L’UMILTA’ DI CANGIANO AL SERVIZIO DEL BARI: RIPAGHERO’ LA FIDUCIA

di Pierpaolo Paterno
BARI – Il reparto più esposto ai riflettori della critica del primo scorcio di campionato del Bari è stato quello offensivo. In Coppa, contro Padova e Verona, i biancorossi di Mignani hanno prodotto un “utile” di ben 7 centri. In campionato, di fronte a Parma e Palermo, è arrivato un profitto di tre reti. Bottino discreto che comunque non esime la società – il ds Polito in primis – a ricercare sul mercato un attaccante con un profilo tecnico diverso diverso ai giocatori attualmente in rosa.
Tra questi figura anche il giovane Gianmarco Cangiano, ragazzo napoletano giunto in Puglia nella sessione del calciomercato estivo sponda Bologna. Per lui, anche un’apparizione nell’ultimo scontro di campionato al San Nicola contro il Palermo.
“Per me – sottolinea Cangiano nella conferenza stampa del martedì prima del secondo giorno di lavoro in vista del match di domenica prossima a Perugia – questo di Bari è un anno importante. Spero di avere le mie opportunità, sfruttarle e ripagare la fiducia della società. Devo ringraziare Polito. Già da gennaio mi aveva chiamato facendomi capire il suo interesse. Ho apprezzato sin da subito questo suo interesse e ora è il momento di ripagarlo”.
Napoletano d’origine e cresciuto a pane e pallone: “Mio papà giocava a calcio e con la famiglia lo abbiamo seguito in giro per l’Italia militando in formazioni di C e D, sino al Palestrina vicino Roma. Giallorossi che mi hanno preso quando avevo 8 anni e da lì è iniziato un viaggio nel settore giovanile capitolino sino alle prime convocazioni in A grazie a mister Di Francesco. In più, giocatori come De Rossi, sono diventati amici e mi hanno fatto capire come era l’ambiente romano. In dieci anni ho imparato molto”.
In passato è stato accostato a Raspadori. Come dimenticare poi le sfide calcistiche in famiglie: “Si, il paragone con Raspadori è felice. E’ giovane come me e ha le mie stesse caratteristiche. Spero di fare meglio di lui. Pure mio fratello gioca a calcio ed è molto bravo. Da piccoli giocavamo e siamo cresciuti insieme giocando a calcio. E’ più grande, classe ’97”.
Un’analisi sui dati statistici dei galletti. Con tre gol fatti e tre gol subiti dal Bari, Mignani non sembrava molto contento dopo Palermo: “Siamo sulla strada giusta – sostiene Cangiano -. Stiamo facendo buone cose. C’è il rammarico di non avere ancora vinto. Le prestazioni ci sono state. Guardo il lato positivo e cioè che c’è stato impegno e concentrazione da parte di tutti. Su questa strada ci toglieremo tante soddisfazioni”.
Dalle chiocce nella Capitale (“De Rossi, Bruno Conti e mister Di Francesco su tutti”) a quelle di Bari. Oltre il ruolo ideale: “In squadra si possono trovare tanti punti di riferimento. Io cerco di seguire i più grandi per imparare. Potrei nominarne tanti come Antenucci, Di Cesare, Terranova, Maiello e tanti altri. Sul ruolo, dico che parto più a mio agio da esterno a sinistra. Sono cresciuto facendo sempre quel ruolo. Le decisioni le prende il mister. Lui sa vedere meglio dove impiegarmi”.
Nelle ultime gare si è visto un Bari più offensivo rispetto allo scorso anno. Il suo punto di vista sui margini di miglioramento del gruppo rispetto alla fase d’attacco e di protezione: “Ovviamente – dice – dipende da partita a partita. Il gioco che facciamo mi piace molto. Giochiamo spesso palla a terra, siamo molto vicini. Ci scambiamo molto. Speriamo di continuare così. Col Palermo, abbiamo affrontato un avversario che puntava alle ripartenze sui nostri errori”.
A Bari ha ritrovato Polito con cui era già stato ad Ascoli: “Lui è stato importantissimo e lo ringrazio per la fiducia che mi ha dato. Ha sempre cercato, sin da Ascoli, di aiutarmi a crescere e migliorare come giocatore. Come persona, mi conosce bene. E viceversa. C’è un buon feeling tra noi. Io sono contento di questo. Spero di ripagare questa fiducia”.
Bruno Conti lo ha scoperto. Ma non è stato l’unico personaggio del calcio decisivo per i primi anni formativi della sua carriera: “Ma anche Walter Sabatini è stato importante. Lui mi ha voluto fortemente al Bologna. Gli devo tanto. Una delle persone più interessanti conosciute. Mi ha insegnato tanto. Il mio rapporto col gol? Speriamo migliori. Di certo, spero quest’anno di farne più possibili”.
Per ora, ne ha fatto uno tra i professionisti. Ha venti anni, 21 a novembre, ed una buona esperienza in B (Ascoli, Crotone e ora Bari). Cosa può dare Cangiano ai biancorossi: “Diciamo che ho avuto esperienze in B e anche qualcuna in A, allenandomi sempre in squadre come il Bologna. Tutte formative. Arrivo a Bari con una esperienza passata che non è poco. Vengo qui per dare una mano alla squadra, con tutta la mia umiltà, mettendomi sempre a lavorare e migliorare tutti i difetti giorno per giorno. L’obiettivo è creare un’opportunità per sfruttarla al massimo, cercare di essere decisivo in partita quando giocherà”.
Il Bari cerca un attaccante. Quanto gli piacerebbe avere un centravanti con caratteristiche diverse (una prima punta di ruolo) rispetto a quelle dei calciatori attuali: “Ogni acquisto può essere importante. Sinora abbiamo dimostrato che la squadra c’è e di attaccanti bravi ce ne sono. Gli acquisti buoni fanno sempre bene alla squadra. Aspettiamo e siamo pronti ad accoglierli nel migliore modo possibile”.

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