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AUTERI: VITTORIA LEGITTIMA, MA I MARGINI DI CRESCITA RESTANO TANTISSIMI

Un Bari rivisto da cima a fondo. Per indagare i lati positivi, ma anche per rivedere quanto non è girato come doveva. Gaetano Auteri stringe la cinghia attorno al suo Bari, a pochi minuti dal fischio finale che sancisce il 2-0 sulla Juve Stabia: “Alcuni giocatori sono arrivati dopo e questo si avverte. Non è facile, anche perché si gioca ogni tre giorni. Stiamo cercando di recuperare tutti e portare tutti alla stessa condizione atletica. Abbiamo tantissimi margini di miglioramento. Quando saremo al top dal punto di vista fisico, sarà anche più facile calarsi dentro i nostri criteri. Giochiamo un calcio intenso e quando saremo tutti al massimo, miglioreremo. Anche come mentalità, atteggiamento. Da questo punto di vista, contro i campani siamo stati corti e aggressivi costringendo la Juve Stabia a tanti break. Altre volte, non lo abbiamo fatto e non siamo stati corali. Quando saremo perfetti al cento per cento in tutto ciò che dobbiamo applicare, allora potremo dire di essere a buon punto“.

In attesa di tempi migliori, la vittoria manda avanti la baracca. Auteri sottoscrive: “E’ un successo legittimo e meritato. Il Bari ha rischiato poco e costruito abbastanza. Poi, la Juve Stabia veniva anche da partite importanti. Noi abbiamo ampi margini di miglioramento“.

Così il tecnico sui singoli: “Marras ha giocato una buona partita. Anche Antenucci ha fatto bene, poi si è fatto male alla tibia. Niente di particolare, ma siccome fra tre giorni giocheremo a Potenza su un campo sintetico, eviteremo rischi. Idem per Maita che è già ammonito e potrebbe incorrere in una squalifica contro la Ternana. Si vive in funzione delle gare che si giocano ogni tre giorni. La squadra ha gestito poco. Sul 2-0, ci siamo alzati e forse qualcuno ha ecceduto in qualche egoismo di troppo. Un errore imperdonabile. Ci faremo alcuni discorsetti nello spogliatoio“.

In alcuni momenti, si sono perse le distanze: “Abbiamo fatto dei break senza accompagnare l’azione con perentorietà. E’ un fatto di mentalità. Bisogna crescere in questo. Serve un calcio corale e se un reparto viene meno, ne risente tutta la squadra. Problema Covid? Un paio di allenamenti li abbiamo gestiti con paura e quindi, quando distanzi i gruppi, che lavoro vuoi fare? Per fortuna, tutto si è risolto bene“.

foto Ssc Bari

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