di Pierpaolo Paterno
BARI – Emozionato, ma con lo sguardo e l’atteggiamento sereno di sempre. E’ la forza di Walid Cheddira, attaccante biancorosso freschissimo della convocazione con la Nazionale del Marocco ai prossimi Mondiali di calcio in Qatar.
Il bomber del Bari, capocannoniere della serie B con 9 gol all’attivo in 12 giornate (14 in tutto compresi i centri in Coppa), si è concesso ai microfoni dei giornalisti nel corso di una conferenza stampa “celebrativa” svoltasi questo pomeriggio, a poche ore dalla notizia ufficiale: “E’ un’emozione unica – attacca il calciatore italo marocchino – perché è il sogno di ogni bambino quando inizia a giocare a calcio quello di arrivare ad un Mondiale. E’ un grandissimo onore. Un’emozione strepitosa poter rappresentare la propria nazione in una competizione così importante”.
Un traguardo raggiunto in una piazza prestigiosa come Bari: “E’ stato fondamentale. Partire così forte in una piazza come Bari ha ampliato quello che ho fatto. Sono contento così”. Una escalation, dalla C al Mondiale, che sembra un sogno: “Tutto questo non è frutto del caso, perché dietro ci sono anni di sacrifici e di lavoro. So benissimo quello che ho passato per arrivare sino a qua. Sono consapevole del sogno che sto vivendo. All’inizio della stagione non avrei mai pensato di arrivare così in alto. Ma visti i risultati, è giusto. Dove arriverò non lo so. Credo di essere solo al punto di partenza”.
Dopo Rachid Neqrouz, Cheddira è il secondo marocchino tesserato nella storia del Bari ad indossare la maglia della sua nazionale: “Lo conosco bene – dice Walid – e sapevo che aveva fatto molto bene in questa città. Mi ha mandato dei messaggi. Una persona per bene. Della convocazione l’ho saputo in tv. Non sapevo nulla, sino all’annuncio. Ero a casa con Folorunsho ed un amico”. Quindi il brivido sulla pelle: “Mi guardo sempre dietro per vedere da dove vengo per non cadere nel rischio di fare il fenomeno. Sono sempre lo stesso, umile e con voglia di lavorare e migliorare ancora tanto”.
Col Sudtirol all’orizzonte, quello col calcio è un affare di famiglia: “Si – dice – anche mio fratello gioca a calcio e siamo molto impegnati in questo. Ora c’è il Sudtirol, una squadra tosta e rocciosa. Li affronteremo al meglio”.
Poi si volerà nello spogliatoio del Marocco: “Sono persone fantastiche, bravissimi ragazzi, che difendono i colori del Marocco. Mi hanno fatto sentire bene da subito. Di fronte ci saranno i vice campioni del Mondo della Croazia. Tutte le gare sono difficili, ma secondo me la più difficile – oltre ad essere la prima – sarà quella contro il forte Belgio”.
L’ultimo pensiero è ai compagni del Bari: “Sono molto contenti, e questa convocazione è anche merito loro. Senza di loro, i miei risultati non potevano venire. Mister Mignani ha avuto la sua parte. Mi ha sempre dato quella fiducia che ti fa dare qualcosa in più. Credo di averla ripagata”.