di Pierpaolo Paterno
BARI – Penultimo atto di andata per il Bari di Mignani che domani sera – 20.30 – giocherà al Granillo in casa della Reggina seconda della classe. Una trasferta tra altolocate della B, con i biancorossi terzi della classe a meno tre dai calabresi di Inzaghi. Quella di domani sarà la 21ma sfida in Calabria tra le due squadre, con i pugliesi che portano in dote tre vittorie (l’ultima in C il 4 aprile 1976), otto pareggi e nove sconfitte.
Un trend da invertire, magari a partire da domani. Il pensiero del mister biancorosso nella conferenza stampa alla vigilia del match: “La Reggina cercherà di vincere. Non è una squadra che specula, ma ha la mentalità vincente. Mi aspetto una Reggina che farà di tutto per vincere la partita. Come è normale che sia”.
Caprile, Folorusnho e Salcedo chiamati da Mancini per uno stage con la Nazionale azzurra. La gratificazione del tecnico: “Per noi è una soddisfazione perché parliamo di giocatori di valore. Non li scopriamo noi. Noi li abbiamo voluti e gli abbiamo dato fiducia. E’ stato merito loro, col lavoro e l’impegno, meritarsi la convocazione in Nazionale. Tutto merito del loro lavoro. Noi siamo felici per questo”.
Nel suo Bari, tanta gente giovane che arriva in un organico di esperienza: “Se sono arrivati a Bari è perché qualcosa avevano. Per qualcuno c’è stato da buttare giù qualche boccone amaro, aspettando il momento giusto per giocare. Alleno un gruppo che esprime buoni valori individuali che aumentano quello collettivo della squadra”.
“La partita di Reggio – continua Mignani – non darà indicazioni particolari. Siamo alla fine del girone di andata. Vorrei tanto sperare che questa classifica duri sino alla fine dell’anno. Non pensiamo a quello che sarà alla fine. Sino all’ultimo ci sarà una classifica cortissima. La quota promozione è più bassa e quella salvezza più alta rispetto al passato. Fare un punto significa muovere la classifica e fermare gli altri. Sarà una sfida particolare perché è sentita dalle due tifoserie amiche. Ma oltre no. Ogni partita è difficilissima. Poi ci sarà il mercato di mezzo che potrà ribaltare tante situazioni. Non è corretto proiettarsi con gli obiettivi oltre Reggina e Genoa”.
Gli aggiustamenti tattici di Mignani dopo la partenza di Cheddira per il Mondiale hanno prodotto buoni risultati. Il tecnico spiega le soluzioni: “E’ troppo semplice compiacersi quando una scelta porta ad un risultato. Credo tuttavia che la squadra sia sempre la stessa. Non è cambiato tantissimo, tranne la posizione di un elemento e l’inserimento di un altro. Magari ci fossero soluzioni che fanno vincere sempre. L’importante è non farsi condizionare dal risultato. Dobbiamo trovare soluzioni quando la squadra incontra delle difficoltà”.
L’idea di agganciare il secondo posto è stuzzicante. Non proprio per Mignani: “Non lo abbiamo e non lo dobbiamo avere come pensiero. Pensiamo solo alla partita con la Reggina e poi col Genoa. Speriamo di approfittare della Reggina, anche se sarà un’impresa epica. Almeno cercare di non perdere. Impossibile ragionare sulla lunga distanza. Abbiamo dato fastidio a tutti e questo è l’obiettivo che abbiamo raggiunto sino ad oggi. Ma oggi non finisce il campionato”.
La squalifica di Maiello induce a delle opzioni a centrocampo: “Maita, Mallamo più un Bellomo che può fare tutti i ruoli. Queste le alternative per sostituire Maiello a Reggio”. Ed in difesa, considerando lo stato di forma di Dorval che nelle ultime partite ha preso il posto dell’infortunato Ricci: “Loro giocano con due attacanti esterni e larghi. Dovremo porre attenzione, perché coprire le corsie esterne può liberare le vie centrali. Hanno una punta centrale che svaria molto. Sappiamo che la Reggina è pericolosa portando in zona offensiva anche centrocampisti e difensori. Una squadra che corre. Servirà molta attenzione in fatto di non possesso, cercando percò anche di fargli male”.
Al di là degli uomini, conterà l’aspetto e la capacità di non mollare mai anche di fronte alle avversità: “Una delle nostre caratteristiche è rimanere sempre aggrappati alla partita. Tante ne abbiamo recuperate. Una dote dei miei ragazzi, una forza caratteriale unita ad una buona condizione fisica e al fatto che sotto l’aspetto dell’organizzazione si oppone almeno alla pari con gli avversari”.
La conclusione sugli incroci personali da allenatore in campo con Inzaghi: “Forse ci ho giocato contro il B quando lui era a Verona. Viveva per il gol, ti castigava se gli concedevi mezzo centimetro. Da allenatore, rivedo in lui lo stesso spirito di fare male all’avversario. Sarà un piacere incontrarlo”.