di Pierpaolo Paterno
Medhi Dorval, ovvero un debuttante tutt’altro che allo sbaraglio nel Bari di Michele Mignani che sabato scorso – con i suoi assist e dribbling – ha contribuito alla vittoria dei biancorossi sul Brescia. Delizioso il cross trasformato da Cheddira per il terzo dei sei gol di giornata. Dal Cerignola in D al Bari in B, il doppio salto di categoria sembra avere galvanizzato le motivazioni del difensore francese classe 2001: “Quando ero piccolo – racconta – giocavo da esterno sinistro alto e mi piaceva saltare l’uomo. Sono molto contento del primo posto del Bari, anche se mancano 31 partite. Dobbiamo crescere ancora e vedere dove arriveremo alla fine”.
L’integrazione nel nuovo gruppo biancorosso: “Quando passi dalla D alla B il salto è enorme. All’inizio, ero in difficoltà. I miei compagni mi hanno dato fiducia e forza per crescere. Ora sto più tranquillo. Giocare subito sarebbe stato difficile. Ho aspettato questo momento per fare vedere alla gente le mie qualità”.
Tra i primi ad arrivare dal mercato estivo. Cosa è cambiato da allora: “Ho lavorato tanto sulla fase difensiva con mister Mignano. Chiedevo anche a Pucino su come migliorare. Mi hanno aiutato tanto e li ringrazio tanto. Sto lavorando tantissimo e cerco ogni giorno di migliorarmi su ogni aspetto dove sono un poco in difficoltà”.
Quindi l’esordio dall’inizio col Brescia: “Stavo molto emozionato, non me lo aspettavo. Giocare davanti a 25mila tifosi è difficile. Ho cercato di giocare semplice e poi è filata liscia da sola. Quando gioco a sinistra mi ispiro a Cancelo. A destra, mi a Cuadrado. Mi piace più attaccare, ma anche difendere. L’assist, sabato, è stato quello del terzo gol di Cheddira. Ogni tanto, segno pure”.
L’entusiasmo della piazza percepito all’interno dello spogliatoio: “Siamo una squadra molto bella, perché ogni allenamento è motivo per migliorarci. Anche Mignani è sempre sul pezzo. Non possiamo sbagliare e occorre essere concentrati sino alla fine”. Il punto di arrivo nei sogni di Dorval: “Mi piacerebbe arrivare in serie A. Ma per farlo devi sempre lavorare, ogni giorno. Un poco di fortuna non guasta”.
Destro naturale, spesso impiegato a sinistra: “Preferisco giocare a sinistra per dribblare, ma per difendere a destra. Ogni volta che entro in campo, cerco sempre di dare il massimo. Il calcio francese è più tecnico. Quello italiano più fisico e tattivo”. Il tridente francese con Gigliotti e Scheidler: “Con Aurelien sto bene – dice – . Avevamo amici in comune. Felice per il suo gol al Brescia. Deve continuare così”.