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LA BUCCIA DURA DEL BARI E DI MIGNANI: CONTENTI AL DI LA’ DI EVITABILI ERRORI

di Pierpaolo Paterno

FERRARA – La trasferta di Ferrata fila liscio sul piano del risultato, ma lascia tracce importanti alle coronarie dei tifosi biancorossi. E, tutto sommato, nello spogliatoio di un Bari che – contro la Spal – dimostra di essere squadra di buccia dura. La fibra resistente appartiene innanzitutto a mister Mignani, il primo ad affacciarsi nella sala stampa del Paolo Mazza. Un’emozione non qualunque per l’allenatore genovese, vissuta di fronte ad una delle società del suo passato calcistico (sedici presenze dal 1991 al 1993): “Grandissima vittoria – attacca il tecnico ai microfoni della tv ufficiale – perché venivamo da un periodo dove avevamo raccolto poco. Serviva tenere squadre dietro di noi, senza dargli in pensiero di venirci a prendere. La Spal è un’ottima squadra. Ci siamo smarriti un pochino nel momento in cui la Spal sembrava aver perso le speranze. Non lo accetto. Siamo un gruppo esperto e di questo dovremo parlare”.

Fatto il fegato grosso, Mignani tira un sospiro di sollievo: “Rientriamo a Bari con grande entusiasmo. Stiamo facendo un campionato di un certo tipo e non dobbiamo darci martellate da soli”. Sul cambio di Folorunsho ed il gol all’esordio di Esposito: “Folorunsho è uscito per un fastidio al ginocchio e perché, dopo l’ammonizione, si era innervosito. Bravo Esposito. Oltre al gol, ha lavorato per la squadra. L’importante è essere dentro il progetto della squadra. A parte alcuni particolari, possiamo tornare a casa felici. Loro ci hanno dato fastidio quando avevano due trequartisti. Si è lasciato qualche centimetro e altri dettagli che non puoi permetterti. Non portare a casa i tre punti in vantaggio di tre gol, sarebbe stato un delitto. Oggi abbiamo concesso tanto palleggio alla Spal. Nel secondo tempo, invece, siamo stati meglio in campo e preso tre gol. Va così”, la chiosa di Mignani.

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