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LA FAME DI SEBASTIANO ESPOSITO: A BARI CON LA VOGLIA PAZZA DI FARE BENE

Sebastiano Esposito si presenta ai suoi nuovi tifosi dopo i due gol in due presenze con Spal e Cosenza: “Ogni piazza ha le sue caratteristiche – dice l’attaccante scuola Inter – . Sono una persona che si ambienta subito. Ovunque sia andato, sono sempre partito col botto. Spero di continuare su questa strada. lL mia famiglia mi ha trasmesso dei valori, la riconoscenza su tutto. A otto anni andai a Brescia, avendo un’opportunità di vita per tutta la mia famiglia. La mia famiglia è rimasta a Brescia. Papà è un grande istruttore e tecnico. Appena possiamo, siamo in campo con la Voluntas per ricambiare quello che noi a nostra volta abbiamo ricevuto da quella società”.

Anche se in prestito, Bari può essere la piazza del decollo: “Di sicuro, qualcosa sinora mi è mancato. Sono qua per dare il mio meglio. Spero di riuscirci, fare bene e infiammare la piazza. Una piazza con una storia e tifosi spettacolari. Ho fame e una voglia pazza di fare bene. La trattativa è nata dopo un infortunio a metà novembre e le cure a Brescia. Il mio procuratore ha fatto un ottimo lavoro. Il giovedì prima delle firma, ero qui per parlare con Polito. Mi ha parlato, è stato molto diretto. Nei miei occhi ha visto la mia voglia matta di fare bene. Sono felice di essere qui”.

Ancora sulla scelta di Bari: “Penso solo a fare bene adesso. Si parla già di fare un altro anno di prestito, di riscatto. Il calcio è così veloce che ci si dimentica tutto in fretta. Non si vive di ricordi. Voglio vivere al massimo i prossimi cinque mesi e poi si vedrà. Sono sereno e una voglia matta di fare bene. Per il futuro, sono l’ultimo che conta sulla trattativa. Bari è una piazza importante”. Le caratteristiche tecniche: “Io preferisco giocare e basta. Il resto lo fa il mister. In qualsiasi ruolo mi mette, io gioco. Sono un giocatore molto generoso, a cui piace toccare la palla. Faccio anche la fase difensiva. Do’ il cento per cento in campo. Ho scelto Bari anche per il ds e per il mister. Se sono qui è perché ho sposato al cento per cento il progetto Bari. Polito mi ha dato certezze morali. Mignani idem. Uno a cui piace lavorare coi giovani. Perfetto per me”.

Bari ed Esposito hanno in comune la figura di Antonio Conte: “Non l’ho sentito – ammette -. Ho voluto chiedere meno possibile alle persone. Se lo avessi chiesto a Conte, mi avrebbe detto senz’altro di venire a Bari”. Obiettivo Under 21, passando proprio dal Bari: “All’estero si guarda meno la carta d’identità. All’Anderlecht c’era un giocatore del 2006. La Nazionale maggiore? Un sogno che chiunque ha. Ad oggi penso al Bari e sogno l’Europeo con l’Under 21 a giugno”.

Il tandem con Cheddira e l’episodio del rigore col Cosenza: “Il rigore? Pucino ha sbagliato il cross – sorride – ed il difensore mi ha colpito mentre calciavo di anticipo. Un calcetto al tallone sinistro. Un rigore netto, indiscutibile. Con Walid mi trovo bene. Lo stesso con Antenucci e Scheidler. Possiamo giocare tutti insieme perché abbiamo caratteristiche diverse. Il gruppo è fantastico, un mix di giovani ed esperti. Magari qualche esperto è più giovane di altri. La mia testa? Sono giovane e molte cose sul mio conto sono state inventate. fa parte del mio percorso. Non sono un genio e penso di avere una forte personalità. A qualcuno questo da’ fastidio. Penso di essere un bravo ragazzo. Mi hanno creato un’etichetta che non corrisponde al vero. Sono a Bari per togliermela”.

 

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