di Pierpaolo Paterno
BARI – Elia Caprile, muro biancorosso oggi in conferenza stampa: “La parata più difficile contro il Modena – le parole del calciatore classe 2001 – è stata su colpo di testa di Falcinelli. Come gesto tecnico è la migliore. Poi, per fortuna ne ho fatte altre e diverse”.
Secondo posto all’orizzonte. Caprile ha le idee sull’argomento: “Non è un obbligo, ma come squadra puntiamo a vincere. Se vinciamo a Reggio Calabria saliamo in seconda posizione. Un traguardo che ci stuzzica. Cercheremo di fare del nostro meglio e di portarla a casa”. Caprile è il portiere del momento. Arrivato in Under 21, per lui si aprono scenari importanti sul piano professionale: “Non so se sono pronto per giocare in A. La B è diversa dalla C e quando mi sono affacciato all’attuale campionato avevo normali dubbi su come lo avrei affrontato. Ma non sulle mie possibilità. Conosco quanto sto lavorando e sono sicuro che con l’impegno si raggiungono sempre de risultati. Per far sì che io sia pronto per affrontare la serie A”.
“Non mi è mai piaciuto prendere gol – continua Caprile – . Non era per esempio l’epilogo che speravo col Modena. Da inizio stagione stiamo subendo meno gol e questo è frutto del lavoro di squadra. Sono consapevole che ci sono treni che passano una volta sola. Il mio nome è accostato a tante squadre, ma di concreto non c’è nulla. Fino a giugno, i tifosi baresi e il Bari mi dovranno sopportare”. Il rapporto con Polito: “A lui devo tanto, l’unico che realmente ha creduto in me questa estate. Tra noi si è creato un bel rapporto. Potrei essere suo figlio. Mi aiuta a tenere i piedi per terra, mi da consigli, nel rispetto dei ruoli”.
Quest’anno ha parato anche due rigori: “Ho tutto da migliorare. Non sono fatto e finito e posso migliorare sotto tutti gli aspetti – riconosce – . Non sono perfetto. C’è tanto altro da fare ancora. Sui rigori, c’è tanto studio. Come gruppo del Bari lo facciamo. Ormai è un dato di fatto. A chi mi ispiro? Il portiere della Croazia. Il mio idolo è Gigi Buffon”.
L’intervento più bello di tutta la stagione: “Quello che mi ha sorpreso di più? Il rigore di Cerri a Como. Ho sentito la palla toccare la mia mano e ho visto che il pallone era fuori dalla porta. A Reggio mi aspetto una gara bella e intensa. Anche perché c’è il gemellaggio tra le tifoserie. Non vedo l’ora che arrivi sabato”.
“Qualcuno – rivela – mi ha chiamato fenomeno, ma scherzando. Sanno che non mi monto la testa. Stop”. “Il vero portiere – conclude – si vede da come reagisce agli errori e non da quanti errori commette. Sono una persona umile, valore trasmesso di miei genitori. Devo dare sicurezza ai miei compagni anche se sono il più giovane in campo. Davanti a me gioca Valerio D’ Cesare, poi Vicari. Tutta gente esperta. Io cerco solo di dargli una mano”.
credit foto nell’articolo Ssc Bari
