Sale la febbre in città per preparare la festa promozione dei biancorossi che potrebbe anche arrivare già domani nel derby contro la Fidelis Andria in programma al San Nicola alle ore 17.30. In caso di vittoria del Bari e di pareggio o sconfitta del Catanzaro a Castellammare di Stabia, la squadra di Mignani tornerebbe matematicamente in serie B con quattro giornate di anticipo dalla fine della regular season del girone C di Lega Pro. Un ritorno in cadetteria dopo quattro anni tra l’inferno dei Dilettanti ed il Purgatorio della Serie C.
Prosegue infatti a ritmo serrato la prevendita dei tagliandi per assistere alla partita contro i federiciani. Al termine della mattinata di oggi venduti circa 17.000 biglietti: si potrà acquistare sino a domani (10-30-14.30) alla porta 22 del San Nicola oppure sui punti vendita Ticketone.
Un entusiasmo contagiante che raggiunge pure mister Mignani e tutta la squadra. Tutti pronti a brindare insieme al pubblico delle grandi occasioni (attesi non meno di ventimila spettatori). Così il tecnico nel corso della conferenza stampa andata in scena poco fa al San Nicola: “Abbiamo iniziato un percorso dal ritiro, passato dal girone di andata e ora arriviamo quasi in fondo. Ad oggi – dice Mignani – ho la sensazione che abbiamo fatto un buon lavoro. Ma non è concluso. Perciò dobbiamo rimanere concentrati solo sulla partita di domani. Il campionato va chiuso nel migliore dei modi. Non è finito nulla. Ci servono ancora dei punti e non si può distogliere l’attenzione da altro”.
Per Mignani sarebbe la prima promozione in carriera: “Spero che venga un giorno per raccontarvi le emozioni. Oggi non ne provo. Sento solo la giusta carica per affrontare la partita di domani. Concentrato solo su questo, come i ragazzi”.
Domani ci sarà tanta gente allo stadio: “L’obiettivo della squadra era riavvicinare la gente. Questo passava dai risultati che, col lavoro, abbiamo ottenuto. Quello che la gente apprezza di questa squadra è il modo di affrontare le partite e di affrontare una maglia importante come quella del Bari”.
Il pericolo di abbassare la guardia contro una squadra di bassa classifica come la Fidelis: “Dipende dai punti di vista. Se perdi con Catanzaro, Palermo o Avellino ci sta. Se perdi con Messina o Campobasso no. Le insidie sono dietro l’angolo in tutte le partite. Passeggiate non esistono per nessuno. Vedi la Nazionale che ha perso una partita contro la Macedonia. Veniamo da partite fatte bene, ma non possiamo abbassare la guardia. La Fidelis è in salute, viene da risultati positivi. Anche con l’aiuto dei tifosi, vogliamo superare questo ostacolo guardando solo a noi stessi”.
La moderazione di Mignani è un punto di forza. Può condizionare il risultato del Catanzaro che giocherà prima? “Non lo so. A volte può essere uno stimolo. Altre una zavorra. Non guarderemo a quel risultato. Il traguardo lo vediamo, ma abbiamo bisogno di punti per tagliarlo. Gioia vicina o lontana, dobbiamo ancora raggiungerla. Siamo maturi e consapevoli di quello che ci rimane da fare. Stanotte voglio dormire tranquillo, sapendo che i ragazzi sanno bene cosa fare”.
Il 21 agosto si giocò con la Fidelis in Coppa: “Siamo partiti con delle difficoltà oggettive. Il nostro mercato è finito a campionato già iniziato. Più i problemi in ritiro, per il Covid. La squadra ha avuto più tempo per crescere. Con la forza del carattere, abbiamo sopperito concetti tattici raggiungendo un buon livello fisico, mentale e livello di gioco alla fine del girone di andata. Poi c’è stata la sosta. Rinvii e problemi di Covid. Qualche passaggio a vuoto. In quella situazione la squadra ha reagito tenendo duro nelle difficoltà. Le ultime partite ci hanno ridato quello che nelle ultime settimane avevamo smarrito”.
Migani è orgoglioso del suo Bari: “I ragazzi hanno sempre interpretato le partite con l’umiltà giusta, mettendo in campo approccio, agonismo, voglia di mettere sotto l’avversario oltre l’aspetto tecnico-tattico. Ho la fortuna di allenare tanti giocatori bravi. Il mio compito non si limita a fargli afre il gesto tecnico giusto, ma anche spronarli a dare il massimo. A volte, rendendosi antipatico. Altre, amico. Se riesco ad entrargli dentro posso ottenere qualcosa in più”.
In questo rientrano gli stimoli dei calciatori che hanno giocato meno: “Ho un gruppo di giocatori stimolati, pronti a dimostrarmi di volere giocare e farsi trovare pronti. Il merito dei ragazzi è sotto l’occhio di tutti, con partite decise da giocatori entrati in corso d’opera. E’ chiaro che chi domani non giocherà, non ci rimarrà bene. Ma purtroppo non posso fare giocare tutti. Qualcuno di sicuro non entrerà. Ci saranno altre occasioni”. In tal senso, le condizioni dei calciatori: “Botta non ci sarà – anticipa Mignani – . Qualcuno sta recuperando. Cercherò di mettere in campo chi è nelle condizioni migliori e se serve qualcuno che sta recuperando. Ma non metterò i ragazzi di giocare domani e stare fermi due, tre settimane”.
Le ormai note valutazioni di Mignani: “Un termine che mi piace. E’ la verità. Intorno a me c’è uno staff con cui confrontarmi quotidianamente. E’ giusto che mi confronti e condivida delle scelte. Quando hai la rosa ampia, fai più valutazioni allargate. Altrimenti, lo fai meno”.


