Avellino-Bari 2-0
Avellino (4-3-1-2): Iannarilli, Izzo, Palmiero, Patierno (35’ st Favilli), Russo (40’ st Missori), Palumbo, Sounas (49’ st Le Borgne), Cancellotti, Besaggio (40’ st Tutino), Enrici, Fontanarosa. A disp.: Daffara, Sala, Pandolfi, D’Andrea, Biasci, Kumi, Armellino, Insigne. All. D. Ballardini.
Bari (3-4-2-1): Cerofolini, Mantovani (c), Odenthal, Nikolaou (35’ st Artioli), Mane (1’ st De Pieri), Maggiore (35’ st Bellomo), Braunoder, Piscopo, Dorval, Rao (21’ st Cuni), Moncini (21’ st Gytkjaer). A disp.: Pissardo, Pagano, Cavuoti, Dickmann, Pucino, Stabile, Traore, Çuni. All. M. Longo.
ARBITRO: Manganiello di Pinerolo.
RETI: 22’ st Besaggio; 33’ st Palumbo.
NOTE: Rec. 1’ pt e 4’ st.
di Pierpaolo Paterno
AVELLINO – L’ennesima vergognosa prestazione di questo campionato costa al Bari la sconfitta di Avellino che, molto probabilmente, condanna i biancorossi verso la retrocessione in C. Nelle ultime due partite con Entella e Catanzaro non resta che pregare di racimolare qualche punto per provare in un colpo di coda nei playout. In attesa dei risultati di domani, che potrebbero far precipitare i pugliesi in una delle ultime tre posizioni in classifica, il Bari precipita al culmine di una prova praticamente nulla quando, invece, avrebbe dovuto essere la serata della vita. L’Avellino ci mette un pizzico di convinzione, quanto basta per andare a segno nella ripresa con due gol facili di Besaggio e Palumbo. Tutto troppo elementare per la formazione di Ballardini che, dal canto suo, impartisce una lezione di tattica ad un Longo ormai in totale confusione. Triste verdetto di una notte irpina da incubo con i 500 tifosi biancorossi costretti ad assistere ad una delle più indecenti messa all’opera di una squadra scarsa da tutti i punti di vista.
LA FORMAZIONE INIZIALE – Quello al via è senz’altro un Bari rimaneggiato. Longo riassesta la difesa fronteggiando l’emergenza legata all’assenza di Cistana. Al suo posto, si rivede il greco Nikolaou che non gioca da tempo immemore e con tutti i limiti del caso. Presenza tutt’altro che rassicurante. Ma tant’è. Il tecnico si inventa un centrocampo a quattro con Mane e Piscopo esterni più Maggiore e Braunoder in mezzo. Tanta interdizione, ma con pochissima qualità ed inventiva. Le speranze di costruzione sono tutte riposte in Rao e Dorval, quest’ultimo provato in una posizione del tutto anomala come trequartista (centro destra) alle spalle di Moncini unica punta. Assetto tecnico sperimentale, quindi, per i biancorossi chiamati a fronteggiare un avversario a trazione anteriore con Besaggio a supporto del bitontino Patierno e di Russo.
LA PARTITA – La prima conclusione degna di nota arriva poco prima della mezzora con Braunoder che ci prova dalla distanza. Palla di poco alta. Replica avellinese, una torsione imprecisa di Cancellotti dagli sviluppi di un corner. Cerofolini poi decisivo su Besaggio. Prima vera azione dell’incontro su azione tambureggiante degli irpini (32’). Scarsa la produzione del gioco barese che non verticalizza mai né con i centrocampisti, né con i trequartisti. A metà campo, il possesso è dell’Avellino. Il primo tempo, abbastanza equilibrato, si conclude sullo 0-0.
Prima mossa per Longo nel corso della ripresa. Esce Mane, anche ammonito, ed entra De Pieri. Dorval a sinistra. Piscopo a destra. Da un rimpallo a due, Braunoder tenta l’assolo. Destro murato da Enrici. Miracoloso invece Cerofolini su Russo con Patierno che, a seguire, conclude sull’esterno della rete. Ne esce pure un battibecco. L’Avellino prende campo e ritmo. Longo corre ai ripari. Esce Moncini per Gytkjaer. Fuori anche Rao per Cuni. Tutto inutile perché Suonas galoppa per trenta metri con Besaggio che in linea centrale batte Cerofolini. Avellino in vantaggio. Logica conseguenza di un Bari arrendevole e senza spirito. Un Bari passivo anche dopo lo svantaggio. L’effetto è il raddoppio dei campani con campani con Palumbo in azione di contropiede con la difesa barese a dir poco inguardabile. Longo, che non ci capisce più nulla, inserisce anche Artioli e Bellomo per gli insufficienti Nikolaou e Maggiore. Il Bari ormai è crollato e molla gli ormeggi. Finisce qui, in un imbarazzante conclusione che fa abbassare il sipario sia sulla partita che, probabilmente, sulla mai nata lotta salvezza del Bari.