RUGBY / L’ULTIMO SALUTO A CLAUDIO BIANCHINI, BANDIERA DEL TIGRI BARI

Si sono svolti ieri al cimitero di Bari i funerali del 55enne Claudio Bianchini, presidente del Tigri Rugby Bari sconfitto dal Coronavirus nella giornata di venerdì. Nel rispetto delle norme Covid, una marea di ex giocatori, amici e attuali portacolori del sodalizio biancorosso ha dato l’ultimo saluto a quella che può a pieno titolo definirsi una bandiera della palla ovale barese e di tutto il movimento rugbistico dell’Italia meridionale. Giocatore sino all’età di 42 anni, Bianchini ha ricoperto diversi ruoli nel club della sua città: prima come allenatore e ultimamente come presidente.

Figura di spicco dello sport barese, Claudio Bianchini si è distinto sempre come uomo di altissimi valori morali sia in campo che nella vita. Questi alcuni dei commossi ricordi degli amici e rappresentanti delle Tigri Bari riportati stamattina sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno: “Sul campo, da tecnico mi ha insegnato i principi della palla ovale che ancora oggi metto in pratica nella vita. Ovvero, resilienza e capacità di rialzarsi dopo ogni sconfitta”, le parole del dirigente Carmine Volpetti. “Claudio – dice il vicepresidente Gennaro Totaro con la voce spezzata dal pianto – era famoso per le sue freddure spontanee. Ricordo un viaggio del 2001 con la moto in Turchia. Ci ritrovammo in un luridissimo ambulatorio, mentre mi suturavano il piede con trenta punti. Per sdrammatizzare, mi chiese candidamente <Vuoi qualcosa da mordere?>. Eravamo entrambi motociclisti, uniti nonostante scelte di vita diverse. Ho iniziato a giocare a rugby a 16 anni, lui ne aveva 15. Lo incontrai per strada e mi invitò ad andare al Bellavista per iniziare. Così è cominciata la nostra amicizia”.

 

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