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RIAPERTURA STADI DI A: VERSO IL 50 PER CENTO DEI TIFOSI. SARA’ COSI’ ANCHE IN B E C?

Oggi, mercoledì 21 luglio, potrebbe essere il giorno giusto per conoscere le linee guida in vista della ripresa del massimo campionato di calcio italiano, ed in particolare sullo spinoso argomento legato all’accesso dei tifosi negli stadi in tempo di Covid. Comitato tecnico scientifico e Governo si esprimeranno sull’ormai noto “green pass” legato alla riapertura degli stadi.

Sul tavolo delle discussioni il certificato vaccinale, ovvero il lasciapassare necessario per accedere – tra gli altri – negli impianti sportivi. Le date di avvio della serie A sono fissate per il 21 e 22 agosto, ma è improbabile che si ci sia una riapertura totale in concomitanza di questo fine settimana. Piuttosto, l’orientamento del Governo e del Cts sembra essere quello di aumentare da subito la percentuale dall’attuale 25% al 50%. La resa obbligatoria del green pass per entrare allo stadio potrebbe (sulla carta) persino incentivare le vaccinazioni dei soggetti di età compresa tra i 20 e i 40 anni (in media, quella che abbraccia il maggior numero dei tifosi che frequentano gli stadi).

Se queste premesse fossero confermate dai fatti, le richieste della Lega di serie A (spinge per una capienza del 100 %) andrebbero parzialmente disattese. Per di più che i rapporti fra la Lega maggiore ed il Governo non sono dei migliori. Vedi i precedenti attriti Conte-Spadafora e, oggi, con Draghi. Alla Lega, al di là dei risentimenti di alcuni presidenti tra cui Lotito e De Laurentiis in testa, non resterà che accettare le condizioni del Governo. In ogni caso meglio feriti che morti. E cioè con almeno una capienza di metà stadio. Gli scenari futuri restano tutti da decifrare. I club potrebbero intanto optare per mini-abbonamenti, al fine di porre fine all’emorragia di denaro perso a causa del Covid (un danno stimato intorno ai 1200 milioni). E, poi, le decisioni alle quali dovranno accodarsi le altre Leghe. Serie B e Serie C si troveranno di fronte a delle decisioni da prendere.

In ogni caso, la seppur parziale apertura degli stadi di A potrebbe tracciare un viatico anche per i campionati minori dove, tuttavia, andrebbero fatte altre valutazioni legate – per esempio – alle disponibilità strutturali e logistiche di stadi che tranne alcune eccezioni (vedi il San Nicola di Bari) richiederebbero un esame attento da parte dei soggetti preposti a prendere provvedimenti per la collettività.

Resta il dato di fatto che un calcio senza spettatori allo stadio è una vetrina priva di senso, sottratta in larga misura di un potenziale enorme legato al marketing, alla passione e allo spettacolo che solo lo sport più bello del mondo può regalare.

foto Barinrete

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