaa, Patierno, Russo, Palumbo, Cagnano, Lescano, Panico, Manzi. All. R. Biancolino

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BARI, I CONVOCATI DI VIVARINI PER LA SFIDA DI DOMANI ALL’AVELLINO

I convocati di Vincenzo Vivarini al termine della rifinitura di questa mattina del Bari che domani sera (19.30) ospiterà l’Avellino per la 18ma e penultima giornata del girone di andata:

PORTIERI: 1.PISSARDO, 12.MARFELLA, 31.CEROFOLINI

DIFENSORI: 3.BURGIO, 13.MERONI, 15.KASSAMA, 23.VICARI, 24.DICKMANN, 25.PUCINO, 30.MANE, 43.NIKOLAOU, 76.MAVRAJ

CENTROCAMPISTI: 4.CASTROVILLI, 8.PAGANO, 16.ANTONUCCI, 18.MAGGIORE, 27.BRAUNODER, 29.VERRETH, 32.COLANGIULI

ATTACCANTI: 9.GYTKJAER, 10.BELLOMO, 11.MONCINI, 17.RAO, 20.PEREIRO, 21.PARTIPILO, 99.CERRI

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BARI-AVELLINO, PROBABILI FORMAZIONI

Bari-Avellino

BARI (3-4-2-1): 31 Cerofolini; 15 Kassama, 25 Pucino, 43 Nikolaou; 24 Dickmann, 29 Verreth, 27 Braunoder, 16 Antonucci; 4 Castrovilli, 21 Partipilo; 11 Moncini. A disp. 1 Pissardo, 13 Meroni, 23 Vicari, 3 Burgio, 8 Pagano, 10 Bellomo, 20 Pereiro, 21 Partipilo, 30 Mane, 32 Colangiuli, 76 Mavraj, 18 Maggiore, 17 Rao, 99 Cerri, 9 Gytkjaer. All. Vivarini.

AVELLINO (3-4-1-2): 30 Daffara; 29 Cancellotti, 44 Simic, 56 Enrici; 2 Missori, 24 Sounas, 39 Besaggio, 78 Milani; 6 Palmiero; 7 Tutino, 14 Biasci. A disp. 1 Iannarilli, 8 Gyabuaa, 17 Crespi, 23 Cagnano, 2 Todisco, 79 Manzi, 39 Besaggio, 16 Kumi, 33 Panico, 32 Lescano, 60 Volpe, 59 Aloisi, 9 Patierno, 10 Russo. All. Biancolino.

ARBITRO: Zufferli di Udine.

DOVE VEDERLA: Dazn, LaB Channel.

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VIVARINI CHIAMA IL BARI AL RISCATTO: ORGOGLIO E SPIRITO PER CHIUDERE IL 2025 CONTRO L’AVELLINO

Il calendario consegna al Bari una serata che assomiglia a un bivio più che a una semplice tappa di campionato. Al San Nicola, domani con fischio d’inizio alle 19.30, la sfida contro l’Avellino chiude il 2025 biancorosso e accompagna la squadra verso l’ultimo tratto di un girone d’andata fin qui avaro di soddisfazioni. La classifica parla chiaro: sedicesimo posto, zona playout, e la sensazione diffusa di una stagione scivolata via troppo spesso senza identità né continuità.

Vincenzo Vivarini ne è perfettamente consapevole e sceglie di avvicinarsi alla partita partendo dal rapporto con il popolo biancorosso, provando a ristabilire un contatto emotivo prima ancora che tecnico: «Innanzitutto rivolgo tantissimi auguri di buone feste e di Buon Natale ai nostri tifosi. Sono sempre giorni belli». Un messaggio semplice, ma non casuale, che precede l’analisi di una settimana tutt’altro che ordinaria. Il lavoro svolto in vista dell’Avellino ha avuto una direzione precisa, dettata dalla necessità di guardarsi allo specchio dopo l’ennesima prestazione insufficiente: «Abbiamo analizzato la prestazione contro il Catanzaro, che non è stata confacente a quelli che sono i nostri obiettivi. C’è stata molta consapevolezza da parte di tutti».

Da quel confronto è nato un percorso diverso, incentrato meno sulla preparazione atletica e più sulla lucidità e sulle responsabilità individuali e collettive. Vivarini ha parlato di testa, di attenzione, di atteggiamento, consapevole che certi limiti non si correggono solo con schemi e ripetute. Anche perché il momento è fotografato impietosamente dai numeri: appena due gol realizzati e otto incassati nelle ultime cinque gare, con sconfitte pesanti come lo 0-5 di Empoli e una lunga serie di pareggi sterili che hanno svuotato la classifica e incrinato la fiducia.

Il tecnico non nasconde le difficoltà, ma invita a una reazione di carattere: «L’umore non è di quelli giusti. Però, in momenti come quello che stiamo attraversando dobbiamo fare di necessità virtù». Un concetto ribadito osservando la risposta del gruppo in allenamento, giudicata positiva proprio per concentrazione e disponibilità al sacrificio, elementi imprescindibili per affrontare una gara che vale anche come esame di maturità.

A rendere meno corta la coperta, arrivano segnali incoraggianti dall’infermeria. «Per fortuna, recuperiamo Castrovilli, Pagano e Antonucci… Contro l’Avellino tornano a disposizione». Recuperi importanti, in una serata che non consente margini di distrazione, anche perché l’avversario arriva a Bari con uno spirito opposto. L’Avellino è undicesimo, più sereno, capace di reggere l’urto contro squadre come Palermo e Venezia, pur alternando solidità a momenti di vulnerabilità. «Affrontiamo un avversario molto motivato… disputeranno una partita di grande ritmo e grande intensità. Dobbiamo farci trovare pronti».

Il messaggio finale è una sintesi netta della vigilia: motivazioni, spirito di squadra, orgoglio. «Occorre cambiare il modo di pensare, agire e stare in campo», insiste Vivarini. Perché per chiudere l’anno con un segnale credibile, al Bari non serviranno proclami, ma umiltà, attenzione e una prestazione finalmente all’altezza della propria storia. Il resto lo dirà il campo.

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BARI, IL CALENDARIO FINO ALL’8 MARZO

La Lega B ha reso noti anticipi, posticipi e orari gare dalla 22a alla 29a giornata di campionato: la ripresa post sosta invernale fissata per il 10 gennaio a Carrara, Bari-Palermo sarà l’anticipo del venerdì della 22a, così come la sfida in casa Samp sarà quello della 27a. 

 

Ecco il calendario dei biancorossi:

 

18a Giornata

BARI-AVELLINO

Sabato 27.12.25, ore 19:30

 

19a Giornata

CARRARESE-BARI

Sabato 10.01.26, ore 15:00

 

20a Giornata

BARI-JUVE STABIA

Sabato 17.01.26, ore 19:30

 

21a Giornata

CESENA-BARI

Sabato 24.01.26, ore 15:00

 

22a Giornata

BARI-PALERMO

Venerdì 30.01.26, ore 20:30

 

23a Giornata

MANTOVA-BARI

Sabato 07.02.26, ore 15:00

 

24a Giornata

BARI-SPEZIA

Mercoledì 11.02.26, ore 20:00

 

25a Giornata

BARI-SUDTIROL

Domenica 15.02.26, ore 15:00

 

26a Giornata

PADOVA-BARI

Sabato 21.02.26, ore 15:00

 

27a Giornata

SAMPDORIA-BARI

Venerdì 27.02.26, ore 21:00

 

28a Giornata

BARI-EMPOLI

Mercoledì 04.03.26, ore 20:00

 

29a Giornata

PESCARA-BARI

Domenica 08.03.26, ore 19:30