di Pierpaolo Paterno
BARI – La quiete dopo la tempesta. Questo e molto altro si aspetta Michele Mignani alla vigilia della sfida del suo Bari per l’ottava giornata di B, in programma domani pomeriggio (ore 16.15) contro il Como. vice capolista in coabitazione a quota 13 con Venezia, Palermo e Modena. Lombardi a cinque lunghezze di vantaggio sui biancorossi fermi al 14mo posto con 8 punti dopo 7 giornate costruite su cinque pareggi, una vittoria ed una sconfitta. Quest’ultima maturata appena mercoledì scorso in casa del Parma primo della classe, addirittura a più 9 sui galletti. Battuta d’arresto con strascichi polemici, in particolare legati ad una parte delle dichiarazioni post gara del capitano Valerio Di Cesare (“Avverto troppo negatività attorno alla squadra”) poi puntualizzate dallo stesso difensore romano attraverso un chiarimento social.
Presa di posizione che ha provocato diverse reazioni contrapposte all’interno della tifoseria, a metà strada tra l’indulgenza nei confronti della squadra ed il risentimento verso la proprietà addebitata di aver disatteso le promesse fatte in estate. Nel mezzo, l’impegno di domani al cospetto dei lariani reduci da cinque risultati utili consecutivi, di cui ben quattro vittorie (nell’ordine contro Spezia, Ternana, Cittadella e Sampdoria). Non un cliente comodo per la formazione di Mignani, nel primo pomeriggio intervenuto nella consueta conferenza stampa pre gara: “Non guardo la classifica – attacca il tecnico del Bari – . 
Va costruito un gruppo. E Mignani prova a dare una risposta non scontata: “Molti dei giocatori a disposizione sono arrivati negli ultimi minuti e questo non aiuta, è una problematica per un allenatore. Poi, se giochi due partite in tre giorni il discorso si complica. Devo essere più bravo di tutto per comporre la migliore squadra possibile. A partire dalla prestazione che deve essere buona. Dignitosa direi. Se non c’è tempo per mettere insieme i calciatori, ti devi adeguare a quello che hai”.
Anche rispetto al discorso fatto da Di Cesare dopo la partita di Parma: “Non do molto peso a quello che succede fuori dal campo. Dove viene amplificato tutto in negativo. Non so a cosa si riferisse nello specifico Valerio. Dall’alto della sua esperienza, ha espresso un pensiero consapevole. Con lui non ho parlato. Ci sono piazze dove non va bene nulla e altre dove si crea entusiasmo dal nulla. Vengo da due anni meravigliosi qui a Bari. Nel calcio, non si può sempre vivere la stessa continuità delle stagioni passate. Se penso al Napoli, che ha vinto lo scudetto l’anno scorso, quest’anno sta facendo meno bene. Per dire che dove ci sono aspettative alte, queste non possono andare di pari passo con le stagioni passate. Per me il tifoso barese è meraviglioso, stra innamorato della sua squadra. E per questo gli viene concesso qualcosa in più. Noi faremmo di tutto per dare soddisfazione ai nostri tifosi e credo che qualcuno gliela abbiamo data. Soffriamo per il fatto che al momento non ci riusciamo. La negatività è intesa nel non fasciarci la testa prima di rompercela. Pensare male ti toglie energie e forze. Domani proveremo a superare il Como”.
La condizione fisica di Diaw: “Sta meglio di giorno in giorno, stiamo valutando se farlo partire dall’inizio. Non vogliamo correre dei rischi. Sta bene e ha sensazioni positive. Siamo sulla strada della completa disponibilità”. Situazione legata alla produzione offensiva del Bari: “Non abbiamo i giocatori dell’anno scorso. I gol si possono fare in tanti modi, con i difensori e con i centrocampisti. In alcune situazioni siamo stati sfortunati. Bisogna aumentare i numeri per vincere le partite. Non c’è una legge, ma serve essere più prolifici per portare punti a casa. Col mio staff, cerchiamo di mettere i giocatori che abbiamo nelle migliori condizioni di esprimersi. Servono le conoscenze per farlo, andando oltre quello che hai visto a distanza. Poi, lo vedi allenarsi e capisci altre caratteristiche. Vedi Edjouma, dal quale devo cercare di capire cosa può dare. Anche oltre l’allenamento. E sperando che cresca di condizione. Come pure Aramu che a Parma ha dato risposte positive”.
Da rivedere gli approcci alle gare. Sbagliati nelle ultime giornate: “A volte sono gli avversari che partono più forte di te. Prepariamo le partite a livello tattico, ma non gli approcci. La partita dura 90′. Non mi interessa partite forte e poi crollare alla distanza. Sia a Pisa che a Parma siamo arrivati meglio degli avversari. Il Como? Non è una sorpresa. Quest’anno sta dando seguito al lavoro dell’anno scorso. Parliamo di una squadra forte, ha grandi valori in rosa”.
Una considerazione su Nicola Bellomo: “Sotto l’aspetto caratteriale tutti gli allenatori lo vorrebbero. Lo sto facendo giocare meno perché vedo altri in condizioni migliori. Ma non vuol dire che non abbia fiducia in lui”. E su Di Cesare che ogni volta che esce genera sofferenze alla squadra: “Non siamo Di Cesare dipendenti. Anche se gli auguro di stare bene per altri cinque anni, ci sta che possa avere qualche fastidio e non arrivare in fondo sino ai 90′. Zuzek o Matino, sono scelte tecniche. Non facciamo classifiche, ma gioca chi sembra essere nelle condizioni migliori in questo momento”.
Resta l’idea tattica generale. Mignani fa le sue sottolineature: “Le tracce che diamo sono legate alle caratteristiche dei calciatori a disposizione. Non posso chiedere ad Achik o Morachioli di fare le prime punte, per esempio. Giochiamo quasi sempre con tre attaccanti. Aumentarli creerebbe degli squilibri. Achik ha fatto un percorso in carriera giocando vicino alla linea laterale. Se non gioca, ho delle motivazioni”.
“Chiunque di noi abbia l’ambizione di fare il meglio – conclude Mignani – . Nella vita, se vuoi qualcosa devi avere la forza interiore di andare a prenderla. Al netto degli avversari e degli eventi esterni. Quello che è stato, è stato. Resettiamo e andiamo a riprenderci quello che vogliamo con tutta la forza. Come finirà questo campionato non lo so. Al tifoso barese posso solo riconoscergli di essere passionale e che se ci sta vicino ci da’ tanta forza. Come ha sempre fatto. La passione verso la squadra deve andare oltre il risultato della partita”.



