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BARI, IL COMANDAMENTO DI POLITO: IN ALTO SI ARRIVA COI FATTI, DAREMO LA VITA PER VINCERE

di Pierpaolo Paterno
BARI – Primissimo pomeriggio in compagnia del ds biancorosso Ciro Polito. Un’occasione per analizzare il momento del Bari e fare il punto della situazione a dieci giorni dalla chiusura del calciomercato di gennaio. Tempo necessario per chiedere al dirigente napoletano in che misura si può scorgere l’impalcatura tecnica per un futuro importante. Polito dice la sua: “Il Bari ha un giusto mix di giocatori giovani ed esperti. C’è una base per costruire un futuro. Sono arrivati giovani da categorie inferiori. Bisogna crederci. Il tempo dirà chi saremo”.
Piccola puntata sulla vicenda Portanova che ha scatenato la reazione avversa della piazza quando accostato al Bari: “Nella vita non giudico – dice Polito- . In Italia, bisogna dare delle possibilità alle persone che sono cittadini liberi. Qualora un giocatore avesse commesso un reato già definitivo, non l’avrei mai considerato. Ho pensato fosse forte e che potesse fare al caso del Bari. C’è stata solo una chiacchierata, non contratti portati a termine. Uscito il nome, c’è stata una grande criticità. Che io ho rispettato. Ma voglio che sappiate che quello che faccio è sempre per il bene del Bari, mai per me stesso. Noi viviamo di calcio, in un mondo dove bisogna rispettare tutto e tutti. Non faccio l’avvocato di Portanova. Se ha sbagliato, pagherà. Ho pensato a fare altro”.
Sul capitolo relativo alle risorse messe a disposizione dalla società, Polito alza il muro: “Le risorse non sono importanti. Contano gli uomini che arrivano. Gennaio è un mercato di opportunità. Il Bari è sempre lo stesso, non è stato smantellato. Serviva una mezzala per numero. Con l’infortunio di Ceter, ho voluto cautelarmi. Il livello dei calciatori è medio, ma quello economico troppo alto in proporzione. Qui si è fatto un lavoro certosino. Il mio calcio non è fatto di nomi. Cerco di lavorare sulle qualità dei calciatori, sulle conoscenze. Il mercato di gennaio è per chi è in difficoltà. Valoti? Ci sono stato sempre sopra. Ho pensato che giocatori in esubero andassero sistemati. Come Scavone. Sono arrivati giocatori duttili e utili al modulo del mister. Si è attinto dalla C, qualche ragazzino che può venire fuori. Siamo una squadra molto umile. Cheddira ha un contratto e tutti ce l’hanno richiesto. Scheidler non si è espresso al massimo, ma ha giocato poco. Davanti ha un Cheddira devastante. Un po’ di fiducia l’ha persa, ma io credo che verrà fuori. Un giusto investimento per la B. Il tempo dirà”.
Adeguamento dell’ingaggio di Cheddira. Appunto: “E’ rimasto con noi e ha un contratto col Bari per altri due anni. E’ tranquilissimo e vuole andare avanti col Bari. Più avanti vedremo”. C’è l’altro gioiello Caprile, altro nome forte accostato ai club di serie A: “Parliamo di qualcosa che non c’è. La volontà di Cheddira – insiste – è rimanere a Bari. Poi, se arrivano sette squadre di A come puoi trattenerlo e non assecondare il suo sogno e la sua ambizione personale? Anche per Caprile, non penso al futuro ma al momento. Sono concentrato sulla sfida di domenica contro il Cosenza. In fondo, tireremo la linea. Se li venderemo, qualcosa entrerà nelle casse della società. Poi si rinveste per riportare giocatori per un Bari sempre più forte. Può succedere, poi, che ci andiamo noi in serie A. Mai dire mai nella vita”.
Certosino il lavoro sui giocatori in esubero e fuori dal progetto tecnico di Mignani. Buono anche l’operato su chi è arrivato. Si può alzare il mirino? “Penso che ciò che stiamo facendo è sotto gli occhi di tutti. A Mignani ho poco da recriminare. Siamo una neopromossa. Il materiale c’è. Bisogna battere partita per partita. Se rimarremo tra i primi otto posto, vuol dire che avremo fatto qualcosa di incredibile. Cerchiamo di restare uniti e di non creare apprensioni. Sono arrivati giocatori che hanno alzato, sulla carta, il livello della competizione. Poi, è sempre il campo a dire l’ultima parola. Vi chiedo solo di starci vicino”.
“Non giochiamo per perdere – continua Polito – . Se volete sentire dire che vogliamo andare in serie A, vi accontento e ve lo dico. Non vi basta mai quello che abbiamo. Salcedo è andato via perché da lui mi aspettavo di più. Abbiamo sette attaccanti. C’è un equilibrio da rispettare. Sono molto attento a questo. Cerco di fare fatti. Non illudo la gente. In alto si arriva con i fatti, non con le chiacchiere. In ogni partita daremo la vita per vincere“, promette Polito.
Sulla posizione di Folorunsho: “E’ un giocatore voluto fortemente. Un arma in più del Bari. Vedremo se acquistarlo. Ora ce lo godiamo e ce lo teniamo”. E sul prolungamento contrattuale di Di Cesare e la mancata partenza di Galano: “Di Cesare è l’incarnazione del Bari, dalla D ad oggi. Per quello che sta facendo, merita di finire la carriera qua. Quello che fa in campo è straordinario. Sarebbe comunque rimasto nei ranghi della società. Quando finirà, farà altro con noi. Galano? Era in partenza, però non ci sono state situazioni a lui favorevoli. Non è fuori lista”.
Due parole su Sebastiano Esposito. Un debutto importante: “E’ un giocatore che per qualche errore si porta dietro un’etichetta. Prima di prenderlo è stato qua, nei miei uffici. Qui non c’è spazio per le teste calde. Errori ne ha fatti. Però, con lui ho parlato come sono abituato. Il gol a Ferrara è solo un biglietto di presentazione. Extra campo non ho problemi. Lui sa bene come sono fatto”. 
L’arrivo di Sarri: “Volevo dare spazio a Polverino e quando ho trovato la squadra per farlo, è stato fatto. Sarri lo avevo già visto l’anno scorso. Vedremo quello che succede”. “Il calcio – si avvia alla conclusione – non è come prima. Vedi i social. Prima c’era più gente di personalità. Oggi qualcuno si specchia di più. Il mercato, però, è sempre lo stesso. Anzi, si è alzato troppo a livello economico e non c’è corrispondenza di valori”.
I retroscena delle ultime cinque ore allo Sheraton di Milano: “In quel finale di mercato spuntano nomi non veri. In verità – confessa – avevo chiuso con Mastinu. Ma per motivi familiari ha preferito continuare col Pisa. Ho preso Morachioli, lo seguivo da mesi ed era in scadenza col Renate. Ho anticipato il suo arrivo di sei mesi perché c’erano altre squadre su di lui e per farlo abituare alla categoria. Idem per Matino. Apro una parentesi per Terranova, mio ex compagno di squadra. Voleva allungare a fine contratto e l’ho accontentato. Perciò l’ho sostituito con Matino, giocatore che già conoscevo da Ascoli”.
Ora tre partite su quattro al San Nicola. Che diventi il fortino sin da domenica prossima contro il Cosenza dell’ex Marras: “Marras? Avevo dimenticato che ci fosse – ironizza – . Un giocatore come altri. E’ bravo, spero che i nostri difensori lo tengano a bada. Ha della qualità. Calcistiche – puntualizza il ds – . In casa siamo stati altalenanti. Bisogna alzare l’asticella. A casa nostra non si devono lasciare punti. Speriamo di prenderne di più punti. Ad oggi, quello che abbiamo è ciò che abbiamo meritato. E quello che avremo, sarà quello che avremo meritato”.

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