Nel giorno del suo 50mo compleanno, Moreno Longo presenta la sfida tra Bari e Sudtirol, in programma domani pomeriggio (ore 15) al San Nicola per la 25ma giornata di B.
Si parte dal problema dei gol. Il Bari fa una fatica tremenda per segnare. Aspetto da migliorare per accendere un lumicino di speranza in chiave salvezza: “Sul concetto siamo tutti d’accordo. Un dato su cui lavoriamo per dare input in tal senso. Dei passi avanti si sono visti, anche se non è bastato per questione di precisione e un pizzico di fortuna in più. Si è visto col Cesena. In parte col Palermo. Col Mantova non ci sono state grandi occasioni. Con lo Spezia, si è calciato verso la porta ligure per 21 volte. Non ci ha portato punti, è vero. Ma cerchiamo di fare meglio. Ci vuole la precisione. La stoccata decisiva. Conteranno solo i punti e quanto riusciremo a concretizzare”.
Il Bari ha il secondo peggiore attacco di tutte le squadre professionistiche italiane. Mancano punte col pedigree vincente in fatto di realizzazioni. Deficit che potrebbe essere sopperito dai gol dei centrocampisti: “E’ corretto. Per fare gol, tutti devono avere la possibilità di farlo. Gli attaccanti devono averlo nel loro bagaglio. Ma il gol può arrivare da tutti. Inutile guardare le statistiche. Siamo penultimi, e servono solo soluzioni da parte di tutti. Quando parlo di coraggio e spregiudicatezza si tratta di fare le cose in maniera diversa, con la testa libera e assumendosi la responsabilità di fare qualcosa in più negli ultimi 25 metri. Mi concentro sulla soluzione dei problemi”.
Oltre all’attacco, va migliorata la fase di non possesso. Il Bari concede il palleggio con troppa facilità: “Sono d’accordo. Un altro aspetto da migliorare. Ovvero, la solidità. Con lo Spezia non siamo stati solidi in una fase di partita. Non c’era quell’ordine che doveva impedire allo Spezia di lavorare facilmente nella zona centrale del campo. Questo aspetto va messo nel computo del fatto che oggi, rispetto alle altre squadre, non hai ancora una identità spiccata. Siamo al terzo cambio di allenatore. Altri hanno già affinato le loro problematiche. Purtroppo, non abbiamo tempo perché si gioca ogni tre giorni. Non sia un alibi, però. Possiamo lavorare ugualmente con tutti i mezzi possibili per migliorare questo”. Tra i più anemici sotto la porta avversaria resta Gytkjaer, quest’anno a segno col contagocce (tre marcature) nonostante la sua età ed esperienza: “Spezzo una lancia a favore dei miei attaccanti. Gytkjaer fa 14 gol a Monza. Quando giochi per vincere un campionato, è diverso. Arrivano palloni diversi. Spesso sei nell’area avversaria. In una squadra che deve salvarsi, la difficoltà sta nella produzione offensiva generale. Gytkjaer è un giocatore di assoluto livello. Se lavora, per la squadra, lontano dalla porta diventa difficile per tutti fare gol. La stagione si è complicata strada facendo. Ha patito questo. Ma le sue restano caratteristiche importanti. L’attaccante è figlio di quello che produce la squadra”.
Quanto può contare l’amore per la maglia e i colori per uscire da questa situazione critica. Per fare, cioè, un miracolo chiamato salvezza: “E’ fondamentale in tutti gli aspetti della vita. Senza amore per quello che fai, vai poco lontano. In questo, tutti possiamo dare una mano per raggiungere l’obiettivo. Dobbiamo essere i primi a mandare un segnale all’ambiente in generale, perché credo che solo insieme possiamo provare a fare un’impresa, qualcosa che oggi sembra impensabile. Ai ragazzi chiedo di vivere questi mesi cercando di mettere solo il Bari al primo posto. C’è da fare qualcosa in più, non fare il compitino. Dare tutto e performare al massimo. Mi auguro si possa creare, con una vittoria, quello che si è creato e riacceso nel secondo tempo contro lo Spezia. Ci siamo divertiti, come mi ha detto Traorè a fine partita. Il tifoso del Bari può dare tanto, essere un alleato in questa battaglia sportiva”.
Domani arriva il Sudtirol dell’esperto Castori. Una sfida con grandi insidie contro un avversario in grandissima forma: “Il Sudtirol è una squadra ottima che fa cose in maniera egregia. Alla fine, tutti vogliamo vincere e scegliamo una strada per arrivare a questo. Il Sudtirol è una squadra maestra di una certa filosofia di gioco. Ha le idee chiare. Ha concetti interpretati nel modo migliore. Vengono da quattro vittorie e due pareggi. Ci costringerà a fare una partita dura, sporca. Ci verrà ad aggredire uomo su uomo. Giocherà tanto in verticale, con molte transizioni. Una partita con uno spartito preciso. Dovremo trovare le chiavi per fare bene le nostre cose”.
“Il peso psicologico c’è – aggiunge Longo -. Va affrontato nel modo migliore, scendendo in campo liberi di esprimersi o almeno con la convinzione di poter fare meglio. Gli equilibri non si trovano dalla mattina alla sera. Ci devi lavorare e rimodulare con i nuovi. Chi non giocava da un po’, la condizione non ce l’ha. Dobbiamo concentrarci sulle soluzioni, ripeto. Non sui problemi”.
Cosa fare per far crescere il minutaggio dei 20’ positivi visti nella ripresa contro lo Spezia. Longo indica la strada: “Bisogna ripartire da lì. Per alzare l’autostima. Continuiamo a lavorare su automatismi, mentalità e lettura della partita. La prestazione è fatta di tante cose. Più ne metti e meglio fai. Avversario permettendo. Ci sono tanti momenti nella partita. Pensare di dominare le gare per 90’, oggi sarebbe da presuntuosi. In alcune fasi, occorre essere letali portando le partite a casa. C’è anche il momento in cui devi difenderti, ma non vuole dire abbassare il livello della prestazione. Livello che va mantenuto sempre alto”.
Focus su Cuni. Lotta, ma deve ancora uno step per essere determinante in zona offensiva: “Sa benissimo che deve migliorare nella conclusione a rete. Per lavoro sporco e attacco della profondità sapevamo quello che poteva darci. Utile, comunque, nel parco attaccanti di una squadra. Impossibile prendere a gennaio uno che ti porta quindici gol. Cuni sa bene che la sua carriera andrà avanti anche per i gol. Un aspetto da migliorare e su cui deve lavorare”.
Oltre a Cuni, il Bari è cambiato molto negli interpreti. Forse più pronto per affrontare un certo tipo di avversari come il Sudtirol che la mettono sul lavoro sporco e sui duelli. Premessa che potrebbe condizionare le scelte per il match di domani: “Affrontiamo una squadra avanti un anno e mezzo rispetto al Bari come situazione e condizione. Resta il fatto che durante le partite vanno tolte le sbavature. E farlo velocemente, non abbiamo tempo. Non siamo ancora nella fase dell’automatismo, come lo è per il Sudtirol. Il percorso va abbreviato. Le scelte? Già da Cesena, si è cambiato input. In queste ultime quattro partite, va riconosciuto alla squadra che l’impatto nervo alla gara sia stato reattivo. Pur restando pregi e difetti”.