di Pierpaolo Paterno
La sosta di una settimana che seguirà l’impegno di sabato prossimo al San Nicola contro il Sudtirol cadrà a proposito. E’ giunto forse il tempo di rifiatare per il Bari di Michele Mignani che dopo la partenza a razzo sta conoscendo una leggera fase di rallentamento, o quantomeno di incostanza di rendimento. Il riscontro chiama in causa sia i risultati che le prestazioni. Dalla vittoria di Venezia in poi, la squadra non ha convinto né contro l’Ascoli né a Benevento. Così come parzialmente a Parma in Coppa e a Frosinone di nuovo in regular season. Meglio con la Ternana, nonostante il pareggio finale con diverse recriminazioni a margine.
Nei fatti, un’altalena di alti e bassi nella tenuta globale del gruppo che ieri a Benevento ha manifestato probabilmente il primo vero affanno dallo start. Non una debacle, ci mancherebbe. Forse, una fisiologica flessione che restituisce i biancorossi alla loro dimensione: al momento non ancora eccellente, pur tuttavia buona e di prospettiva.
Per la prima volta in questo campionato, in Campania si è visto un Bari col fiato corto e a corto di idee. Gioco di parole per dire che qualcosa andrebbe ripreso sul piano della preparazione (in questo, come anticipato, la sosta prima di Como giunge ad hoc) e di alcuni accorgimenti tattici (assetto assolutamente da rivedere sulle palle inattive).
Fatte salve tutte le premesse e le considerazioni a tergo, il punto raccolto a Benevento è molto prezioso e va accettato di buon grado come sottolineato da mister Mignani a fine gara. Uscire indenni, seppure con gol in rimonta su rigore ma segnato dal redivivo Cheddira (stavolta il var gioca a favore), deve rappresentare il vero segnale incoraggiante – insieme all’ormai consueto massiccio seguito di tifosi – di un fine settimana non proprio entusiasmante.
foto Lollino
