Una retrocessione annunciata. La serie C della Waterpolo Bari, prima volta per il sodalizio del presidente Merlini in questa categoria, è un danno per tutto il movimento pallanuotistico e sportivo della città di Bari.
“Il Covid, l’assenza di una piscina adeguata dove allenarsi per la pallanuoto e l’essere costretti a disputare un intero campionato in trasferta – attacca l’allenatore e dirigente dei reds Giovanni Tau – hanno pesato sull’esito del campionato. Al di là delle questioni tecniche, tattiche, di chi scende in acqua. Questo va evidenziato. Ad un certo punto, senza vasca, ti devi arrendere. Anche solo giocando almeno in casa, sarebbe andata diversamente. Spesso i nostri atleti erano assenti perché impossibilitati a spostarsi fuori casa per motivi di lavoro”.
“La cosa più grave è che questa retrocessione – continua Tau – è figlia anche delle istituzioni che ci hanno abbandonato. Di noi non si è interessato nessuno. La piscina grande indoor tornerà disponibile quando i piani economici interni lo permetteranno. Situazione che ad oggi non c’è, perché non abbiamo la certezza di non generare debiti per la gestione. Il giocattolo si è fermato col Covid e se non ripartono le attività di base non possiamo programmare nulla. Se tutto va bene, forse ripartiremo a settembre. Con le varianti del Covid siamo sempre sospesi ad un filo e i primi a pagare saremo noi degli sport minori. E siccome le istutizioni non ci aiutano, non comprendono che siamo un patrimonio da conservare, è tutto più difficile. In Puglia non abbiamo squadre sportive di eccellenza”.
Quello di Tau è un grido di allarme ma non di disperazione: “Abbiamo la coscienza più che a posto. A monte, avremmo anche potuto non iscriverci e rinunciare al campionato. Ma non lo abbiamo fatto perché crediamo e amiamo quello che facciamo. Non c’è nulla da rimproverare ai ragazzi”.
CI SIAMO SENTITI ABBANDONATI – Si torna sul banco degli imputati: “Ho scritto anche un messaggio di aiuto all’assessore Petruzzelli. Di questa nostra situazione – le parole sconsolare di Tau – il Comune, la Regione, la Federazione ed il Coni sono in parte responsabili. Abbiamo un impianto comunale chiuso a metà. In due anni, nessuno si è affacciato per capire il da farsi. La parte infrastrutturale è quella che è. La programmazione sportiva, dopo due anni di Covid, è bloccata. La vasca interna è svuotata e chiusa da un anno perché i costi di gestione sono elevatissimi e non ce li possiamo permettere. Ci auspicavamo un sostegno alla gestione. E a quest’ora avremmo un impianto in funzione e probabilmente preservato meglio tutto il movimento sportivo dell’indotto. A Bari c’è tanta miopia e paura di incorrere in procedure non proprio perfette. I dirigenti non si prendono le responsabilità. Qui si pensa solo allo sport di massa, ma della parte agonistica e di fare un progetto sportivo con una squadra che rappresenti la città in categorie importanti non se ne parla. In altri posti, non funziona così. La pallanuoto in A2 ti porta la Coppa Italia. Ma in C cosa ci porterà più? Con l’assenza di squadre di eccellenza viene meno tutto l’appeal. Il Comune, per esempio, potrebbe montare un impianto fisso a mare per fare giocare la pallanuoto. Questo sì che sarebbe valorizzare il lungomare”.
IL FUTURO – “Non è ancora tempo di bilanci – precisa Tau sulla sua pagina social – perché questa travagliata stagione non è ancora finita e anche se la retrocessione suona come una grave sconfitta della società maturata sul campo da un giovane e incolpevole gruppo, la verità è che probabilmente è l’ennesimo atto della profonda crisi del sistema sportivo locale accentuato dal periodo pandemico. Da domani saremo nuovamente lì, a lavorare, a sbagliare e a metterci la faccia fino alla fine, con la consapevolezza di farlo per il bene dello sport, quello vero, affinché possa continuare ad essere un riferimento concreto per i numerosi “malati” di questa disciplina”.
“Dai ragazzi – le dichiarazioni di Tau sulle pagine odierne de La Gazzetta del Mezzogiorno – ci aspettavamo molto di più. Su questo dovremo riflettere per capire come ripartire a settembre. Con la stessa squadra, l’11 e il 12 giocheremo a Siracusa le semifinali nazionali Under 18. Torniamo a casa consolati dalla bella notizia dell’Under 16 Francesco Sifanno convocato per l’Europeo Under 15 in Portogallo dal 4 all’11 luglio. A dimostrazione che anche in un momento di difficoltà estrema, abbiamo ancora le capacità per produrre qualcosa di buono”.