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AUTERI TOCCA IL FONDO: LA VITERBESE FESTEGGIA, I BIANCOROSSI AL COLLASSO

Bari-Viterbese 0-1

BARI (3-5-2): Frattali, Sabbione, Minelli, Perrotta, Ciofani, Maita, Bianco, De Risio, Semenzato (39′ st Sarzi), Citro (36′ pt Candellone), D’Ursi (28′ st Marras). A disp. Marfella, Fiory, Celiento, Pinto, Ferrante. All. Auteri.

VITERBESE (4-3-3): Daga, Bianchi, Bensaja, Markic, Baschirotto, Bezziccheri (34′ st Simonelli), Tounkara (42′ st Rossi), Murilo, Salandria (38′ st Sibilia), Adopo, Camilleri (19′ st Besea). A disp. Maraolo, Mbendè, Ricci, Menghi, Ammari, Menghi, Tassi, Porru. All. Taurino.

ARBITRO: Di Cairano di Ariano Irpino.

MARCATORI: 38′ st Murilo.

NOTE: 2′ rec. pt; 5′ rec. st.

BARI – Falcidiato dalle assenze, il Bari abbandona campo e dignità arrendendosi al San Nicola di fronte ad una modesta Viterbese. Laziali ai quali basta un golletto di Murilo per far conoscere al Bari il quarto stop stagionale – secondo nelle ultime tre giornate – . Di sicuro, il punto più basso della gestione Auteri. Mai così male la formazione pugliese, svuotata di motivazioni, principi tecnici e tattici. L’ultima batosta al San Nicola risaliva allo stop contro la Ternana. Ma stavolta, la sconfitta ha il sapore della resa.

Con tutti i limiti di formazione del caso (che non sia un’attenuante), il Bari prova a farsi timidamente coraggioso. Nei primi quindici minuti inquadra lo specchio della porta laziale con Semenzato, D’Ursi, Maita e Ciofani. In tutte le occasioni, Daga respinge o interecetta. Il primo tempo scorre tra ricami e iniziative che lasciano il tempo che trovano. Per certi aspetti, la gara dei biancorossi si complica al 36′ quando Citro abbandona il campo per un serio infortunio al ginocchio (lo sostituisce Candellone) andando ad allungare la lunga lista degli infortunati sin dalla vigilia. Per Citro, trauma distorsivo al ginocchio. Un’altra tegola che si abbatte sui galletti, in un reparto già reso orfano dei vari Antenucci, Cianci e Rolando.

Con gli uomini contati, Auteri prova ad abbozzare una squadra anche per la ripresa. Di fronte c’è una Viterbese alquanto remissiva. Un colpo di testa di D’Ursi ed un parapiglia inguardabile a porta sguarnita (D’Ursi e Semenzato a vuoto) non valgono il gol del vantaggio ospite che arriva al 38′. Murilo insacca di testa direttamente da un tiro dall’angolo. E’ il colpo di grazia, la firma alla parola fine di un funerale che la piazza di Bari non merita. E, probabilmente, manda in archivio l’avventura di Auteri in panchina.

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