di Pierpaolo Paterno
BARI – Quinto atto del girone di ritorno per il Bari di Michele Mignani che domani pomeriggio – alle 16.15 – ospiterà il fanalino di coda Cosenza (attesi ventimila spettatori) all’indomani della vittoria in casa della Spal che ha riportato serenità nello spogliatoio biancorosso dopo le precedenti sconfitte. L’allenatore dei pugliesi è intervenuto nella sala stampa del San Nicola per la consueta conferenza stampa pre gara: “I punti iniziano a valere doppio. Battere il Cosenza vorrebbe dire lasciarci dietro una squadra per tutto il resto del campionato. Partite come questa sono molto importanti. C’è tanto in palio. Dobbiamo giocare per vincere pur sapendo che le squadre nella posizione di classifica del Cosenza hanno bisogno di fare punti e ci mettono tanta determinazione. Dovremo averne più di loro per vincere la partita”.
Sinora è un Bari che gioca bene e piace tanto: “Eppure siamo quinti. Alla lunga i numero parlano. Quest’anno, in B, affronti squadre con valori assoluti più alti. La posizione è quella che meritiamo di avere. Proviamo a migliorarla, sapendo che dietro ci sono squadre che vogliono superarti. Non guardiamo la classifica e pensiamo solo a fare i tre punti contro il Cosenza”. Calabresi ultimi della classe, da non prendere sotto gamba: “Il Cosenza è ultimo, però non è staccatissimo. Vuol dire che qualche valore ce l’ha. Conosco il suo allenatore. Uno bravo. Verranno qui per fare dei punti. Ci avranno studiato. Sarà dura, difficile, contro un avversario che metterà in campo tanto furore agonistico”.
Occorre invertire il ruolino di marcia al San Nicola dove sono arrivate solo tre vittorie e qualche incidente di percorso di troppo: “Non ci sono blocchi mentali – assicura Mignani – . Siamo un gruppo esperto. Dipende dagli avversari. Più troviamo squadre che giocano e più diventiamo efficaci. Al contrario, andiamo in difficoltà. Di sicuro, non c’è un problema di testa rispetto alle partite giocate in casa”. Assioma da confermare domani contro i Lupi calabresi alquanto rivoluzionati dal mercato di gennaio. Serviranno le giuste strategie tattiche ed un atteggiamento difensivo più guardingo: “Sarà un Cosenza imprevedibile perché ha cambiato tanti interpreti – conferma il tecnico – . Rispetto ai gol presi, penso che li abbiamo subiti a risultato acquisito. Probabilmente c’è stato un rilassamento. E non va bene. Se il motivo è questo, bisogna lavorarci. Altrimenti, va capito”.
Mignani sulle condizioni degli ultimi innesti Esposito, Molina e Benali: “Li ho trovati tutti bene dal primo giorno del loro arrivo. Sono tre grandi professionisti. Curano il loro corpo e quello che serve per giocare. In settimana si è lavorato in maniera giusta. Stavano bene e si sono adeguati alle nostre metodologie. Daranno una grossa mano”. Dietro, invece, riflettori puntati sulle certezze Di Cesare e Vicari e sulla voglia di Zuzek di mettersi in evidenza per il poco minutaggio sin qui accumulato: “Zuzek è un ragazzo molto intelligente. Ha capito che il futuro è il suo. Ma in questo momento ci sono due giocatori che nel suo ruolo stanno facendo molto bene. L’aspetto che più mi piace di lui è che è un soldato, che in ogni allenamento è sempre il primo e non sbaglia un minuto dell’allenamento. Il Bari ha fatto un investimento sul futuro e prima o poi si ritaglierà il suo spazio. Lo merita”.
Il momento della stagione è cruciale. Mignani, tuttavia, resta coi piedi per terra: “Non vado molto in là – sorride – e non guardo gli altri. Meno nell’ultimo periodo, ma in precedenza abbiamo dato continuità ai risultati e alle prestazioni nel nostro percorso. La partita col Perugia non mi è piaciuta. Una partita che vorrei rigiocare con un organico diverso. Vorrei che si lavorasse bene in settimana e fare la prestazione al fine settimana. Comunque, ripeto, non vado molto in là per capire che momento stiamo attraversando. L’unico pensiero fisso è il Cosenza”.
Di nuovo su Molina e Benali. Dove collocarli: “Per come giochiamo noi, Molina è una mezzala e può fare anche l’esterno in un centrocampo a quattro. O alto. Benali può fare tutto. Ha intelligenza tattica e qualità tecniche sopra la media. Mezzala, trequartista, play in un centrocampo a tre o centrale in uno a quattro. Tutto questo potrebbe fare. Ci ha messo un attimo ad inserirsi. Credo sia pronto per rivestire tutti i ruoli a centrocampo”. Magari al posto di Folorunsho che non se la passa bene: “Folorunsho non sta benissimo – la brutta notizia fornita dal mister -. Accusa un fastidio al ginocchio e quindi questa settimana rimarrà fermo per migliorare l’infiammazione”.