Palermo-Bari 3-0
PALERMO (4-3-3): Pigliacelli, Lund, Gomes, Segre, Brunori (37′ st Soleri), Insigne (20′ st Di Mariano), Ranocchia (31′ st Coulibaly), Di Francesco (31′ st Vasic), Nedelcearu, Diakité (37′ st Graves), Ceccaroni. A disp. Kanuric, Jensen, Stulac, Mancuso, Marconi, Buttaro, Aurelio, Henderson. All. Corini.
BARI (4-3-3): Brenno; Dorval, Matino, Vicari, Pucino (42′ st Guiebre); Maita, Acampora (42′ st Lulic), Edjouma (33′ st Morachioli); Kallon, Puscas (20′ st Nasti), Menez (20′ st Achik). A disp. Pissardo, Pellegrini, Bellomo, Zuzek. All. Marino.
ARBITRO: Tremolada di Monza.
RETI: 44′ pt Ranocchia; 27′ st Ceccaroni; 35′ st Segre.
NOTE: Cielo nuvoloso, 10°C, terreno in ottime condizioni; presenti circa 22.000 spettatori, di cui 276 tifosi ospiti. Rec. 2′ pt e 4′ st.
di Pierpaolo Paterno
PALERMO – Seconda sconfitta consecutiva per il Bari di Marino che – dopo la sciagurata figura contro la Reggiana – si concede al Palermo nell’anticipo della 23ma giornata di B. Il 3-0 della formazione di casa mette il Bari spalle al muro. Una squadra, quella di Marino, punita dalla migliore qualità degli avversari. I pugliesi ci mettono solo la buona volontà, ma non basta per evitare una battuta d’arresto che li inchioda nella zona medio bassa della classifica. La dimensione triste di un gruppo destinato a lottare sino alla fine per difendere la categoria. Si rimane a quota 27, allontanandosi la quota playoff che – a questo punto – resta obiettivo distante.
Le premesse complicano ulteriormente un quadro già critico per le pesanti assente degli infortunati Di Cesare, Maiello e Diaw e soprattutto dello squalificato Benali. Nel ruolo di play, compensato nelle ultime settimane da quest’ultimo, Marino getta nella mischia un Acampora in procinto di salutare sino a ieri sera e che non respira l’odore dell’erba da tempo immemore. Al suo fianco – come possono – provano a dargli man forte Maita e Edjouma. La cornice si fa pesante alle notizie delle defezioni improvvise di Ricci in difesa e Sibilli in attacco. I due, ufficialmente fuori per un inatteso attacco influenzale (pare, invece, ci sia stato un acceso litigio), sono sostituiti rispettivamente da Pucino e da Menez. Due grossi rischi per una formazione già alquanto rabberciata. Ma tant’è. L’assetto si completa con Dorval terzino più Matino e Vicari al centro della difesa. L’ex Puscas e Kallon gli avanti per tentare di scardinare una difesa esperta e di valore. In panca i nuovi Lulic e Guiebre. Nel Palermo, dentro gli ultimi arrivati Diakité e Ranocchia.
Dopo un quarto d’ora di studio, il Palermo sfiora il vantaggio. Gomes supera Dorval e tenta l’affondo con un esterno destro respinto da Brenno. Sulla ribattuta, colpo di testa di Di Francesco che – a porta sguarnita – colpisce il palo alla destra del portiere. Bari in grossa difficoltà. Dopo appena cinque minuti, l’arbitro Tremolada si intenerisce di fronte ad un netto fallo da rigore di Insigne ai danni di Menez. Avvio negativo per il direttore di gara lombardo. Situazione sfavorevole al Bari che soffre le improvvise fiammate rosanero. Vedi la grande parata di Brenno che battezza col pugno mancino il tiro diretto a rete di Ranocchia. La replica biancorossa, una inzuccata di Puscas dagli sviluppi di un corner. Brunori salva sulla linea. Bari molto attento sia in fase difensiva che in mezzo al campo. Almeno sino allo scadere del primo tempo. Alla prima al Barbera, Filippo Ranocchia batte Brenno avvitando un destro deviato in area da Edjouma (distubrato da Insigne) su cross mancino di Lund. Pugliesi colpiti e affondati. Si va al riposo con i siciliani avanti di un gol ed un primo tempo di buona intensità.
Si torna in campo. Il Bari è lo stesso del segmento iniziale. Idem il Palermo. Avvio di marca barese con un colpo di tacco di Edjouma sventato quasi sulla linea di porta dal solito Brunori. Poco dopo, ancora Edjouma abbozza un inserimento centrale. Conclusione rasoterra al lato. Con l’intento di recuperare, la squadra di Marino alza il baricentro di una decina di metri. Bella la soluzione a campanile di Acampora spenta di un soffio sulla traversa. La risposta palermiana, una stoccata leggera di Di Francesco. Vicari ci mette una pezza a Brenno battuto e salva il secondo ko. Marino corre ai ripari e cambia due terzi del tridente. Nasti e Achik prendono il posto di Puscas (in lieve miglioramento) e Menez (in ombra). Su sponda isolana, Di Mariano per Insigne. Esterno per esterno nella scelta di Corini. Ha ragione l’allenatore di casa perché il Palermo raddoppia grazie ad una inzuccata di Ceccaroni a superare Dorval (perché non salta?) e sfruttando sul primo palo la punizione firmata Di Mariano. I siciliani vanno in gestione e dalla mezzora immettono estro e muscoli nei cambi Ranocchia-Coulibaly e Di Francesco-Vasic. Marino gioca la carta Morachioli (rileva Edjouma) per appensatire la batteria offensiva. Tutto inutile dal momento che il Palermo dilaga. Di Mariano recita il bello e il cattivo tempo e dipinge l’ennesimo assist decisivo per Segre che, ancora una volta di testa e del tutto dimenticato dai difensori baresi, supera Brenno per la terza volta. Il termometro corre. Tremolada annulla per fuorigioco la rete della bandiera di Matino. Da passerella e senza senno gli inserimenti in dirittura d’arrivo di Guiebre e Lulic per Pucino e Acampora. Finisce qui, con un’altra giornata da dimenticare.