Nella linea verde del nuovo Bari, Davide Colangiuli è il volto più bello della serata contro la Cavese. Non soltanto perché il suo nome è finito sul tabellino dei marcatori, ma perché quel gol racconta una storia che parte da lontano, dalle strade del quartiere Libertà e da un sogno coltivato fin da bambino: segnare con la maglia della squadra della propria città.
Contro la Cavese è successo davvero. Il primo centro con il Bari ha avuto il sapore di una promessa mantenuta, di quelle che un ragazzo immagina per anni e che, quando finalmente diventano realtà, sembrano quasi troppo belle per essere vere. «È stato bellissimo. Un sogno coltivato da quando sono nato», racconta Colangiuli. Poche parole, ma sufficienti per spiegare quanto quel momento abbia significato per lui.
E poi c’era la famiglia, lì a condividere un’emozione impossibile da replicare. Segnare per il Bari è già qualcosa di speciale per chi è nato e cresciuto a Bari; farlo davanti alle persone più care rende tutto ancora più intenso. «Farlo davanti alla mia famiglia è un’emozione grandissima», confessa il giovane biancorosso.
La corsa verso la panchina è diventata allora la fotografia più autentica della serata. Nessuna celebrazione studiata, nessuna posa: soltanto lacrime, emozione e il bisogno di condividere quel gol con chi gli ha permesso di arrivare fin lì. «Sono corso in lacrime verso la panchina e dal mister che mi ha dato fiducia». In quel gesto c’è anche il riconoscimento verso chi ha deciso di puntare su di lui.
Il gol di Colangiuli, quindi, vale doppio. Vale per la partita, perché contribuisce a costruire il 3-0 alla Cavese, ma vale soprattutto per il percorso di un ragazzo che rappresenta perfettamente l’idea di un Bari nuovo: giovane, affamato e con radici profonde nel territorio. La linea verde non è più soltanto una necessità o una scelta progettuale. Può diventare una delle risorse più preziose della squadra.
Colangiuli ha appena aperto una porta che potrebbe condurlo molto lontano. Il primo gol con il Bari resterà per sempre, perché certe reti non hanno bisogno di essere contate: si ricordano. E quella di avantieri appartiene già alla memoria del ragazzo del Libertà che ha realizzato il sogno di una vita con la maglia della sua città.