post

EDITORIALE / BARI, QUANDO UN PAREGGIO HA IL SAPORE DELLA SCONFITTA

Non è il tempo dei processi. Arriverà anche quello. Molte considerazioni, però, andrebbero fatte a poche ore dallo 0-0 di ieri al San Nicola contro la Vibonese.

Si dice bene quando tutti sono invitati a non guardare quello che fanno gli altri. Nello specifico, alla vittoria della Ternana (undicesima consecutiva) in quel di Avellino. E’ giusto vedere solo in casa propria, anche per un fatto oggettivo: gli umbri di Lucarelli si stanno talmente allontanando – ora sono a più nove sui biancorossi – che, tra poco, diventeranno invisibili. Oltre che irraggiungibili. Impossibile guardarli.

Da qualche parte, subito a caldo dopo il pareggio di ieri, si sono espresse valutazioni positive sulla prova del Bari. Riteniamo che quando si valuta la prestazione al di là del risultato, occorre analizzarla nella sua interezza. E, allora, ti rendi conto che lo 0-0 con la Vibonese non è figlio di una buona prestazione per svariati motivi.

Il primo, quello più evidente, è il rigore sbagliato in avvio di ripresa da Antenucci. Da che esiste il calcio, è noto che un rigore parato è un rigore sbagliato. Inutile girare intorno al concetto. Secondo aspetto, i tantissimi errori commessi sotto la porta avversaria, al di là della bravura del portiere calabrese. Terzo: due espulsi e l’ammonizione di un calciatore in diffida sono un lusso che nessuna squadra può permettersi, considerando che si priverà la squadra di altri tre potenziali titolari (gli altri, Citro e Minelli, sono indisponibili, e bisognerà pure testare le condizioni dell’influenzato Bianco) per l’ennesimo match strategico all’orizzonte. De Risio, Montalto e Sabbione sono caduti nella trappola del nervosismo intessuta da un arbitro (e dai suoi collaboratori) di una mediocrità assoluta che bene si sposa col livello generale di questa serie C. Non è il primo e non sarà l’ultimo.

Nella conferenza pre gara, Auteri aveva dichiarato che “non si possono più commettere margini di errore“. Eppure la lista potrebbe proseguire constatando – con semplicità – che la partita di ieri non può ritenersi buona quando fallisci del tutto l’approccio di una gara da schiacciare senza se e senza ma, consegnando alla Vibonese (sic) i primi 30′ di partita per farti male e rischiare di trasformare una piovosa domenica pre natalizia in uno scenario dell’orrore.

Quella con la Vibonese non può essere una buona partita se nessuno dei tre attaccanti inseriti in corso d’opera è in grado di fare la differenza, dimostrando che non è vero che in questo Bari i giocatori sono tutti potenziali titolari. D’Ursi, Candellone e – ahinoi- Simeri non meritano di sedersi sulla poltrona principale. In tal senso, delle valutazioni e delle scelte andranno fatte. Idem per Lollo che, chiamato in causa – se non abbassa – comunque non alza l’asticella della qualità in un centrocampo in cui non può bastare la sola generosità di Maita. Ex Catanzaro che a fine partita se la prende con se stesso per non avere segnato. Questo capita quando al momento di concretizzare arrivi talmente stremato che è pure normale non riuscire a segnare. Piuttosto, l’esame di coscienza dovrebbero farlo altri. Per esempio, per il tempo perso la scorsa estate nella costruzione di una squadra e per i ritardi degli innesti tecnici che hanno determinato un gap di preparazione inammissibile per chi vuole vincere un campionato.

Il momento dei processi, come già detto, arriverà più in là. Ma chi ha tempo non aspetti tempo. Il secondo posto va difeso con le unghie e con i denti nella prospettiva dei playoff e nell’economia dei tre gironi nazionali. Il mercato di gennaio capita a fagiolo per sostituire i bulloni che non rientrano nell’ingranaggio. E per assaltare la seconda parte di una stagione in C che nessuno può permettersi di replicare per il terzo anno consecutivo.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.