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BARI, LA DISFATTA DI BARLETTA: AL PUTTILLI, IL KO PER 3-0 E’ UNA VERGOGNOSA UMILIAZIONE

Barletta-Bari 3-0

BARLETTA (3-4-2-1): Matosevic, Bizzotto, Rossoni, Laringe (37’ st Marini Amos), Ferrante (42’ st Dicuonzo), Partipilo (42’ st Malfitano), Franco, Da Silva (37’ st Giardino), Piarulli (29’ st Voca), Coccia, Vona. A disp.: Figliola, Manetta, Ragone, Distratto, Valentino, Ferrari, Domanico, Djankpata. All. M. Paci.

BARI (3-5-2): Cerofolini, Mantovani, Elia (29’ st Darboe), Cocetta, Mane (15’ st Colangiuli), Mendicino, Grgic (29’ st Manzari), Maggiore (15’ st Celli), Tribuzzi (37’ st Spadavecchia), Gomez, Esposito. A disp.: Pissardo, Mezzapesa, Mogos, Butic, De Lucia, Burgio, Polito, Legrottaglie. All. M. Rastelli.

ARBITRO: Mbei di Cuneo.

RETI: 33’ pt Da Silva; 12’ st (aut.) Cocetta; 25’ st Da Silva.

NOTE: Rec 4’ pt e 6’ st.

di Pierpaolo Paterno

BARLETTA – Dalla Disfida alla disfatta di Barletta il passo è breve. Calpestata la storia e il nome della città e del club. La prima sconfitta in campionato del Bari arriva al secondo turno al culmine di una prestazione indecorosa che induce a delle urgenti riflessioni. Mancano tre giorni alla fine del mercato estivo e per completare la rosa occorrono almeno quattro rinforzi di peso. Squadra incompleta e inconcludente che presta il fianco ad un Barletta onesto e volitivo, bravo a fermare la squadra del capoluogo con tre gol a legittimare un successo costruito con ordine e sufficiente superiorità. Di fronte, un avversario praticamente nullo sotto tutti i punti di vista: mentale, tecnico, fisico e caratteriale. E, soprattutto, tattico. Un disastro quello disegnato da mister Rastelli che pensa bene di rivoluzionare l’assetto tecnico e tattico, partendo per la prima volta col 3-5-2. In porta Cerofolini con Mantovani, Elia e la novità Cocetta in difesa. In mezzo, sorpresa Mendicino accanto a Grgic e Maggiore. Gli esterni sono Mane e Tribuzzi. Clamorosa la rinuncia iniziale davanti a Butic a favore di Esposito, scelto come partner di Gomez. Le squadre si ritrovano dopo 37 anni. Per i biancorossi ci sono anche il dg Pierpaolo Marino, il ds Minadeo e 800 tifosi nel settore ospiti sotto lo striscione “Bari contro la multiproprietà”. In panca diverse soluzioni di peso come Darboe, Colangiuli, Manzari e Butic. Al primo break intorno alla mezzora, si registrano solo un paio di incursioni per parte. Di Esposito per il Bari e Da Silva per il Barletta. Lunghe, forse eccessive, le fasi di studio e transizione. Il confronto si accende a sprazzi, ma – complice il gran caldo – non decolla sul piano del gioco. Almeno sino al 33’ quando Laringe ispira Da Silva sulla sinistra. L’attaccante ubriaca Mantovani e supera Cerofolini sul secondo piano per il vantaggio di casa. Grossi limiti del Bari in fatto di impostazione e manovra sempre lenta e compassata. A sprazzi, le uniche accelerazioni arrivano dai piedi di Esposito. Gomez non pervenuto. Per il resto è ritmo alla camomilla. Imprecisa la spinta sulla destra di Mane. Compressa quella di Tribuzzi sul fronte opposto. In mezzo, Maggiore non pervenuto. Superiorità numerica in mezzo al campo praticamente nulla. Zero tiri in porta per i Galletti per gravi demeriti tecnici. Si va al riposo sull’1-0 per il Barletta. La differenza, lo spunto di Da Silva.

Rastelli dovrebbe immediatamente correre ai ripari. Pensare al ritorno della difesa a quattro e inserire subito Butic davanti. Considerare anche l’innesto di Burgio e Colangiuli per maggiore spinta. E, invece, si riparte con gli stessi undici del primo tempo. Serviva una scossa che Rastelli decidere di non dare. Si rivede al Var un presunto fallo in area su Mendicino. Tutto regolare per l’arbitro. Il dramma sta per arrivare: Partitpilo serve Coccia il cui traversone è deviato da Cocetta alle spalle di Cerofolini. Barletta avanti di due gol. Rastelli si decide a cambiare. Dentro Celli e Colangiuli per gli inguardabili Mane e Maggiore. La prova del Bari è di una mediocrità disarmante. Ferrante, Partipilo e Da Silva sfiorano il terzo gol barlettano. Il Bari è sotto assedio, ormai fuori dalla partita (ammesso che ci sia mai entrato). Barletta che fa tris con un capolavoro di Da Silva: rovesciata magica dagli sviluppi di un corner. Uno scempio totale per la formazione del capoluogo che rappresenta indegnamente una città e un popolo che non meritano queste vergognose umiliazioni. Alla mezzora, entrano anche Manzari e Darboe per Grgic ed Elia. Bari col 4-3-2-1. Il primo tiro nello specchio della porta di casa arriva all’80’ con un colpo di testa innocuo di Gomez. Nel recupero, annullato il quarto gol barlettano per un fallo di Giardino. Dopo 6’ di extra time, finisce il calvario di un Bari che regala ai suoi tifosi l’ennesima pagina vergognosa della sua storia targata Filmauro. Sabato si replica in campionato al San Nicola contro il Casarano. Nel frattempo, si attendono diversi rinforzi dal mercato. Altrimenti, l’incubo è solo all’inizio.

 

 

 

 

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