La conferenza stampa di Michele Mignani alla vigilia della partita di domani – 17.30 – contro la Vibonese: “Vogliamo ripartire alla grande – attacca l’allenatore del Bari – anche se il verbo ripartire non mi piace perché vuol dire che siamo incappati in alcuni indicenti. Questi non mancano, ma quello che non deve mancare è l’entusiasmo. Ci sono cadute e cadute, possono capitare. Non cancelliamo quanto di buono fatto questi due mesi. I dati più significativi contro la Juve Stabia è che non siamo stati pericolosi. Sono stato arrabbiato domenica scorsa e per tutta questa settimana. I dati che analizziamo alla fine di ogni partita cambiano in funzione di gara che si fa. Sei giorni fa abbiamo sempre avuto possesso palla, ma a livello globale la squadra sta bene. Qualche giocatore è un po’ più stanco di altro, ma in settimana lavoriamo per arrivare alla gara il più freschi possibile”.
Da dove si ricomincia cercando di capire qual è la vera identità del Bari: “Penso che Francavilla e Castellammare sono state due partite completamente diverse. Credo sia soprattutto motivo di testa. Sappiamo di essere forti, come quando uno si sente bello e non gli fanno i complimenti. O sei brutto, te lo dicono, e ci rimani male. Può accadere di incontrare delle difficoltà nel segnare o prendere gol. Non facciamoci prendere dall’ansia, perdere la testa. Io per primo. E poi i ragazzi. Dobbiamo scrollaci di dosso le ansie e le paure. L’obiettivo si raggiunge a fine aprile”.
Chance Di Gennaro dall’inizio? Mignani ci pensa: “Non ho grossi pensieri. Nelle prime giornate abbiamo cambiato tanto, andando a segno con grande frequenza. Di Gennaro è un potenziale importante titolare per questa squadra. Ma devo guardare l’equilibrio della squadra. Non si vince o perde in funzione di un singolo giocatore. Di Gennaro mi ha confermato che sta bene”. Quindi D’Errico, ultimamente in fase calante: “Come prima – aggiunge – non ragiono mai in funzione dei singolo. Ho tanti ottimi giocatori che devono mettersi a disposizione della squadra. D’Errico ha fatto intravedere a tratti le sue qualità. Ho tante alternative. Se non gioca è perché un compagno sta meglio, o in funzione dell’avversario. Quando alleni venti potenziali titolari, le scelte sono più difficili”.
La Vibonese di domani arriva da ultima della classa e dalla sconfitta di Catania nel recupero: “Tutte le gare hanno insidie. Se vediamo la classifica, sembra una partita dal risultato scontato. Ma non lo è. Questo dipenderà da noi, dalla nostra voglia e fame di vincere la partita. La Vibonese ha giocatori con caratteristiche di poterti metterti in difficoltà. Non so come imposterà la partita. Dobbiamo essere pronti a tutto. Ma a prescindere dall’avversario, abbiamo troppa necessità di di vincere”.
“Ci siamo calati nella mentalità della C – sgombra i dubbi il mister – e si può perdere un duello perché gli altri fanno meglio. Mi auguro di vedere un Bari che sta bene sul piano fisico. I test ci dicono che abbiamo una media di intensità superiore alle altre. Maita? L’ho sempre utilizzato, tranne domenica. Copre campo, ha fisicità. Sa giocare la palla e a me piace. Il Bari può sopperire anche alla sua assenza, avendo delle alternative. De Risio lo abbiamo integrato cercando di vederlo anche come difensore centrale. Può essere utile in tanti ruoli. E’ un centrocampista, un ragazzo serio. Si è sempre allenato da grande professionista. Se avrò bisogno, potrei utilizzarlo anche dietro. La classifica c’è. Come possiamo non avere entusiasmo. Abbiamo mantenuto grande equilibrio quando spingevamo forte, per lo meno io. E credo di averlo trasmesso alla squadra. In questo momento, ancora di più. La chiave è che ci sono grosse attese e quando sbagli una partita che sulla carta dovresti vincere, allora inconsciamente puoi perdere un pochino di certezze. Il percorso è lungo, ma se vogliamo raggiungere l’obiettivo dobbiamo dare continuità. Paponi? E’ pronto per giocare 90′. Mi spiace non dargli spazio. Per me è una certezza. Comunque domani dovremo fare punti e dovremo sfruttare l’opportunità al cento per cento”.