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CHIUSO IL MERCATO, POLITO TIRA LE SOMME: SIAMO TANTI, FORTI E MOTIVATI. ORA VINCIAMO QUESTA C E TENIAMOCI STRETTI LUIGI DE LAURENTIIS

Un fiume in piena, con la schiettezza che lo contraddistingue. Ciro Polito è il direttore sportivo ed il vero leader del Bari 21/22. L’uomo mercato scelto dalla proprietà per dare forma a quella che si spera sia la stagione del salto di categoria.

Queste le prime parole del dirigente campano di fronte alla folta platea di giornalisti nella conferenza stampa appena terminata al San Nicola: “Sono contento di tutto quello che ho ottenuto – dice Polito – . Il mister ha un modulo particolare ed il compito del direttore deve essere di scegliere l’allenatore e costruire i giocatori adatti al suo modo di fare giocare la squadra. Il ds bravo è quello che mette il vestito giusto alla squadra”. Parole sacrosante, che non fanno una grinza. Come l’onestà nel ricordare quanto successo domenica scorsa nell’esordio in campionato: “Siamo andati a Potenza con 13 giocatori. Ora invece abbiamo una rosa completa. Qua non ci sono titolari. Ogni volta che il quarto uomo alzerà il tabellone per annunciare un cambio del Bari, la gente dovrà dirsi ‘Madonna chi sta entrando!’. Eppure – sottolinea – col nome non si vince. Se uno ha giocato per anni in B e in A piuttosto che in C, una differenza sul piano tecnico ci sarà pure. Ma solo chi avrà fame farà la differenza. Anche un giocatore esperto può ancora avere fame. Nella vita bisogna avere le idee chiare su quello che si vuole ottenere e su ciò che piace fare. Vi posso garantire che nessuno dei calciatori presi ha un contratto pluriennale e ne ha fatto una questione di soldi. Si sono messi tutti in discussione. La voglia – assicura Polito – non gli manca. I cavalli si vedono all’arrivo. Ci vuole tempo per costruire un gruppo. Davide Di Gennaro, per esempio, se non avesse fatto cinque mesi a Cesena non lo avrei preso. Ha fatto cinque gol. Dal 30 maggio mi ha contattato, lui voleva il Bari a tutti i costi. Aveva possibilità di andare in giro, per divertirsi ancora. Mi ha aspettato fino all’ultimo. Voleva darsi delle chance per sentirsi importante e per raggiungere un obiettivo. Ora è tiratissimo, si è allenato tutti i giorni. Ha giocato a calcio vero, non è un pinco pallino qualunque. Mi ha detto: voglio venire a Bari, il resto non mi interessa. Lui può darci quello che serve. Insieme agli altri. Tutti hanno una storia. Io sono pure fatalista e su qualcuno sono convinto che dovesse andare così. I giocatori che sudano la maglia sono amati dai tifosi. Speriamo di essere riusciti a portare giocatori che possano dare soddisfazione a questa città”.

Il perché Mane e Mercurio sono stati ceduti in prestito al Napoli. Polito spiega i retroscena: “Neanche li conoscevo, la loro categoria è la Primavera. C’era il rischio che questi due ragazzini del 2003 andassero bruciati. Mane ha una struttura ibrida, un giocatore che si deve formare. Non mi costava niente tenerli. Tanto erano fuori lista. Non possiamo pensare a giovani da crescere se vogliamo fare un campionato di vertice. E’ andato a Napoli per crescere con ragazzi di pari età. Se avrà dimostrato di aver fatto bene, lo riprenderemo. La vita è fatta di step. Mercurio? Chiamate il procuratore per sapere la verità. Ho chiamato il ragazzo e gli ho detto che qua poteva stare. Gli ho chiesto cosa volesse fare. E’ come se fosse mio figlio. Per dieci giorni non si è allenato. Poteva fare un contratto a Firenze. Lui voleva giocare. Anche lui è andato via in prestito, ma ha fatto una scelta voluta da lui. Fare dieci presenze nel Bari in C che senso ha? In B, sarebbe stato diverso. Il prossimo anno, capiremo cosa fare. Ho accontentato una famiglia ed un ragazzo che aveva voglia di confrontarsi con un’altra realtà. Ad entrambi facciamo l’in bocca al lupo”.

Ancora il ds sul mercato: “Ci sono state delle trattative complesse. Gigliotti, per esempio, ho provato a prenderlo un mese fa. Ero fermo sulla mia offerta e da quella non mi scostavo. Al momento opportuno, all’ultimo ho ottenuto quello che volevo. Botta è stato il primo calciatore richiesto quando ancora ero all’Ascoli. L’ho aspettato e l’ho portato perché lo volevo a tutti i costi. Il mister dell’Ascoli non ha voluto definire lo scambio Lollo-Eramo. Ma era già chiusa. Sono contento lo stesso. Il campionato è lungo e il gruppo si compatterà con la disponibilità di tutti”.

Polito su De Risio, Semenzato e Bolzoni. Tre storie insolute e dolorose: “Davanti a delle opportunità migliorative hanno preferito non coglierle. Questo mi dispiace. Avrò tre giocatori fuori lista. Avevo un badget a disposizione, di B di medio alto livello, ho fatto in modo che tutto rientrasse. Mi dispiace che rimarranno fuori lista. Devi fare delle valutazioni. Quando ti rispondono picche, mi cadono le braccia. Ognuno fa le sue scelte. Ora ho altro a cui pensare”.

Ancora sulle risorse messe a disposizione: “Non siamo avventurieri. Il presidente mi ha messo a disposizione quello che è stato speso negli anni. Abbiamo un presidente con una passione ed un rispetto dei ruoli che vorrei conservare il più a lungo possibile. E’ mia bravura inventare, mantenere, pulire, spalmare senza essere mai messo nelle condizioni di non lavorare. Stiamo cercando di costruire un Bari vincente. Alla città chiediamo un sostegno, morale e di presenze allo stadio”. “Ho portato qui giocatori che conoscono la mia mentalità e che conosco sul piano umano e tecnico. Una partita si può sbagliare, l’uomo non può sbagliare. Le coppie di terzini sono fatalità. Belli è un ragazzo forte, di grande spinta. Lì volevo portare anche Pinna, ma il Cagliare non lo ha voluto dare. Dentro di me avevo sempre il pensiero di Pucino. L’ultimo giorno, dico la verità, gli ho fatto un discorso da fratello maggiore perché sapevo quanto guadagnava in B. Lì devi essere un ragazzo intelligente. All’ultimo ci ho provato e ora abbiamo una coppia di terzini di B. Idem per Giacomo Ricci, l’anno scorso protagonista a Venezia. Avevo già lo scambio Terrani-Baraye, ma Ricci era un chiodo fisso e con lui sono stato fortunato. Ho avuto la forza di portare l’operazione a compimento. La soddisfazione la vedremo sul campo”.

Tanti innesti. Mignani avrà l’imbarazzo della scelta: “La squadra titolare? Lo dirà il tempo. Dove cogli, cogli bene. Il titolare lo dice il momento. L’importante è avere due giocatori per ruolo e di un certo tipo. In attacco, Citro dice di avere fastidio e non gli puoi mettere fretta. Cancellare la rottura del crociato non è facile. Non lo voglio assillare. Paponi è un giocatore che con me ha fatto tanti gol e vinto. Sarà di supporto e avremo bisogno anche di lui. Sa stare in un gruppo importante. Ora abbiamo quattro punte”.

Sulla presa di posizione dei tifosi contro i De Laurentiis: “Sono basito dalla contestazione inaspettata. C’è stato sempre massimo silenzio. Avere una proprietà che non ti fa mancare niente, rende inattesa una presa di posizione così forte dei tifosi. Teniamoci stretta questa proprietà che investe e vuole portare il Bari dove merita”. Sul girone dei biancorossi e le possibili avversarie: “Ogni anno c’è qualcuno da battere. Ci sono squadre attrezzate, rinforzate, anche con dinamiche diverse. Il campo dirà chi è la più forte. Non mi preoccupo degli altri. Penso solo al Bari”.

“Io vado sempre in tribuna – fa sapere – perché ho un carattere e una figura che non mi consentono di mischiarmi nelle situazioni. In panchina c’è il mister. Sabbione? I calciatori possono piacere o meno. Io lo devo ringraziare pubblicamente. Avevo già fatto lo scambio col Pordenone, ma avevo chiesto di non dire niente. Un uccellino è passato e glielo ha detto. Poteva anche rifiutarsi di giocare. Lui invece ha dimostrato professionalità, facendo la sua partita. Ha salutato ed è andato via”.

Polito pensa a domenica: “Col Monterosi c’è poco da aspettarsi, ma solo da vincere la partita. Abbiamo tanti giocatori forti e possiamo subito dimostrare chi è il Bari. Dobbiamo vincere col Monterosi e vincere la C. Il minimo che si può in questo momento. Teniamoci stretto Luigi De Laurentiis, una persona presente e non ti fa mancare niente. Il Bari investe soldi, non ci possiamo lamentare. Adesso zitti, testa bassa e pedalare. Faccio in bocca al lupo al presidente”.

“Ho una credibilità da spendere – conclude Polito – e tante scelte sono state fatte per il rapporto col sottoscritto. Con Polito e a Bari si deve volere venire”. Mallamo è un tutto campista, già quando lo guardi ti fa simpatia. Mi ha aspettato sino alla fine e siamo riusciti a portarlo qua. C’è bisogno di tutti, anche dei giocatori rimasti”.

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