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VITA BIANCOROSSA: FRANCO CIRICI RACCONTA “L’ALTRA META’ DEL BARI”

Le storie, gli aneddoti e i retroscena di quarant’anni di Bari Calcio. Il tutto condensato nelle 130 pagine de “L’altra metà del Bari” (edizione GrafiSystem di Mimmo Di Marsico Libri), la prima fatica letteraria del noto giornalista barese Franco Cirici. Una vita accanto ai biancorossi, dentro e fuori campo, raccontata dalla penna sopraffina di uno dei migliori cronisti del capoluogo pugliese. Franco Cirici – 63 anni – è la firma di riferimento locale de “La Gazzetta dello Sport”, nonché cronista con alle spalle innumerevoli esperienze radio televisive: “In 24 capitoli – dice Cirici – presento altrettante storie di fatti veri, realmente accaduti, e di vita vissuta del Bari ricordando personaggi che hanno scritto la storia di questa società. Come i compianti Biagio Catalano, il Cavalier Nitti e lo storico magazziniere Ciccio Cavone. Ripercorro nel tempo i particolari e gli episodi simpatici e curiosi di tanti personaggi in quaranta anni di calcio a Bari”.
La suddivisione dei capitoli è organizzata proprio per aneddoti legati a questa o a quella figura: “La fonte degli avvenimenti descritti sono io stesso – continua l’autore del libro – . Ho messo in fila situazioni vissute e viste personalmente sul campo oppure narrate dai diretti interessati. Tutti eventi confinanti nella storia del Bari. ‘L’altra metà del Bari’ è – in sostanza – la storia che non si è mai potuta scrivere sui giornali”.
“Ho dedicato un capitolo al povero Klass Ingesson, piuttosto che a Fascetti che si mangia una carta da gioco francese con l’asso di cuori durante una partita notturna di burraco”, prosegue Cirici entrando nel merito della trattazione. “Il libro contiene foto e vignette. La copertina è disegnata da mia figlia Alessandra e le immagini interne sono opera dello studente barese Gabriele De Nicolò. In più, sono presenti scatti consegnati dai protagonisti, alcuni mai pubblicati”.
Da non perdere il retroscena del capitolo intitolato “Gli stranieri del Bari” relativo alla gara di Coppa Italia del 1984 tra Juventus e Bari, con i galletti di Bolchi (erano in C) che riuscirono ad imporsi per 2-1 a Torino nonostante le due categorie di differenza rispetto ai bianconeri: “Alla fine del primo tempo, Platini chiese a Boniek ‘Ma sai che non sapevo che il Bari avesse due stranieri in difesa?!’ In realtà, si riferiva a Giovanni Loseto e a Giorgio De Trizio che – per non farsi capire dagli attaccanti avversari – tra loro parlavano in dialetto barese. Per Platini, una lingua straniera. Alla gara di ritorno al Della Vittoria di fronte ad oltre 30mila spettatori, dedico il capitolo ‘Superpremio‘ col contributo di Totò Lopez. Era impossibile che il Bari di C eliminasse campioni del calibro di Platini, Boniek e Scirea. Lopez era il capitano di quella squadra ed era lui a concordare i premi partita col presidente Vincenzo Matarrese. Due giorni prima della sfida, andò scanzonato da un Matarrese incredulo per stabilire un premio di dieci milioni di lire a testa in caso di passaggio del turno. La gara terminò 2-2 con gol decisivo dello stesso Lopez e tutti i calciatori ottennero la cifra concordata. Il Bari si qualificò alle semifinali eliminando la Fiorentina”.
“Non volevo scrivere un libro – incalza Cirici – . Lo fanno in tanti e non intendevo rifare certe strade già battute da altri. Avevo appunti e moltissimi percorsi di vita con tanti amici. Li ho voluti narrare a modo mio mettendoli per iscritto nell’arco di un annetto. Devo dire che c’è una parte finale che mi piace molto. Si chiama ‘Quando’, una passerella finale in cui ritaglio con 25 ‘quando’ delle frasi per episodi che non meritavano un capitolo, ma delle pillole da conoscere. Tipo ‘Quando Fascetti dice a Ventola di togliersi i capelli davanti alla fronte altrimenti non sarebbe riuscito a colpire la palla di testa’. E tanto altro ancora, dagli anni ’70 sino alla stagione fallimentare del 2015″.
Il volume è in vendita da pochi giorni presso la libreria Feltrinelli di Bari e si acquista anche on line sui principali canali digitali al costo di dieci euro.

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