ALLERTA MIGNANI: A VENEZIA GARA PROIBITIVA, MA SARA’ IL BARI DI SEMPRE

di Pierpaolo Paterno

BARI – Michele Mignani morde il freno e prova a gestire il crescente entusiasmo che ruota attorno al suo Bari, domani di scena al Penzo di Venezia per l’ottava giornata di B. Nella conferenza stampa pre gara, il tecnico analizza la situazione della squadra e dell’avversario, forte del primato in classifica conquistato – da imbattuto – dopo il roboante 6-2 rifilato sabato scorso al Brescia.

Domani si presenza un’altra gatta da pelare. Bari e Venezia sono due squadre dal gol facile. Ai sei del Bari al Brescia ha risposto il Venezia con quattro reti al Cagliari: “Il Venezia è una squadra forte – riconosce Mignani – l’anno scorso era in A e ha mantenuto dei giocatori di quella categoria. Lo metto al pari di Genoa e Cagliari. Non è partito benissimo, ma nell’ultima gara si è ripreso. Sta trovando una sua identità e compattezza, per cui non sarà semplice per noi. L’abbiamo preparata al meglio. Andiamo là a fare la nostra gara, cercando sempre di migliorare qualcosa”.

Piccola rivincita su Ivan Javorcic, attuale tecnico dei veneti e vittorioso contro il Bari nel precedente della Coppa di C sulla panchina del Sud Tirol: “L’anno scorso ha fatto un’impresa con la squadra che allenava. Viste le ultime prestazioni, il Venezia è una squadra in crescita. E’ un allenatore molto bravo, come ha fatto vedere l’anno scorso al Sud Tirol. Va affrontato con lo spirito giusto. L’ho affrontato più volte da avversario e non sempre le sue squadre erano uguali. Forse questo Venezia è diverso dal Sud Tirol. Questa settimana abbiamo guardato a quello che fa il Venezia e non quello che abbiamo visto l’anno scorso contro il Su Tirol in C”.

Potrebbe bastare un pari? Mignani non ci sta: “Siamo all’inizio della corsa. Mancano tante gare e ci aspettano ancora tante fughe. Domani, la mentalità deve essere la solita. Se pensiamo di pareggiare, la perdiamo. Non so nemmeno come si fa. La nostra idea è giocare sempre per vincere. Non è giusto fare altrimenti. Principio che vale sempre”.

L’insidia del crescente entusiasmo della piazza e nello spogliatoio. Il pensiero del tecnico: “Non vorrei l’entusiasmo diventasse un pericoloso. Meglio l’entusiasmo dell’euforia. E’ giusto che ci sia sempre. Si lavora meglio. Bari è una piazza che alza velocemente l’entusiasmo quando i risultati arrivano. Dobbiamo ragionare come abbiamo fatto a Parma la prima di campionato. Ogni settimana ci serve per migliorarci, pensando e noi e non guardando la classifica. Serve solo equilibrio”.

Idea Dorval anche a Venezia: “Per me sono tutti titolari. Ci sono tantissimi ballottaggi. Dorval ha dimostrato di poter stare in questo gruppo. Lo ha dimostrato domenica. Ognuno dei 28 giocatori a disposizione meriterebbe di giocare e penso che in una partita fatta bene collettivamente ci starebbe bene chiunque”.

Una riflessione sull’organizzazione tattica del suo Bari: “Quello che avete visto quest’anno, come interpretazione dei movimenti e della fase offensiva, sia molto simile alle richieste dell’anno scorso. La differenza è nello spazio che trovi. Molto dipende dalle squadre che affronti. Siamo sempre il Bari come l’anno scorso, ma affrontiamo squadre diverse che – come il Venezia – vengono per esempio dalla serie A e vogliono giocarsi la partita. Domani non siamo all’ultima di campionato. Sbaglieremmo a pensare che sarà facile vincere. Anzi, sarà proibitiva. Difficilissima”.

“Di settimana in settimana – continua Mignani – farò sempre le stesse valutazioni in base a ciò che ognuno può dare. Se Cheddira andrà al Mondiale, allora ci porremo il problema del sostituto. Botta o Bellomo? Non esiste un dualismo. Il match di domani si adatta a tutti e due”. Senza dimenticare i colossi di centrocampo Maita, Maiello e Folorunsho: “Mi viene voglia di nominare anche Mallamo, D’Errico e Benedetti. Quelli che non giocano e stanno in condizioni strepitose. Tutti stanno bene e meriterebbero di giocare”. “Il percorso è molto lungo – conclude Mignani – . Questa B è terribile. Puoi vincere o perdere contro chiunque”.

 

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