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LA POLEMICA DI ANTENUCCI: A BARI NON C’E’ EQULIBRIO. MOLTI PARLANO TROPPO E NON IN MANIERA PROPOSITIVA

In esclusiva ai microfoni di TeleBari, Mirco Antenucci prova a spiegare il gesto il gesto di esultanza al gol con tanto di vena polemica (mani agli orecchi ripetendo la frase “parlate, parlate“): “A Bari sto bene, tutto quello che faccio è per la mia famiglia, per questo sport e per il progetto del Bari. Poi, alla fine dell’anno tireremo le somme. Sento tanto parlare. Appena c’è una sconfitta o c’è qualcosa che non va, c’è sempre un tirare addosso delle colpe verso qualcuno o verso qualcosa. Vi dico che si perde tutti e si vince tutti. Quando vedo e sento alcune cose ci rimango male, per il rispetto che io e i miei compagni abbiamo per questa squadra. Quindi, ogni volta che c’è una sconfitta, sentirsi dire delle cose non fa piacere. Questo per come viviamo noi questo sport. Vincere o perdere fa parte del nostro percorso. Anche io vorrei segnare cinquanta gol a campionato, ma non è così semplice. Bisogna continuare a lavorare, ma bisogna avere anche equilibrio. Equilibrio che qui a Bari a volte non vedo. Quando le cose non vanno bene, tutti parlano del Bari. Si chiamano ex giocatori e direttore sportivi. Tutti che parlano del Bari per un anno e mezzo, e non in maniera propositiva“.

“Sappiamo che venire a Bari è una scelta di cui prendersi delle responsabilità. E sappiamo anche che c’è un percorso che ci può portare lì dove tutti sappiamo. Quest’anno stiamo facendo bene, c’è una squadra che sta facendo meglio di noi. Dobbiamo proseguire su questa strada. Contro il Catanzaro ho visto dei progressi sul piano del gioco. A me il mister chiede di sacrificarmi per la squadra. Contento per le 600 presenze tra i prof”.

fonte notizia TeleBari

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