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RASTELLI PROMUOVE IL BARI: BRAVI RAGAZZI, DECISI E CATTIVI

Le dichiarazioni di Massimo Rastelli al termine di Bari-Giugliano.

“La delusione di Salerno andava trasformata in energia positiva. Bravi i ragazzi ad essere decisi e cattivi nei contrasti. in vantaggio dopo 7′, abbiamo fatto la cosa più difficile. il 2-0 nel finale del tempo ha chiuso la partita. Butic ha ricoperto il ruolo di attaccante. Lo ha già fatto in passato. E’ stato bravissimo a prendersi il carico del reparto offensivo. Fa tanto gioco e sacrificio. La partita è sembrata agevole, ma perché siamo stati bravi noi a non dare possibilità al Giugliano. Ora stiamo costruendo molto di più. Le occasioni saranno sempre di più. L’errore di Tribuzzi? Capita. L’importante è reagire. Poi, ha creato altre situazioni pericolose”.

Su Mogos: “Sta crescendo tantissimo. Si è allenato giocando. Acquisisce una condizione ottimale. Perso Mantovani, avere lui per dare tranquillità ai giovani Elia e Cocetta è molto importante. Gestisce palle difficili con naturalezza e maturità”.

“I ragazzi hanno trasformato la delusione di Salerno in energia positiva. Noi, Salernitana e Catania siamo costruite per vincere il campionato. Un gradino sotto metto la Casertana. Poi, come sempre, ci sono le sorprese. Oggi sono Potenza e Sorrento. Chi è davanti, lo è meritatamente.

 

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BARI, TUTTO FACILE CONTRO IL GIUGLIANO: GARA DECISA NEL PRIMO TEMPO DA BUTIC E MAGGIORE

Bari-Giugliano 2-0

BARI (4-3-3): Cerofolini, Mogos, Cocetta, Elia, Anzolin, Maggiore (c), Grgic (38’ st Prisco), Mendicino, Della Morte (45’ st Colangiuli), Butic, Tribuzzi (15’ st Bianchi). A disp.: Mezzapesa, Andrade, Mane, Burgio, Esposito M. All. M. Rastelli.

GIUGLIANO (3-5-2): Bolletta, Justiniano, Laezza (1’ st La Verdera), Caldore, Improta, Zammarini (1’ st G. Esposito), De Rosa (c), Varone (20’ st Peluso), Panico (20’ st Cimmaruta), Balde (45’ st Cuomo), Galletta. A disp.: Santarelli, Greco, Broh, Forciniti, Minelli, Borgnino, Giordano, Silvestri, Basile, Ponte. All. R. Di Napoli.

ARBITRO: Pasculli di Como.

RETI: 6’ pt Butic; 45’ pt Maggiore.

NOTE: Rec. 2’ pt. e 3’ st.

BARI – Torna alla vittoria e, per il momento, riprende la capolista Potenza a quota 19. Il 2-0 al San Nicola sul modesto Giugliano rimette in mancia il Bari dopo il beffardo capitombolo di Salerno. Decidono le reti in apertura e chiusura del primo tempo messe a segno da Butic e Maggiore.

Visti i tanti infortuni, formazione praticamente annunciata per Rastelli che schiera la difesa a quattro con Mogos e Anzolin terzini più Elia e Cocetta in mezzo. A centrocampo, Grgic play accompagnato da Mendicino e Maggiore mezzali. Davanti Butic affiancato da Tribuzzi e Della Morte. Nemmeno il tempo di iniziare, Bari avanti dopo 6’: assist di Della Morte e Butic sbrina la gara con un diagonale (quarto stagionale) che fredda Bolletta. Il Giugliano replica con un tiro centrale ma alto di Balde, su azione manovrata da Galletta. Bari vicino al secondo squillo al 20’ con una bella giocata di Mogos per il solito Butic. Palla fuori. Alto anche il tiro a giro di Mendicino (29’). Clamorosa l’occasione capitata al 37’: traversa di Butic e gravissimo errore di Tribuzzi che spara alle stelle anziché appoggiare la palla oltre la linea a porta sguarnita. L’arbitro la rivede al Fvs. Nulla di fatto. Allo scadere, Bari al raddoppio: cross di Tribuzzi e inzuccata vincente di Maggiore (gol rivisto e convalidato al monitor dall’arbitro). Quarto timbro in campionato per il capitano biancorosso.

Nel secondo tempo accade poco e niente. Si analizza in revisione Fvs il gol di Della Morte. Fuorigioco. Entrano anche Bianchi e Prisco per Tribuzzi e Grgic. L’unico ed ultimo sussulto nel palo colpito da Bianchi su azione di rimessa. Finisce qui. Si replica domenica prossima sempre al San Nicola contro il Crotone.

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BARI-GIUGLIANO, LE FORMAZIONI UFFICIALI

BARI-GIUGLIANO

Bari (4-3-3): Cerofolini, Mogos, Cocetta, Elia, Anzolin, Maggiore (c), Grgic, Mendicino, Della Morte, Butic, Tribuzzi. A disp.: Mezzapesa, Andrade, Mane, Bianchi, Burgio, Colangiuli, Esposito M., Prisco. All. M. Rastelli

Giugliano (3-5-2): Bolletta, Justiniano, Laezza, Caldore, Improta, Zammarini, De Rosa (c), Varone, Panico, Balde, Galletta. A disp.: Santarelli, Greco, Broh, Esposito G., Cimmaruta, Forciniti, Minelli, Borgnino, Giordano, La Vardere, Peluso, Silvestri, Basile, Ponte, Cuomo. All. R. Di Napoli

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BARI-GIUGLIANO, LE PROBABILI FORMAZIONI

Bari-Giugliano

BARI (4-3-3): 31 Ceroflini; 6 Mogos, 72 Cocetta, 79 Elia, 14 Anzolin; 44 Mendicino, 8 Grgic 25 Maggiore; 21 Della Morte, 7 Butic, 11 Tribuzzi. A disp. 48 Nicolas, 27 Burgio, 19 Mane, 24 Bianchi, 32 Colangiuli, 95 Prisco, 77 Esposito, 91 Spadavecchia. All. Rastelli.

GIUGLIANO (4-5-1): 1 Bolletta; 3 Panico, 24 Caldore, 23 Laezza, 15 D’Avino; 4 Zammarini, 21 Forciniti, 8 De Rosa, 64 Varone, 16 Improta; 10 Baldè. A disp. 12 Santarelli, 77 Greco, 6 Broh, 19 Cimmaruta, 30 Borgnino, 31 Giordano, 36 Rigo, 44 Peluso, 86 Ponte, 99 Cuomo, 5 Justiniano, 26 Minelli, 7 Galletta,17 G. Esposito. All.: Di Napoli.

ARBITRO: Pasculli di Como.

DOVE VEDERLA: Now TV, Sky Sport. Diretta radiofonica Radio Norba Music.

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BARI-GIUGLIANO, RASTELLI: DOBBIAMO RIPARTIRE DALLA PRESTAZIONE DI SALERNO

Il Bari si prepara a tornare in campo al San Nicola contro il Giugliano, sabato alle 14.30, con l’obiettivo di riscattare la sconfitta subita contro la Salernitana e dare continuità al percorso di crescita. Massimo Rastelli deve però fare i conti con le numerose assenze, ultima quella di Darboe, e con una rosa condizionata dagli infortuni.

«Rispetto a Salerno, quella contro il Giugliano sarà la classica gara vissuta contro le altre in precedenza. Affrontiamo una squadra organizzata e aggressiva. Non ci concederà grandi spazi. Dovremo colpirla in velocità, puliti nel gioco», ha spiegato il tecnico, consapevole delle difficoltà che attendono i biancorossi.

L’assenza di Darboe apre la strada al ritorno di Grgic nel ruolo di play. Rastelli ne sottolinea le qualità: «Un elemento importante per caratura, carisma e personalità. Pian piano, conoscerà ambiente e campionato». In difesa, oltre a Darboe, pesano le assenze di Celli, Burgio e Mantovani. Proprio Burgio, tuttavia, sarà convocato per la sfida contro il Giugliano, mentre gli altri rientri sono attesi all’inizio della prossima settimana.

Sul piano tattico, il Bari sta lavorando su diverse soluzioni per affrontare una squadra che concede pochi spazi. «Abbiamo provato varie soluzioni. Conta avere un piano B e valutare più uomini utili alla zona offensiva. Ora tiriamo le somme. I ragazzi faranno la prestazione che devono», ha dichiarato Rastelli.

Fondamentale sarà anche la capacità di imparare dagli errori commessi all’Arechi, dove il Bari non è riuscito a capitalizzare una buona prestazione. «Da queste sconfitte devi fare tesoro di quanto si poteva far meglio. Visti gli ottimi 82’ fatti, avremmo dovuto chiudere la gara». Il tecnico invita però a guardare avanti, facendo tesoro degli aspetti positivi mostrati contro la Salernitana: «Veniamo da una settimana consapevoli di voler ripartire dalla prestazione. In questo percorso di crescita, avere davanti agli occhi la prova di Salerno ci permette di superare la delusione della sconfitta, consci che la strada intrapresa si unisce all’entusiasmo di migliorare».

L’obiettivo è crescere settimana dopo settimana, senza perdere aggressività e ambizione. «Pure in vantaggio, non dobbiamo accontentarci e andare alla ricerca del secondo gol. Bisogna mantenere questo assetto per andare a chiudere le partite», ha aggiunto l’allenatore, soffermandosi anche sulla possibilità di cambiare modulo durante la gara: «Il cambio di modulo è all’interno della stessa partita, quando c’è lo sviluppo di interscambi e scalate. Lo facciamo, sfruttando le caratteristiche dei ragazzi».

Resta da migliorare la concretezza offensiva, con gli attaccanti ancora alla ricerca della migliore condizione e del gol. «Gomez è fuori da più settimane, per quanto Maggiore sia il capocannoniere della squadra. Significa che cerchiamo alternative e condizioni diverse per fare gol. Molti stanno acquisendo la condizione giocando. Soprattutto gli attaccanti».

Infine, Rastelli difende l’equilibrio raggiunto dalla squadra, sottolineando l’importanza della fase difensiva anche nei momenti di maggiore difficoltà: «Il Bari ha dimostrato di possedere questa mentalità, cioè di offendere e sacrificarsi per non concedere all’avversario occasioni per tirarti in porta. Per tante partite non abbiamo subìto gol, e credo si sia trovato un equilibrio. Difendere basso non è vergognoso, soprattutto quando non hai più energie e l’avversario prende il sopravvento».

Contro il Giugliano serviranno dunque attenzione, concretezza e continuità per trasformare i progressi mostrati a Salerno in un risultato positivo e riprendere il cammino davanti al proprio pubblico.

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BARI, EMERGENZA INFORTUNI SENZA TREGUA: RASTELLI PERDE ANCHE DARBOE

La sfida di sabato pomeriggio contro il Giugliano, in programma alle 14.30 al San Nicola, passa quasi in secondo piano rispetto all’emergenza infortuni che continua a condizionare il cammino del Bari. Una costante ormai di questo avvio di stagione, che sta riducendo settimana dopo settimana le possibilità di scelta di Massimo Rastelli.

L’ultima tegola riguarda Ebrima Darboe, fermato da un problema muscolare che potrebbe tenerlo lontano dai campi per almeno un mese. Un’assenza pesante per il centrocampo biancorosso, considerando il rendimento e l’importanza del gambiano in questo inizio di campionato.

Rastelli dovrà quindi ridisegnare la mediana, con Grgic candidato a prendere il posto di Darboe in cabina di regia e Mendicino e Maggiore chiamati ad agire da mezzali. Anche in attacco non mancano i problemi: Gomez è ancora ai box per il problema al flessore e la sua situazione resta da valutare.

L’infermeria, però, è particolarmente affollata soprattutto in difesa. Celli, Burgio, Mantovani e Vicari sono indisponibili, costringendo il tecnico a scelte praticamente obbligate: Mogos e Anzolin sugli esterni, con Cocetta ed Elia al centro.

Un’emergenza che, partita dopo partita, sta diventando uno dei temi principali della stagione biancorossa. E proprio per questo la conferenza stampa di domani sarà importante per capire l’entità dei vari problemi fisici e, soprattutto, quali giocatori Rastelli potrà effettivamente avere a disposizione contro il Giugliano.

Una sfida da non sottovalutare, nonostante i soli sette punti conquistati dalla formazione campana, che arriverà al San Nicola con l’obiettivo di mettere in difficoltà un Bari chiamato ancora una volta a fare i conti con un organico ridotto all’osso.

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BARI-GIUGLIANO, ARBITRA PASCULLI DI COMO

L’AIA ha ufficializzato la designazione arbitrale per la sfida del San Nicola tra il Bari e il Giugliano, gara valida per la 9ª giornata del campionato di Serie C Sky WiFi 2026/27.

A dirigere l’incontro sarà Michele Pasculli, appartenente alla sezione di Como. Il fischietto lombardo sarà coadiuvato dagli assistenti Alfonsorocco Rosania della sezione di Finale Emilia e Daniele Sbardella della sezione di Belluno.

Il ruolo di quarto ufficiale è stato affidato a Leonardo Mastrodomenico della sezione di Matera. Al Football Video Support (FVS), invece, ci sarà Giovanni Francesco Massari della sezione di Molfetta.

Bari e Giugliano si affronteranno sabato 10 ottobre alle ore 14:30 sul terreno del San Nicola, con i biancorossi pronti a sfidare la formazione campana guidata da Raffaele Di Napoli.

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PROPOSTA DI RIQUALIFICAZIONE DEGLI STADI SAN NICOLA E DELLA VITTORIA QUESTA MATTINA L’AUDIZIONE IN COMMISSIONE CONSILIARE DEL CAPO DI GABINETTO DEL SINDACO

Questa mattina il capo di gabinetto del sindaco, Nicola Dentamaro, è stato ascoltato in audizione dalla Commissione consiliare Cultura, Sport, politiche giovanili ed educative, congiuntamente alla Commissione Cura del Territorio e Ambiente. Nel corso dell’audizione ha illustrato la procedura e le modalità di svolgimento della conferenza di servizi preliminare indetta a seguito della proposta di riqualificazione degli stadi San Nicola e Della Vittoria, presentata da Gregory Vaughn attraverso la società Stadio&Co.

I lavori della conferenza sono stati avviati ieri, nel rispetto dei termini previsti dall’art. 4 del D.Lgs. 38/2021, che impone la convocazione entro 7 giorni dalla presentazione dell’istanza e lo svolgimento della prima riunione entro i successivi 15 giorni.

All’esito della conferenza di servizi preliminare, alla quale partecipa anche il Comando provinciale dei Vigili del fuoco, il Comune di Bari potrà dichiarare il pubblico interesse della proposta entro 60 giorni dalla sua presentazione. Nella dichiarazione potrà indicare le condizioni necessarie per ottenere i successivi atti di assenso sul progetto. Nel corso del procedimento l’amministrazione potrà chiedere al proponente le modifiche progettuali necessarie a superare eventuali lacune o criticità. Il verbale conclusivo sarà pubblicato sul sito istituzionale del Comune e sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.

In caso di dichiarazione di pubblico interesse, il proponente dovrà presentare il progetto, corredato da una bozza di convenzione e da un piano economico-finanziario asseverato. Il progetto sarà esaminato nella conferenza di servizi decisoria e il Comune dovrà deliberarne l’approvazione entro 60 giorni dalla presentazione.

Il progetto approvato sarà posto a base di una procedura di gara il cui oggetto comprenderà sia la realizzazione delle opere sia la gestione dei beni.

Il capo di gabinetto del sindaco ha chiarito ai consiglieri presenti che, qualora l’intera procedura pubblica venga portata a termine, cambierà il modello di gestione dei due impianti. Per questo, rientrando la concessione dei pubblici servizi e l’affidamento di attività o servizi mediante convenzione tra le competenze del Consiglio comunale ai sensi dell’art. 42, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), il Piano economico-finanziario della proposta dovrà essere discusso e approvato dal Consiglio prima che la procedura sia posta a gara.

Quanto alla situazione attuale, lo stadio San Nicola è affidato a un gestore in via temporanea, mentre la gara per la concessione pubblicata lo scorso aprile non è ancora stata aggiudicata. È stato specificato che l’amministrazione comunale può sempre decidere di non procedere all’aggiudicazione definitiva, anche in presenza di un unico partecipante, purché sussista una motivazione solida e sopravvenuta. Fino all’aggiudicazione, infatti, l’unico partecipante non matura alcun diritto, neanche sotto il profilo dell’affidamento.

Per quanto riguarda le garanzie sulla effettiva disponibilità delle risorse economiche del proponente, Dentamaro ha precisato che non sono oggetto di questa fase preliminare, ma saranno richieste nelle fasi successive. Il proponente dovrà possedere i requisiti previsti dal Codice dei contratti pubblici per la finanza di progetto. Il piano economico-finanziario che accompagna il progetto dovrà essere asseverato e dimostrare l’effettiva copertura dei costi di realizzazione e gestione. In sede di gara sarà inoltre obbligatorio indicare un fatturato specifico congruo rispetto al valore della concessione. Anche per l’esecuzione del contratto, gli strumenti a tutela del corretto adempimento del concessionario sono quelli previsti dal Codice dei contratti pubblici. La durata dell’eventuale concessione sarà determinata in base al periodo necessario al recupero degli investimenti stimato dal Piano economico-finanziario.

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STADI DI BARI, STAMATTINA LA CONFERENZA DI SERVIZIO

Si è tenuta questa mattina la riunione di avvio della conferenza di servizi preliminare relativa alla proposta di riqualificazione degli stadi San Nicola e Della Vittoria pervenuta dalla società Stadio&Co.

Nel corso dell’incontro l’imprenditore del real estate Gregory Vaughn e Paola Leone, partner del progetto, hanno presentato l’idea progettuale, supportati dallo studio Chiomenti, per la parte legale, e da Deloitte, per il piano finanziario. Il progetto, che è finalizzato ad animare i due stadi non solo in occasione di eventi sportivi ma durante tutto l’anno, prevede l’ammodernamento dei due impianti sportivi.

I principali interventi immaginati per lo stadio San Nicola, già condivisi con lo studio di Renzo Piano attraverso lo studio Kundig, presente all’incontro,

riguardano l’eliminazione della pista d’atletica, l’estensione della copertura e l’abbassamento del livello del campo di calcio, che consentirebbe di aumentare i posti a sedere disponibili. Come specificato durante l’incontro, il San Nicola resterebbe la sede della squadra di calcio cittadina.

Per lo Stadio della Vittoria, invece, si propone di riqualificare la pista d’atletica e potenziare gli spazi utili alla pratica di altre discipline sportive, alcune delle quali già presenti al suo interno.

Per i proponenti si tratta di una proposta che tiene insieme la storia dei due stadi, e quindi la conservazione delle strutture portanti degli impianti, ed elementi di innovazione e modernità.

Infine, è stato specificato che l’investimento, pari a 248 milioni di euro, determinerebbe un significativo impatto sociale, con consistenti ricadute sull’economia locale e regionale.

Sono intervenuti all’incontro, oltre a Gregory Vaughn e Paola Leone per la Stadio&co., i rappresentanti di Deloitte e degli studi Chiomenti e Kundig, Regione Puglia, i direttori delle ripartizioni comunali IVOP, Culture e Sport, Servizi finanziari, Stazione unica appaltante assieme ad alcuni dirigenti, e i rappresentanti di ASL e altri enti interessati dalla conferenza di servizi.

L’iter parte dalla proposta. Il Comune convoca quindi la Conferenza di servizi preliminare, alla quale partecipano gli enti chiamati a pronunciarsi sulla fattibilità dell’intervento (l’incontro di oggi). Entro 15 giorni dalla ricezione della documentazione gli enti possono chiedere, una sola volta, eventuali integrazioni o chiarimenti.

La Conferenza di servizi deve concludersi entro 60 giorni dalla presentazione della proposta, individuando le condizioni necessarie per ottenere, nelle fasi successive, gli assensi sul progetto.

A valle della Conferenza, il proponente adegua la proposta alle indicazioni ricevute e il Comune procede eventualmente alla dichiarazione di pubblico interesse. Si passa quindi alla fase di evidenza pubblica, con procedura di gara.

Individuato l’aggiudicatario, si procede alla stipula della convenzione/concessione con il Comune, quindi alla progettazione esecutiva e all’avvio dei lavori.

Fonte Comune di Bari

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NON È SOLO UN DISGUIDO: IL BARI HA SMESSO DI GIOCARE QUANDO DOVEVA VINCERE

di Pierpaolo Paterno

Ridurre la sconfitta del Bari a Salerno al solo «disguido» tecnico-regolamentare legato al cambio Maggiore-Colangiuli significa fare un torto alla partita e, soprattutto, alla complessità dei suoi 95 minuti. Quell’episodio può certamente essere discusso, analizzato e contestato. Ma trasformarlo nella spiegazione della sconfitta significa fermarsi alla superficie e non interrogarsi sulle ragioni per cui il Bari, avanti di un gol, ha progressivamente smesso di essere padrone della partita fino a consegnarla alla Salernitana.

Il problema, prima ancora che tecnico, è stato di gestione. E anche di mentalità.

I numeri finali del possesso palla raccontano una partita nella quale la Salernitana ha progressivamente preso il controllo del confronto. Un dato che ridimensiona l’illusione di un Bari capace di condurre una gara di alto livello per tutta la sua durata. Il vantaggio ha prodotto una sorta di rendita: il Bari lo ha difeso per tutto il primo tempo, abbassandosi, aspettando, cercando nella ripartenza la soluzione per chiudere la partita.

Ma nella ripresa quella strategia ha iniziato a mostrare tutte le sue crepe.

Il gioco di rimessa, infatti, non ha prodotto praticamente nulla. E non poteva essere altrimenti. Il Bari non aveva davanti uomini sufficienti per attaccare gli spazi e trasformare il recupero palla in una reale minaccia. Con un solo attaccante di ruolo in campo, peraltro progressivamente braccato e fisicamente imbavagliato dai difensori granata, era difficile pensare di poter continuare a vivere sulle ripartenze. Le immagini di Butic stretto nella morsa dei difensori della Salernitana, con quelle mani in bocca e quelle marcature al limite, raccontano meglio di qualsiasi statistica quanto fosse diventato complicato per il centravanti biancorosso reggere da solo il peso offensivo della squadra. Ed è proprio qui che emerge il vero errore della panchina. Non serviva aspettare gli ultimi dieci minuti per intervenire. Serviva leggere prima ciò che stava accadendo sul campo.

Quando la Salernitana ha iniziato ad alzare baricentro, pressione e numero di uomini nella metà campo del Bari, la risposta avrebbe dovuto essere immediata: inserire una seconda punta e un centrocampista capace di dare ossigeno alla squadra, tenere più basso l’avversario attraverso la minaccia offensiva e provare a chiudere la partita lontano dalla propria area.

Invece il Bari ha temporeggiato.

E, soprattutto, ha scelto di arretrare ancora.

L’inserimento del quinto difensore, in quel momento della gara, appare più come una rinuncia preventiva a giocare che come una soluzione per vincere. Perché aggiungere un uomo dietro non significa automaticamente difendere meglio. Se la squadra non riesce più a uscire, perde metri, non tiene il pallone e concede all’avversario seconde e terze palle, cinque difensori diventano soltanto cinque uomini dentro l’area.

È un principio elementare del calcio: per difendere un vantaggio non basta aggiungere difensori. Bisogna continuare a rappresentare una minaccia.

La Salernitana lo ha capito. Il Bari no.

Cosmi, dall’altra parte, pur guidando una squadra apparsa a lungo inchiodata nelle gambe e nella testa, ha letto la partita. Ha aggiunto peso e uomini davanti proprio quando serviva aumentare la pressione. E alla fine la gara l’hanno risolta proprio i due innesti offensivi, quelli chiamati a dare profondità, fisicità e capacità di sfondamento.

Non è un dettaglio. È la differenza tra una panchina che reagisce agli eventi e una panchina che li anticipa.

Il Bari, invece, ha aspettato che la partita gli scivolasse dalle mani prima di provare a riprenderla. Ha difeso il vantaggio anziché cercare di difenderlo attraverso il gioco. Ha confuso prudenza con passività, densità difensiva con capacità di contenimento, possesso dell’area con controllo della partita.

E quando una squadra rinuncia progressivamente a giocare, prima o poi finisce per concedere all’avversario la possibilità di scegliere dove e come attaccare.

È questo il punto sul quale occorre interrogarsi. Non il singolo episodio del cambio, che può aver inciso, ma tutto ciò che lo ha preceduto.

Perché se l’ambizione è quella di essere grandi, non possono bastare il vantaggio iniziale, una buona organizzazione per un tempo e la speranza che l’avversario non trovi il modo di colpire. Una squadra che vuole vincere il campionato deve saper leggere le partite, modificarle, anticiparle. Deve avere coraggio nelle scelte e personalità nei momenti in cui la gara chiede qualcosa di diverso.

A Salerno è mancato tutto questo.

Il Bari non ha perso soltanto per un disguido tecnico-regolamentare. Ha perso perché, nel momento decisivo, ha smesso di comportarsi da squadra che vuole vincere e ha iniziato a comportarsi da squadra che vuole soltanto sopravvivere.

E per chi ambisce a essere grande, questi non sono dettagli. Sono errori marchiani.