Il gol vittoria a Brescia e la voglia di dimostrare che il Bari è ancora vivo. La firma di Francesco Vicari, primo centro della stagione, festeggia le oltre 50 presenze in biancorosso. Un motivo in più per essere felice, così come dichiarato stamattina nella conferenza di inizio settimana: “Sono strafelice – dice – perché il mio gol è servito a far vincere il Bari, quello di cui avevamo bisogno”. L’ultimo gol al Milan in A ai tempi della Spal: “Dovrei segnare di più. Un aspetto su cui lavorare e migliorare. Potrei fare di più”.
“Siamo i primi stare male quando non si fa risultato – continua – . A Brescia siamo riusciti a togliere il blocco mentale, trascinando tutti e ribaltando il risultato. L’unica cosa che conta in questo momento”. Vicari sulla difesa a tre: “Non saprei. L’aspetto tattico lo decide il mister. Ad oggi serve la continuità dei risultati. Aspetto fondamentale per cambiare rotta. La classifica è corta e bisogna fare risultati”.
Due parole sul tecnico Marino, sua vecchia conoscenza: “Ha cercato di lavorare subito sulla mentalità. Eravamo giù di morale. Ha alzato il livello degli allenamenti. Queste vittorie portano voglia ed entusiasmo, soprattutto quando non succede da tempo. Ce la metteremo tutta per dare continuità di prestazioni e risultati”.
Contro l’Ascoli mancherà lo squalificato Di Cesare. Al suo posto potrebbero giocare Zuzek o Matino: “Non parlo dei singoli. E’ la squadra che fa la differenza. Sono tutti ragazzi bravi e forti. Hanno fatto sempre bene. Gli episodi negativi capitano a tutti. Nel Bari ci sono solo bravi ragazzi e professionisti. Chi giocherà sarà all’altezza. Brenno? Studia l’italiano e si sta impegnando tanto”.
L’importanza di avere una traccia tattica definita: “Bisogna essere elastici in fatto di modulo. Dipende anche dall’avversario. Dietro possiamo giocare sia a tre che a quattro. Possiamo farlo. Non cambia tanto. Vale il modo con cui fai le cose. Io sto bene, ho solo un piccolo problemino. Lo stiamo monitorando”.
I 29 anni e l’aspettativa di salire in A: “Ho vissuto tre anni bellissimi in A. L’11 giugno è stata una botta grande. Speravo di riconquistare la A sul campo. Era un sogno e rimane questo. Spero si realizzi”.
