post

BARI / IL 20 MARZO APRE IL NUOVO PARCO ROSSANI: TANTA BELLEZZA, MA NON BASTA

Domenica 20 marzo una porzione di Bari non sarà più la stessa. Il merito, è giusto riconoscerlo, sarà del Comune e dell’assessorato allo sport rappresentato da Pietro Petruzzelli. Un’area verde tra i quartieri Carrassi e Picone finalmente aperta ai baresi dopo diversi rinvii temporali.
In queste ore si stanno completando i lavori del viale esterno al parco. Definito questo ultimo dettaglio, si potrà dare vita all’inaugurazione che vedrà il prima linea assessore e sindaco Antonio Decaro. In questa porzione di bellezza urbana si potranno svolgere attività per tutto il giorno, oltre che usufruire di diverse aree destinate allo sport. Come la pool, la fossa per lo skate, il campo da basket, attrezzi ginnici e tanto spazio e aree verdi calpestabili: “Sarebbe bello avere il 20 marzo cittadini e associazioni pronte a organizzare attività e momenti aggregativi. Così organizziamo la giornata inaugurale con le tante realtà baresi vogliose di divertirsi tutte insieme”, le parole di Petruzzelli.
Questo è tanto, ma non è tutto. Perché qualcosa ancora resta da fare e da portare a compimento. Vedi, per esempio, lo stadio del Rugby a Catino, piuttosto che il nuovo campo sportivo tra Carbonara e Ceglie del Campo. Lo sblocco urgente dell’immobilismo che interessa da troppo tempo lo Stadio del nuoto. O ancora, allargandoci ai “massimi sistemi”, la risistemazione interna dello stadio San Nicola in fatto di messa a norma e adeguamento agli standard di un campionato superiore alla serie C e – perché no – rifacimento della tribuna stampa che accoglie decine di giornalisti per le partite interne della Ssc Bari. Gli stessi che, in condizioni meteo avverse come accaduto per esempio nell’ultima gara contro la Virtus Francavilla, hanno provato in qualche modo a lavorare in un contesto logistico a dir poco precario tra seggiolini sudici di sporcizia (quando ancora fissati al suolo), banchi di lavoro arrugginiti, acqua e vento abbattuti su device e alimentatori elettrici. Insomma, un quadro al limite di una città che legittimamente ambisce a diventare – e si sforza di farlo – un esempio trainante per lo sport della regione e del Sud Italia.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.