Gaetano Auteri è intervenuto in conferenza on line alla vigilia di Bisceglie-Bari, ultima giornata del girone di andata.
“Nelle ultime due partite – il punto di partenza del mister biancorosso – abbiamo lasciato qualcosa per strada. Ora ripartiamo e vogliamo essere spietati. Dobbiamo essere perseveranti su quello che proponiamo. Cogliere anche i piccolissimi dettagli. Non mi piace appellarmi alla sorte. Ognuno raccoglie quello che si merita. Ci sono mancate alcune cose, abbiamo commesso degli errori. Non mi piace l’atteggiamento fatalista. Dobbiamo essere incazzati. Ci ribelliamo e lo faremo con tutte le nostre forze.
In meno di un mese, il Bari giocherà tre volte in casa e due fuori. Sulla carta, può essere il momento opportuno per avvicinare la vetta: “In teoria è così – dice Auteri – però le partite stringono. Le nostre partite sono tutte dei bivi. E dobbiamo prendere la strada della rincorsa. Siamo ad un crocevia per capire che strada prendere“.
Ciofani e DI Cesare sono squalificati. Celiento non è al top. Scatta l’ora di Andreoni dall’inizio: “Andreoni sta bene e a Bisceglie sarà in campo. Lo aspettiamo da tempo, ha impatto fisico e caratteristiche giuste. Celiento non sarà disponibile. Ci saranno Minelli e Perrotta. Sono tranquillo e sicuro perché, con Sabbione, danno certezze e sicurezze. Siamo pronti a fare tutto sul piano tattico. Parlo prima con i ragazzi. Possiamo interpretare la partita in diversi modi. Con perseveranza e determinazione. Ognuno è funzionale al progetto”.
“Ho sentito Maita – conclude Auteri – . Sta bene ma aspettiamo l’esito dei tamponi. E’ fermo da quasi 18 giorni. Mi auguro torni presto perché poi serviranno altri giorni per rimetterlo in sesto. Citro è disponibile. Per farlo giocare, deve uscire qualcun altro. Magari, a gara in corso il discorso cambia. Andreoni , ripeto, sta bene e partirà dall’inizio. Ne abbiamo bisogno. Sugli esterni dobbiamo fare bene, come deve fare bene tutta la squadra. Servono meno fatalismo e più determinazione. E ancora prestazione, equilibri, compattezza e pressione sugli avversari. Ho sentito Fascetti sui 113 anni del Bari. Mi auguro che la storia sia ancora più lunga e ricca di successi per altri tre secoli”.