Bari-Venezia 1-0
BARI (4-3-1-2): Caprile, Pucino, Di Cesare (c), Vicari, Ricci, Molina, Maiello (40′ st Benali), Benedetti (23′ st Mallamo), Bellomo (23′ st Zuzek), Cheddira, Antenucci (42′ st Scheidler). A disp.: Frattali, Matino, Esposito, Botta, Morachioli, Galano, Mazzotta, Dorval, Mallamo. All. M. Mignani.
VENEZIA (3-5-2): Joronen, Busio (1′ st Tcherychev), Tessmann, Johnsen (23′ st Novakovich, Ciervo (23′ st Zampano), Pohjanpalo, Ceppitelli (c), Candela, Svoboda, Carboni (32′ st Pierini), Milanese (32′ st Ellertsson). A disp.: Maenpaa, Oliveira, Sverko, Andersen, Remy. All. P. Vanoli.
ARBITRO: Massimi di Termoli.
RETI: 19′ st Bellomo.
NOTE: Spettatori 20.430 (7.651 abbonati, 48 tifosi ospiti). 6′ rec. st.
di Pierpaolo Paterno
BARI – Zitto zitto, il Bari batte il Venezia e ottiene il quinto risultato utile consecutivo: quattro vittorie ed un pareggio per tornare a sperare nella promozione diretta. Nel turno infrasettimanale della 27ma di B, al San Nicola decide un colpo di testa di Bellomo nel corso del secondo tempo. Tre punti per sistemarsi in solitaria al terzo posto, con un solo punto di ritardo dal Genoa secondo.
Diversi e mirati i cambiamenti di Mignani nella formazione iniziale rispetto a quella delle ultime apparizioni, Brescia compresa. Da tempo immemore (terz’ultima di andata), in difesa si rivede Ricci terzino al posto di Mazzotta. Su sponda opposta, confermato Pucino. Non cambia nemmeno la coppia dei centrali formata da Vicari e Di Cesare. Molina, Maiello e Benedetti compongono l’inedito tridente di centrocampo col primo nelle vesti di vice Maita (squalificato). Sorpresa Bellomo trequartista dietro le punte Cheddira e Antenucci. Nel Venezia, l’ex biancorosso Ceppitelli dal 1′ (100 presenze a Bari dal 2011 al 2014).
Buona, ma non capitalizzata, la partenza dei galletti. L’incursione di Antenucci sulla destra non incontra però la rifinitura giusta di Bellomo e Molina con la palla che si perde sul fondo. Allo scoccare del quarto d’ora, non ha fortuna nemmeno una rasoiata dal fronte mancino di Ricci sfumata senza esito. Sventata in angolo anche l’occasione insistita (25′) di Antenucci e Cheddira. Italo marocchino che, dagli sviluppi del corner, spedisce alto il pallone toccato in rovesciata. Nell’azione di rimessa, il Venezia si fa vivo con Busio e Candela a creare un pericoloso parapiglia nella difesa di casa. Caprile si oppone alla meglio con la collaborazione di Vicari. Al momento, è l’azione più limpida della partita. Almeno prima della decorosa imbastitura biancorossa della mezzora: grande chance con Benedetti, ma la palla rimbalza prima del calcio a rete terminando la corsa di poco al lato. Il Bari insiste. Cheddira offre l’assist per l’acrobazia in mezza girata coordinata di Antenucci. Para Joronen. Non basta per sbloccare una contesa nel complesso compassata, con la squadra di Mignani imprecisa sotto la porta lagunare e non sempre costruttiva sul piano della manovra. Si va al riposo a reti inviolate.
Nel secondo tempo, Bari al via con gli stessi effettivi dei primi 45′. Forse un errore di valutazione. Perché il Venezia – per alcuni minuti – passa in vantaggio grazie a Pohj Anpalo: bella e precisa la sferzata che batte Caprile dal limite dell’area. Per fortuna del Bari, ci pensa il Var a rimettere le cose a posto. Si giudica fallosa una precedente sbracciata di Tcherychev su Ricci. Gol annullato. Vanoli va su tutte le furie, protesta in maniera vibrante e si becca un’ammonizione. Situazione ribaltata al minuto 19′ quando arriva l’1-0 biancorosso con una incornata di Bellomo a chiudere un cross pennellato di Cheddira. Riparte il trenino. Il Bari fa festa sotto la Curva Nord. Autore del gol che subito dopo lascia il posto a Zuzek, nel doppio cambio che vede entrare anche Mallamo per Benedetti.
Il Bari, di fatto, esce dalla scena consegnando il match nelle mani degli ospiti. Vanoli prova tutti i cambi possibili e ai padroni di casa non resta che difendere il minimo vantaggio stringendo i denti nell’ultimo quarto d’ora ancora da giocare. Per certi versi, sembra lo stesso film già visto a Brescia. E proprio come al Rigamonti, Mignani concede dei minuti finali a Benali. Rileva Maiello al 40′. Stesso discorso per Scheidler, dentro a meno tre dalla fine per Antenucci. Avvicendamento – più che altro – funzionale a consumare secondi preziosi. I minuti di extra time sono infatti sei. E’ un assedio del Venezia, ma il Bari non molla. Infiniti attimi di tensione e sofferenza per i ventimila tifosi che al triplice fischio di Massimi brindano insieme ai calciatori tutti stretti attorno a Mignani. La cornice più bella che rinvia il discorso a domenica prossima in quel di Ascoli.
foto ssc bari


