di Pierpaolo Paterno
BARI – Ultimi scampoli di lavoro in sede per il Bari di Michele Mignani in partenza per la trasferta di Brescia dove domani – ore 14 – farà visita alle “Rondinelle” di mister Gastaldello per il 26mo turno del campionato di B. si tornerà in campo dopo i 4 quattro punti conquistati al San Nicola nei due match consecutivi contro Cosenza e Cagliari. Quella in Lombardia inaugura un trittico di gare ravvicinate che proseguirà il 1 marzo col Venezia e si concluderà nel prossimo fine settimana contro l’Ascoli.
Di fronte ci sarà una squadra in crisi di risultati. Con appena due punti in meno, il Brescia ha quasi lo stesso andamento interno del Bari: “Questa è una partita a sé – dice Mignani – . Per noi più difficile da preparare, visti i tanti cambiamenti in casa loro. Il Brescia non viene da un periodo positivo e ha da poco cambiato di nuovo allenatore. Dobbiamo giocare senza pensare a quello che accade da quelle parti”.
Bari con la migliore differenza rete dopo il Frosinone. Ventisette i gol presi, forse troppi rispetto alla media delle squadre allenate da Mignani: “Se vado ad entrare nello specifico, non siamo una squadra che subisce molto. Se penso alle ultime due contro Cosenza e Cagliari, mi sembra che Caprile non abbia fatto una parata. Purtroppo, si prendono dei gol evitabili, troppo semplici. E’ un dato su cui riflettere e su cui lavorare. Credo che il Bari sia comunque compatto in fase difensiva. Mi auguro che anche il buon trend dei gol fatti possa continuare”.
Di fatto, la squadra ha subito 10 gol nelle ultime 7 partite. Un dato sul quale si potrebbero fare delle riflessioni: “Sono dati che conosciamo – dice Mignani – . Prendere gol su palla in movimento fa più male che da fermo, perché vuol dire che nel primo caso puoi disporti in un certo modo. Qualcosa abbiamo lasciato. Bisogna essere più bravi quando certe situazioni si ripetono. Quando si parla di fase difensiva ragioniamo sempre da squadra. Squadra esperta, soprattutto nei difensori. Penso a dei cali di concentrazione o sottovalutazione di frangenti della partita. In ogni caso, i dati vanno guardati e ragionarci sopra. Sono altresì che si può migliorare nelle produttività su palla inattiva. Al giorno d’oggi è fondamentale. Ci sono calciatori che calciano bene le punizioni. Occorre essere più pericolosi su calci d’angolo e falli laterali”.
Dubbi di formazione: “Folorunsho non ci sarà. Ha una infiammazione muscolare. Altri dubbi non mancano, perché i ragazzi stanno lavorando molto bene. Andiamo verso una settimana impegnativa, dove ci saranno più partite (si rigioca mercoledì contro il Venezia, ndr). Sono convinto che dobbiamo lavorare su noi stessi e non pensare ai fattori esterni che attraversano gli avversari”. Contro formazioni di bassa classifica, sinora il Bari ha sempre risposto presente. Sarà così anche domani contro il Brescia? Mignani dice la sua: “Dobbiamo dare segnali di partita in patita. Non guardo le stelle, ma il campo”.
Quella di Brescia potrebbe essere la partita di Benali, un ex di lusso: “Lui è un grande professionisti. E’ arrivato già in ottime condizioni. Sono anche convinto che se hai alte motivazioni puoi fare bene durante la gara. Vorrei che la mia squadre avesse motivazioni alte a prescindere dell’avversario. Devo fare valutazioni più ampie. Alleno un gruppo che sta benissimo e chi scenderà in campo lo farà bene. Escluse le partite con Palermo e Perugia, dove avevo meno possibilità di scegliere, mi sono sempre sentito tranquillo”.
Sul centrocampo: “E’ difficile trovare coppie esatte. Ogni giocatore ha caratteristiche diverse. Le nostre mezzali e centrocampisti sanno cosa serve in fatto di movimenti”. Discorso a parte per Botta, trequartista atipico sinora poco determinante: “Per me – afferma Mignani – non è un problema. Ci sta che a volte si abbassi. Dobbiamo essere bravi noi a trovarlo. Ci sono partite e partite. Vedi quella complicata col Cagliari. Mi aspetto che determini e quando non ci riesce mi sta bene che muova palla per creare imprevedibilità e soluzioni ad altri compagni”. E per il giovane Morachioli: “Parliamo di un ragazzo che Polito mi segnalava dall’inizio dell’anno. Su di lui dobbiamo lavorare, senza dargli grandi responsabilità. Restiamo tranquilli. Quando un giocatore diventa grande, impara a mettere le sue qualità a disposizione della squadra e in zone diverse del campo rispetto a quelle a cui è abituato. Ha ampi margini di miglioramento. Lasciamolo tranquillo”.