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BARI IRRICONOSCIBILE E IL MESSINA GLI STOPPA LA CORSA IN VETTA

Bari-Messina 1-2
BARI (4-3-1-2): Frattali; Pucino, Terranova, Gigliotti, Ricci; Maita, Maiello, D’Errico; Scavone (20′ st Galano); Antenucci, Cheddira (33′ st Simeri). A disp. Polverino, Plitko, Celiento, Di Cesare, Bianco, Citro, Misuraca, Mazzotta, Belli, Daddario. All. Mignani.
MESSINA (4-3-3): Lewandowski; Goncalves (46′ st Camilleri), Celic, Carillo, Trasciani, Russo (11′ st Statella), Rizzo, Fofana, Fazzi, Adorante (11′ st Piovaccari), Marginean (20′ st Konate). A disp. Caruso, Fantoni, Simonetti, Balde, Rondinella, Darmian, Angileri, Dipinto. All. Raciti.
ARBITRO: Ricci di Firenze.
NOTE: Spettatori 5.283 (430 abbonati); rec. 4′ st.
RETI: 10′ pt Terranova; 15′ pt Trasciani; 43′ st Goncalves.
di Pierpaolo Paterno
BARI – Un Bari irriconoscibile cede l’onore delle armi ad un Messina coriaceo e combattivo che mette al tappeto la capolista. Dopo 10 turni di imbattibilità (17 al San Nicola), i biancorossi conoscono una sconfitta amara. Diversi i passi indietro rispetto alle recenti prestazioni soprattutto sul piano del gioco. Una caduta generale che richiede un sereno ma doveroso esame di coscienza per capire cosa non ha funzionato. Lavoro necessario considerati i prossimi impegnativi incontri ravvicinati.
Formazione secondo programma. In porta, Frattali rientra dalla squalifica. Stessa sorte per Ricci che riprende il posto di terzino al posto di Mazzotta. In mezzo, confermati Terranova e Gigliotti. Centrocampo collaudato nelle ultime due uscite: Maita e D’Errico mezzale con Maiello play. Novità Scavone dietro le punte che restano i soliti Antenucci e Cheddira. Raciti schiera il Messina col 4-3-3 con Rizzi play ed il parmense Adorante unica punta.
Scarsa la risposta del pubblico (poco più di 4.000 biglietti emessi) che non ha dato seguito all’appello del presidente De Laurentiis. L’avvio del Messina è di personalità, ma a sbloccarla è Emanuele Terranova che – al 10′ dagli sviluppi di un corner di Maiello – vola più in alto di tutti e brucia Lewandowski. Rete spettacolare con tanto di corsa versa la panchina e abbraccio a Valerio Di Cesare. Gioia che dura poco. Sul taccuino una clamorosa ingenuità difensiva biancorossa, con la retroguardia addormentata (vero Pucino?) che permette ai giallorossi di pareggiare dopo appena 5′. Ancora un angolo e chiusura aerea facile di Trasciani. Pareggio che immette dosi di entusiasmo al Messina e cambia un po’ l’inerzia della partita. Il Bari sembra aver accusato il colpo. Il primo tempo scorre via, ma al 43′ arriva un sussulto del Bari. Pucino sprinta sulla destra e serve un assist al centro dell’area per Antenucci che inzucca e colpisce il palo pieno alla sinistra del portiere.
La ripresa riprende sulla falsa riga del primo tempo. Prima del quarto d’ora, nel Messina entrano Piovaccari e l’ex biancorosso Statella. Sul fronte opposto, Antenucci sbaglia un controllo a due passi dal portiere e manca il gol del 2-1. Mignani parlotta con il suo vice Vergassola. E finalmente scocca l’ora di Galano. Ingresso (al posto di uno spento Scavone) con ovazione del pubblico. La partita è complicata. L’inzuccata di Gigliotti da corner di D’Errico si spegne sulla traversa. Il Messina è del tutto barricato in difesa. L’occasione del 2-1 la spreca Cheddira al 31′ sparando centrale per l’intervento prodigioso di Lewandoswski. Finisce qui la partita dell’attaccante italo marocchino. Lo sostituisce Simeri. Il trend non cambia. Anzi, peggiora quando al 42′ il Messina sfrutta uno dei tanti errori in disimpegno (stavolta sbaglia Maita) che offre la ripartenza per Fofana: palla al centro per la chiusura vincente di Goncalves. E’ la mazzata che manda in archivio la contesa e frena la corsa in vetta del Bari. Sabato, nel derby a Monopoli, il registro dovrà cambiare.

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