DOMANI AL SAN NICOLA / LONGO CARICA IL BARI: AFFRONTARE LA JUVE STABIA COME SE FOSSE IL REAL MADRID

BARI – Emozioni e sensazioni da esordio al San Nicola per Moreno Longo, alla sua prima ufficiale da tecnico del Bari davanti ai tifosi biancorossi. Il battesimo sul campo amico fa il paio con quello già vissuto sabato scorso a Cremona, palcoscenico della eliminazione dai 32mi di Coppa Italia. Quella di domani sera, prima giornata della B 24/25 al cospetto della neopromossa Juve Stabia del debuttante Guido Pagliuca, propone motivazioni diverse. Contenuti e premesse che non lasciano indifferente l’allenatore torinese giunto a Bari lo scorso giugno col tentativo di far dimenticare alla piazza la complicatissima stagione scorsa terminata con la salvezza ai playout. Altro giro e altra corsa. E, soprattutto, altri interpreti. Che, per stessa ammissione del tecnico, sono ancora non del tutto sufficienti per completare un organico bisognoso di almeno altri quattro rinforzi. Innesti che, si spera, arriveranno in corso d’opera. Comunque a campionato già avviato. Torneo che, tra l’altro, non consente di rifiatare un attimo visto che da domani al 31 agosto il Bari dovrà giocare ben quattro gare: dopo Juve Stabia ci saranno Modena il 23, Sassuolo il 27 e Sampdoria il 31.

Un tour de force che richiederà la massima concentrazione di risorse umane, in fatto di numeri ed energie psicofisiche da mettere in campo. Non proprio una passeggiata di salute, visti i deficit della rosa che fanno storcere il muso a gran parte della tifoseria. Per la sfida di domani sono attesi circa 12mila spettatori, tra 6.200 abbonati e biglietti venduti (intorno al 4.500). Siamo lontani dai 23mila della prima al San Nicola dell’anno scorso contro il Palermo. Ma tant’è.

Più di tutto, conteranno le ambizioni di Longo e del Bari: “Le mie sono alte, altissime – rassicura il tecnico. Reputo Bari una piazza ambiziosa, importante. La società sta allestendo questa squadra perché lo sia. Mancano due settimane alla chiusura del mercato. E anche dei giocatori. Sono fiducioso che arrivino, per centrare obiettivi importanti. Servono calciatori di qualità. Lo dico con grande umiltà. Non ho mai visto vincere partite o trofei senza elementi di qualità. La società lavorerà per migliorare questa rosa”. Obbiettivo da centrare già domani sera: “La Juve Stabia viene da una promozione, è guidata dallo stesso allenatore e presenta giocatori già rodati con innesti di categoria. Vengono al San Nicola, e dobbiamo essere veramente bravi ad approcciarla con la mentalità corretta. Di fronte troveremo una squadra che andrà forte, anche solo per motivazioni ed entusiasmo. L’anno scorso non ha vinto per caso. Affronteremo un meccanismo già rodato al quale opporsi con qualità e mettendo in campo le risorse per prevalere”.

Ci sono quattro partite in due settimane. Itinerario in salita: “Quando parlavo di sette, otto squadre avanti al Bari – ci tiene a precisare Longo – non mi riferivo solo all’organico. Noi siamo in una fase di ripartenza. Gli altri, oltre a rose top, lavorano con lo stesso tecnico da almeno una stagione. Sarebbe presuntuoso ritenere che in un mese di lavoro siamo riusciti a colmare dei gap. Il tutto e subito non esiste. Secondo me, sarebbe già un errore affermare che la Juve Stabia è la più abbordabile delle prossime avversarie. La carta conta zero. Ci sarà invece da remare forte. Voglio un Bari come il Real Madrid. Quello che conta oggi è la Juve Stabia. Il resto non conta niente”.

“Troppi gol presi in precampionato? Non siamo focalizzati su un problema, ma sulle cose positive fatte sinora. Se si è preso qualche gol in più è perché abbiamo sempre cercato di proporci in maniera offensiva. Oltre che fatto tanti cambi e giocato con tanti ragazzini. L’atteggiamento di squadra è stato molto positivo. Non ci facciamo trasportare da quello che succede all’esterno. Essere equilibrati e credere nel percorso. Dobbiamo diventare un corpo unico, per isolarci da quello che è un ambiente che giustamente vive di emozioni. Invece dobbiamo rimanere lucidi. Il percorso deve portarci ai risultati”.

Idea Partipilo, in uscita dal Parma: “Vale come per Falletti e Buonaiuto. Sono accostati al Bari perché cerchiamo giocatori con quelle caratteristiche”. E su Manzari: “Devo trovare le chiavi motivazionali per farlo rendere. Mi ha dato una bella risposta. Ha grandi potenzialità. Ma deve diventare più sfacciato e con continuità può stare dentro le partite in maniera importante”. Idea Mantovani dall’inizio contro i campani: “Serve che questo Bari diventi protagonista e possa giocarsela con tutte le altre. Si lavora per questo. Se sono qui non è per vivacchiare o condurre una stagiona anonima. Queste sono parole. E a me non piace promettere. Deve parlare il campo. Per questo, dobbiamo dedicarci anima e corpo per fare del Bari una squadra competitiva. Mantovani era allenato, ora sta migliorando. Sta entrando nei meccanismi sui quali lavoriamo dai primi giorni di ritiro. E’ con noi da pochi giorni e serviranno delle valutazioni”. Così su Oliveri e Dorval: “Oliveri è un giocatore che può assolutamente venir fuori. Ha avuto qualche piccolo rallentamento che non lo ha fatto esprimere al cento per cento. Potrò darci delle soddisfazioni. Un giovane bravo e interessante. Dorval ha saltato solo il primo giorno dopo Cremona per un risentimento muscolare. Poi, ha lavorato e lo stiamo monitorando giornalmente. Anche per lui, decideremo cosa fare”.

Costruire durante il cammino potrebbe diventare un rischio: “L’atteggiamento di Cremona? Contento per la reazione e la voglia di vincere. E’ quello che chiedo ai ragazzi, cioè creare sempre i presupposti per vincere. Chi verrà e sarà inserito nel gruppo? La lunga finestra del mercato è un rallentamento dei processi corali di squadra. Questo fa parte delle dinamiche del Bari e di altri”. Chiusura sulla coesistenza di Benali e Maiello accanto a centrocampo: “Io prediligo giocatori di qualità in mezzo al campo. Non solo interditori. Maiello l’ho allenato a Frosinone. Ha entrambe le fasi. Come Benali. Possono interdire e costruire. E’ giusto avere in rosa elementi con caratteristiche diverse. Nella mia testa c’è l’idea che ci si può difendere anche con la palla. Finché dimostrerà di poter fare le due fasi, la coppia Maiello-Benali può funzionare”.

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