di Pierpaolo Paterno
ASCOLI – Alla resa dei conti, il Bari ha sempre ragione. La vittoria sul terreno dell’Ascoli assume il sapore dell’ennesimo pane guadagnato col sacrificio tipico delle grandi squadre. Un successo che porta i biancorossi alle stelle, di fronte ad un avversario messo al muro con un atteggiamento votato alla resistenza ed alla concretezza. Meno estetica e più profitto, proprio come sposato a pieno dai suoi interpreti. Soprattutto i più navigati. A cominciare da Raffaele Pucino, terzino di esperienza e qualità pronto ad immolarsi per la maglia che difende col sudore: “Sapevamo che sarebbe stata una partita sporca e non facile contro un Ascoli che veniva da risultati importanti – analizza il difensore di origini casertane – . L’avevamo preparata così. Siamo stati bravi a gestirla e vincerla con maturità, compattezza e grinta. E’ stata, insomma una partita da Bari, da secondo in classifica. Gruppo che ha ancora una volta ha dimostrato a tutti la sua forza”.


Ora c’è da presentare un altro conto alla capolista Frosinone che, come l’Ascoli, superò il Bari all’andata. I tifosi sognano lo sgambetto alla squadra di Grosso e Pucino fa la sua levata di scudi: “Pensarla già mi mette i brividi. Affrontiamo la prima in classifica, sapendo che ci sarà un pubblico meraviglioso. Basta deluderli, meritano un grande segnale ed una grande gioia. Ora siamo secondi e credo sia una bella soddisfazione. Questo Bari fa poche chiacchiere e dimostra i fatti in campo. Con la stessa cattiveria agonistica. Certe partite, come oggi, vanno chiuse prima. Ci sta che gli attaccanti possano arrivare meno lucidi davanti alla porta. Ma, alla fine, si è rischiato il giusto”.