FRATTALI – Ha alternato cose discrete ad altre da dimenticare. Portiere dal rendimento incostante, non affidabile per una squadra di vertice. VOTO 5.
DI CESARE – Il capitano triste di una zattera alla deriva. Tecnicamente superiore alla categoria, il tempo e l’età cominciano a fargli difetto. Esperienza barese al capolinea. VOTO 6.
CIOFANI – Stagione altalenante segnata da un grave infortunio. Lento e macchinoso nella manovra sia al centro che da esterno della difesa. Non mette a frutto l’esperienza e finisce nel tritacarne di un reparto male assortito. VOTO 5.
SABBIONE – Difensore di scarso valore, tecnicamente limitato e caratterialmente volubile. Sprazzi di buona volontà non lo salvano da un campionato del tutto insufficiente. VOTO 3.
PERROTTA – Ha sulla coscienza diversi gol al passivo della squadra. Utilizzabile in fase di spinta, in marcatura non ne azzecca una. Bilancio del tutto negativo. VOTO 3.
CELIENTO – All’inizio sembra la freccia necessaria per il turbo. Segna pure quattro gol, ma poi si perde strada facendo per via di un infortunio misterioso dal quale non se ne viene a capo. Rientra nel finale, ma ormai è tardi. VOTO 6.
ROLANDO – Doveva essere l’arma in più del mercato del gennaio. Si rivela un autogol pazzesco, offrendo prestazioni anonime ad altre – molto poche – appena più convincenti. Da rispedire al mittente. VOTO 4,5.
SARZI PUTTINI – Ragazzo volenteroso, si impegna come può ma non ha nelle gambe il sacro furore e i valori per una spinta di qualità. Giocatore nella media. Un altro mezzo flop del mercato invernale. VOTO 5.
MAITA – Sul piano tecnico il più dotato di un centrocampo senza idee. Quantomeno ci mette il cuore, ma non sempre basta. Si consola con un gol. Troppo poco come rendimento per un mediano del suo livello. VOTO 6.
DE RISIO – Utilizzato a mezzo servizio, quando c’è non fa la differenza. Calciatore di medio cabotaggio, non fa mai fare il salto di qualità. Tanta quantità, niente di più. VOTO 6.
LOLLO – Annata in chiaroscuro. Non ha le movenze e il ritmo per il torneo di C. Compassato, corre sempre a marce basse. Ennesimo buco nell’acqua di Romairone. VOTO 4,5.
SEMENZATO – Calciatore dilettante prestato ai prof. Di sicuro, uno degli anelli deboli della catena di esterni biancorossi. Elemento da salutare, senza rimpianti. VOTO 3.
MERCURIO – Lanciato nella mischia dal coraggio di Carrera, lo ripaga con un gol e alcune prestazioni di buon livello. Il ragazzo si farà. VOTO 6.
BIANCO – Ha fatto il suo tempo. Gli anni passano e le motivazioni sfumano. Contributo appena sufficiente, da non strapparsi i capelli. Un gol all’attivo e stop. VOTO 5.5.
ANDREONI – Arriva infortunato, continua ammaccato e conclude a mezzo servizio. Latitante per quasi tutto il torneo, da spina nel fianco delle difese avversarie si rivela un rinforzo mancato. Soldi sprecati. VOTO 5.
MARRAS – Una partita buona e cinque inguardabili. Lo salvano i sette centri complessivi, ma non garantisce l’affidabilità necessaria per una squadra vincente. VOTO 6.
D’URSI – A simpatia ci siamo. A voglia di lavorare pure. Sembra spiccare il volo, senza mai decollare per davvero. Otto gol in cassaforte gli meritano la sufficienza. VOTO 6.
ANTENUCCI – E’ il capocannoniere con 14 centri. Due rigori segnati e altri sbagliati. Da febbraio in poi stacca la spina. Ha numeri importanti, ma la benzina è finita. Se le motivazioni e le forze sono finite, una risorsa sulla quale fare delle riflessioni – anche dolorose – per il futuro. VOTO 6.
CANDELLONE – Oggetto misterioso del mercato estivo. Un attaccante che non fa l’attaccante. Zero marcature nel segno di un campionato inutile, come tutto il suo rendimento ridotto a qualche buona sponda per i compagni di reparto. Un addio senza rimpianti. VOTO 3.
CIANCI – La baresità in campo non compensa i gravi problemi fisici che lo attanagliano sin dal suo arrivo invernale. Un altro errore di valutazione dell’ex ds. Nonostante tutto, porta in dote 3 gol e l’attaccamento alla maglia. VOTO 6.
MARFELLA – Eterno secondo, disputa pochi minuti ufficiali. Meriterebbe più fiducia, quantomeno per la prospettiva anagrafica. VOTO 6.
CITRO – Suda per conquistare un posto da titolare. Lo ottiene part time e una volta trova pure la via del gol. Un grave infortunio manda in frantumi un anno horribilis. VOTO 6.
MINELLI – Sfortunato e con l’attenuante del blocco forzato per il Covid. Una stagione disgraziata, meriterebbe altre chance. VOTO 6.
AUTERI – Un andirivieni in panchina per il mister che non è in grado di dare alla squadra un’identità precisa e, soprattutto, una compattezza di spogliatoio. Avventato nella dichiarazioni post gara, accompagna il Bari alla deriva in un finale di stagione infame. Fermato dal Covid nella fase più delicata dell’andata. Non ci sono i presupposti per confermalo. VOTO 5.
CARRERA – Breve e improduttiva parentesi da intermezzo alla gestione Auteri. All’inizio sembra funzionare, ma poi si esaurisce in una bolla di sapone. Il gruppo gli sfugge di mano troppo presto, senza avere nemmeno il tempo di lavorarci su. S.V.
LUIGI DE LAURENTIIS – Si affida al ds Romairone delegandogli il potere di fare e disfare nel peggiore dei modi. Incompleta la formazione della squadra nella tarda estate, figlia di una rivoluzione sbagliata nella forma e nella sostanza. “Leggera” e approssimativa la gestione del mercato di gennaio. La riduzione degli ingaggi, la privazione di alcuni pezzi pregiati, l’assenza di un ds da febbraio in poi, la totale confusione nella gestione dei tecnici in panchina, la sensazione di un progetto costruito male e condotto peggio…Insomma, tanta roba per archiviare una stagione fallimentare che vedrà il Bari ripartire dalla C per il terzo anno consecutivo. Una sconfitta per tutti, tranne per i tifosi che hanno dovuto sopportare a distanza sofferenze e umiliazioni di cui avrebbero volentieri fatto a meno. Che si cambi registro, e in fretta. VOTO 5.