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ANALISI POST SPAL / ADEGUARSI AI “TEMPI” DELLA B MENTRE MAITA SARA’ OUT FINO AD OTTOBRE

di Pierpaolo Paterno

La notizia (brutta) del giorno si riferisce all’infortunio capitato ieri pomeriggio a Mattia Maita alla fine del primo tempo del match pareggiato 2-2 al San Nicola contro la Spal: nella caduta in seguito allo scontro con Meccariello, il centrocampista ha riportato una sublussazione alla spalla sinistra. I tempi di recupero si preannunciano mediamente lunghi, di sicuro di almeno tre settimane. Difficile rivedere il calciatore messinese in campo prima di ottobre. Assenza pesante nello scacchiere di mister Mignani che dovrà rinunciare ad uno degli elementi più in forma di questo avvio di stagione almeno per le prossime due trasferte di Cosenza e Cagliari. Una tegola da fronteggiare con soluzioni alternative che, almeno numericamente, non mancano. Il reparto di centrocampo è assortito e offre diverse varianti. Mallamo, D’Errico e Benedetti i nomi dei tre candidati pronti a rimpiazzare Maita seppure con caratteristiche e inclinazioni tattiche differenti.

ADEGUARSI AI “TEMPI” DELLA B – Ancor più di quelle contro Parma, Palermo e Perugia, la partita di ieri contro la Spal ha dimostrato e confermato che la serie B – rispetto al torneo di Lega Pro – segue tempi e velocità a cui devi adeguarti. Altrimenti, sei fuori e rischi di perdere tanti punti sul percorso. Così come sono rapidi i ritmi in campo, allo stesso modo serve una rapidità di lettura e intervento in panchina. Il tecnico estense Venturato, in 5′, ha cambiato interpreti e partita riportando l’equilibrio a suo favore in una gara che sembrava compromessa. Non altrettanto può dirsi per Mignani, poco tempestivo nel prendere decisioni di fronte all’evidente calo di pressione di Bellomo e Folorunsho (giusto per citare i primi due che vengono in mente).

“Ritardi” che – per onesta ammissione – lo stesso Mignani ha riconosciuto a fine gara. Questa è la lezione più importante imparata ieri: bisogna adeguarsi ai tempi di una serie B che non ammette troppi spazi di riflessione in corso d’opera. Anche perché questa è la fase della stagione in cui ci si può permettere di giocare spensierati (“A viso aperto” come detto dal mister a fine partita), senza assilli di classifica. Questo è il momento di raccogliere più punti possibili per stare tranquilli in futuro, quando i “calcoli” diventeranno preponderanti e gli argini di manovra in campo diminuiranno.

In tal senso si giustificano i tre gol a testa messi a segno in quattro partite da un sempre verde Mirco Antenucci e da un rigenerato Walid Cheddira (complimenti pure al preparatore D’Urbano e al suo staff), bomber più prolifici del campionato a parità di reti con lo spallino La Mantia, l’ascolano Caligara, il parmense Mihaila ed il ternano Favilli ed un tassello sotto il capocannoniere Gondo dell’Ascoli (4). Sommati ai due centri di Folorunsho (a segno a Perugia e a Parma), le otto marcature totali contribuiscono alla imbattibilità dei biancorossi – condivisa con Ascoli, Genoa e Parma – e al secondo migliore attacco del torneo cadetto, secondo solo a quello della capolista Reggina (10).

Bottino niente male se si pensa che dal calciomercato lo scorso 1 settembre sono pure arrivati gli attaccanti Salcedo (buono l’approccio nei minuti finali con la Spal) e Schiedler. Sull’operazione che ha portato a Bari il francese maturano alcune riflessioni a freddo. In particolare, sulla cifra sborsata dal club per assicurarsene le prestazioni dal Digione. Il suo cartellino è costato una cifra vicina ai 2 milioni di euro. Trattativa conclusa appena 2 minuti prima della chiusura della campagna trasferimenti. Questo lascia intuire che la punta centrale transalpina non fosse una prima scelta – se non tecnica – quantomeno economica. La sensazione è che sulla cifra finale abbia pesato – non poco – la commissione del procuratore. Per comprendere il ragionamento basta fare due semplici raffronti. I cartellini (da non confondere con i contratti) di Coda al Genoa e Lapadula al Cagliari sono costati entrambi 1,5 milioni di euro. Ci auguriamo che Schiedler valga tecnicamente quanto i pilastri di due della maggiori indiziate al salto in serie A. In questo confidiamo nel “fiuto” del ds Ciro Polito.

Il tutto, al netto dell’incognita Ceter, fuori forma dall’inizio della sua avventura in Puglia e chissà quando pronto per l’uso. E dell’assenza di un terzino di spinta alternativo a Ricci. Lacuna non colmata nel mercato che indurrà Mignani a scelte diverse (Mazzotta o Dorval). Resta sempre il mercato degli svincolati il cui ricorso costringerebbe tuttavia a dei “tagli” per riscrivere la lista dei calciatori effettivi.

Per completare l’analisi, resta comunque la positività di avvicinamento al torneo cadetto da parte di una squadra che – con sei punti all’attivo (migliore ruolino di marcia tra le neopromosse) – sta rispettando le aspettative iniziali di una stagione programmata – è bene ricordarlo – per conservare la categoria e non per vincerla.

foto nell’articolo Ssc Bari

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