BARI, IL TUO LIMITE E’ LA DISCONTINUITA’. COSI’ NESSUN OBIETTIVO E’ RAGGIUNGIBILE

Quando sembrava di essere usciti dal tunnel, si rispegne la luce. Dopo tre vittorie ed un pareggio, Massimo Carrera conosce il sapore amaro della prima sconfitta da allenatore del Bari. Un incidente di percorso, se ci limitassimo ad analizzare il breve tragitto col tecnico lombardo alla guida dei galletti. Una brutta coincidenza, se allargassimo l’esame all’intero campionato sin qui condotto dal Bari.
Lo stesso Bari incapace di dare continuità di prestazioni e risultati, inciampando spesso sulla classica buccia di banana. Della serie, non si spicca mai il volo nemmeno quando in apparenza sembra che ci si stia avviando al decollo. E così, capita che la squadra cinica e concreta di Castellammare di Stabia possa smarrire la bussola dopo appena quattro giorni sul campo amico del San Nicola al cospetto di un onesto – ma tutt’altro che irresistibile – Potenza. Senza nulla togliere ai meriti dei lucani di Gallo, ai quali va tributato un plauso per avere scritto la prima pagina felice della loro storia calcistica nel capoluogo pugliese.
Per la quinta volta in 27 partite giocate il Bari ci è ricascato. Una recidiva pericolosa che dipinge il quadro netto dal rendimento troppo altalenante per ambire a traguardi importanti. Per chi vuole vincere, la discontinuità costituisce un limite e non licenzia a pensare in grande. La prospettiva del rush finale – appena nove turni in cui i biancorossi affronteranno in trasferta match impegnativi a Terni, Catanzaro, Avellino e Torre del Greco – non può essere incoraggiante se il trend rimarrà questo. Alti e bassi che si avvicendano regolarmente e rivelano una fragilità caratteriale generalizzata all’interno di un gruppo già di per sé risicato nei numeri di calciatori a disposizione. La rosa ridotta all’osso amplifica e non ridimensione questo dettaglio. Dato che risalta maggiormente all’occhio quando – cioè purtroppo con puntualità – si deve fare i conti con espulsioni, diffide e squalifiche. Per non parlare delle indisponibilità legate ad infortuni importanti che priveranno il gruppo di almeno altre due pedine sino a fine corsa.
Apprezziamo il senso di responsabilità espresso da Carrera che, a caldo dopo la sconfitta col Potenza, ha ammesso le lacune della squadra in fatto di approccio alla partita, atteggiamento moscio e remissivo. Parole da leader che non accampa scusanti esterne (arbitraggio insufficiente, fattori di contesto …). Un po’ meno, accettiamo le dichiarazioni dei giocatori che rivendicano il valore “pedagogico” del passo falso di ieri. La lezione avrebbe dovuto essere stata imparata da tempo. L’ultima – giusto per citare quelle temporalmente più vicina – il 7 febbraio scorso nello schiaffo ricevuto sempre al San Nicola dalla Viterbese. Se si vuole dare una impennata a questa stagione, non c’è più tempo per apprendere e ripartire dagli errori.
L’unica scuola che produce profitto è quella del lavoro, dell’abnegazione, della personalità e della forza mentale e caratteriale. Se mancherà anche solo uno di questi ingredienti, già la partita di domenica prossima al Liberati si trasformerà nell’ennesimo boccone indigesto.

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