Ascoli-Bari 0-1
ASCOLI (4-3-1-2): Leali, Simic, Caligara, Gondo (14′ st Forte), Collocolo (37′ st Eramo), Donati, Falzerano (26′ st Dionisi), Giovane (1′ st Quaranta), Botteghin (c), Falasco, Mendes (14′ st Marsura). A disp.: Guarna, Lungoyi, Ciciretti, Giordano, Sidibe, Franzolini, Tavcar. All. R. Breda.
BARI (4-3-1-2): Caprile, Pucino, Zuzek, Vicari, Mazzotta, Molina (25′ st Benali), Maita (25′ st Mallamo), Benedetti (41′ st Di Cesare), Bellomo (1′ st Maiello), Esposito (15′ st Scheidler), Cheddira. A disp.: Frattali, Matino, Antenucci, Botta, Morachioli, Ricci, Dorval. All. M. Mignani.
ARBITRO: Abisso di Palermo.
RETI: 47′ pt (rig.) Cheddira.
NOTE: 42′ pt espulso Falasco per doppia ammonizione. Spettatori 8.857 (3.970 abbonati), di cui 1.500 ospiti. Rec. 3′ pt. e 5′ st.
di Pierpaolo Paterno
ASCOLI – Monumentale Bari. La nuova vice capolista della B – in attesa del posticipo di domani tra Genoa e Cosenza – viola per 1-0 il campo dell’Ascoli. Decide un calcio di rigore di Walid Cheddira per l’ottavo successo esterno dei biancorossi (meno due dal record del Bari di Conte), quinto nelle ultime sei gare. Fermata la corsa dei marchigiani di Breda, la squadra di Mignani la porta a casa con carattere, resistenza ed una forza di volontà colossale. Vendicata la sconfitta dell’andata, prima della stagione. E bellissimo regalo di compleanno (44) confezionato al presidente Luigi De Laurentiis.
Il tecnico genovese si lascia prendere la mano e azzarda un robusto turnover iniziale rispetto alla formazione vittoriosa mercoledì scorso sul Venezia. Sono quattro le novità – alcune sorprendenti – nel confronto con i titolari opposti ai lagunari.
Due in difesa, con il rientro di Mazzotta sulla sinistra e l’inserimento di Zuzek in mezzo rispettivamente al posto di Ricci e Di Cesare. A destra gioca Pucino. L’altro centrale resta Vicari. A centrocampo, rientra Maita accanto alla certezza Benedetti e – questo il dato più inatteso – Molina. L’escluso di lusso è Maiello, tra i migliori dell’ultimo turno infrasettimanale insieme ad Antenucci. Bomber che subisce la stessa sorte dell’ex frusinate accomodandosi in panchina per fare spazio ad Esposito in tandem con Cheddira. Sulla trequarti, di nuovo Bellomo. Una mezza rivoluzione per spiazzare Breda (assetto a specchio con Falzerano dietro Mendes e Gondo) e sperare in qualche effetto a sorpresa. Marchigiani con la porta blindata da quasi 400 minuti e reduci da 4 risultati utili consecutivi.
Partita intensa sin dai primi minuti, con diversi duelli sul campo di battaglia. Giovane e Falasco i primi bianconeri ammoniti per colpi proibiti su Esposito e Benedetti. La prima emozione porta la firma di Mendes: un destro impattato male sull’esterno della rete biancorossa. I ritmi calano col trascorrere dei minuti. Il Bari gioca di attesa, quasi a voler aspettare l’avversario al varco. Atteggiamento più volto a mantenere le distanze che a costruire gioco. Così si rischia un po’. Tanto che l’inerzia si potrebbe spezzare al minuto 26: braccio largo di Molina su tiro ravvicinato di Botteghin per il fallo del possibile rigore visto e rivisto al Var. L’ultima parola è di Abisso per il nulla di fatto che lascia tutto invariato. Dopo dieci minuti, la migliore palla gol parte dai piedi di Collocolo. Conclusione che prende velocità e chiama in causa un super Caprile, alla deviazione in corner. Al Bari continua a mancare qualcosa dal punto di vista della manovra. Cheddira ed Esposito fanno una enorme fatica a rendersi pericolosi. Pugliesi abbastanza passivi, sulla falsa riga della versione finale del match contro il Venezia. Dal canto suo, l’Ascoli chiude il primo tempo in dieci per l’espulsione di Falasco. Secondo giallo per un pestone ai danni della caviglia destra di Molina. La contesa prende una piega favorevole perché nel secondo tre minuti di recupero, i ragazzi di Mignani usufruiscono della massima punizione per un calcio proibito di Botteghin su Cheddira. Italo marocchino che trasforma dal dischetto per il suo quindicesimo gol stagionale. 
La ripresa inizia con alcune novità. Nell’Ascoli c’è Quaranta per Giovane. Nel Bari, entra Maiello per Bellomo. I pugliesi concedono iniziativa ai padroni di casa, lavorando di rimessa con la speranza di colpire ancora. Idea che Mignani vorrebbe concretizzare dal quarto d’ora inserendo Scheidler per uno spento ed avulso Esposito. Breda si affida invece a Forte e Marsura. L’intraprendenza dell’Ascoli schiaccia il Bari, incapace di sfruttare la superiorità numerica. Una gestione difficile, tutt’altro da lasciare tranquilli i sostenitori e la panchina baresi.
Serve un contropiede. Arriva con Cheddira che manca il match point temporeggiando troppo con la palla persa in maniera velenosa da Donati. Giunge, quindi, il turno di Mallamo e Benali. Subentrano agli stanchi Maita e Molina. Nell’Ascoli, Dionisi dalla panca per il tridente offensivo. Il Bari ha intanto la seconda opportunità per chiuderla. Un grande intervento di Leali salva sulla chiusura ravvicinata di Scheidler su azione insistita di Benali. In pieno recupero, monta a sproposito la sofferenza culminata l’ultimo brivido dettato da un sospetto contatto in area tra Zuzek e Dionisi. Tutto ok per Abisso che fischia la fine di un match complicato, ma ancora più bello per questo. Tanto basta per mandare in visibilio il clan di Mignani sempre più cinico e concreto. Come le grandi squadre, al pari della regina Frosinone ospite sabato prossimo – ore 16.15 – al San Nicola.
foto Ssc Bari
