Porta, futuro ed Europa. Sono le tre parole chiave dei progetti di formazione e orientamento delle istituzioni locali che puntano all’affermazione dei valori dell’inclusione e della valorizzazione dei giovani. Le proposte sono inserite in una rete più ampia che coinvolge le realtà dell’area metropolitana con Bari in testa. Ne parliamo con Maria Morisco, candidato sindaco al Comune di Valenzano, pronta a farsi portavoce e promotrice di un percorso politico, sociale e culturale molto ambizioso.
Quali sono i significati pedagogici e sociologici sullo sfondo?
“Tenere a cuore il futuro delle nuove generazioni è un grande segno di civiltà e di speranza nella formazione dei giovani e di nuove professionalità. La cultura è il volano della crescita personale e collettiva, è la leva che può sollevare il destino delle nuove generazioni, oggi impegnate in modo esponenziale sui social, con tutti i risvolti negativi per una sana crescita. Il progetto Porta futuro rappresenta l’espressione del singolo e della collettività che fa crescere la comunità giovanile dell’ambito territoriale in una diversa e più ampia direzione culturale e formativa”.

Maria Morisco in un incontro con Paola Romano, assessore alle politiche giovanili del Comune di Bari (foto Barinrete)
Come tradurre il profilo educativo in pratica politica?
“La politica deve partire dal presupposto che l’impegno e la cura riposta sulla formazione dei giovani è indispensabile per la crescita del paese. Purtroppo, assistiamo alla scarsa attenzione che oggi molte amministrazioni locali dedicano alla cultura e all’istruzione sia in termini di progettualità che in termini finanziari. Per cui, ben vengano questi progetti finanziati dalla Comunità Europea che ci stanno insegnando ad avere cura delle giovani generazioni e a capitalizzare il loro futuro con esperienze di orientamento per formarli come cittadini del mondo”.
In che modo le amministrazioni comunali, come Valenzano per esempio, possono attuare un progetto orientativo per i giovani del territorio?
“Le amministrazioni precedenti di Valenzano non hanno dato ampio spazio a queste forme di crescita culturale per i giovani ai quali ha riservato poche e risicate opportunità, anche locali. Forte di queste percezioni, da candidato sindaco propongo, a favore della crescita culturale e formativa dei giovani, diverse attività nel mio programma elettorale tra cui “MyFuture Lab” (cosa vorrei fare da grande) ossia la creazione di un laboratorio che rappresenta uno stimolo di formazione e di crescita culturale dei ragazzi a per aiutarli traguardare il proprio futuro mediante interazione e incontri con le varie professionalità presenti sul territorio e nel Paese”.
Su quali valori puntare e dove reperire le risorse per passare dalla teoria alla prassi?
“Certamente, le mie future prospettive, in tema di politiche giovanili, prevedono un impegno gravoso nel ricercare spazi e finanziamenti. Innanzitutto si parte dalla valorizzazione di ciò che è già presente sul territorio, come la ristrutturazione di locali già esistenti, anche quelli confiscati alla mafia, per renderli più funzionali e rispondenti alle esigenze delle associazioni culturali. La biblioteca comunale potrebbe essere attrezzata come centro di lettura multimediale e quindi più disponibile e funzionale alle esigenze dei i ragazzi. Per quanto riguarda i fondi bisognerebbe rimpinguare i capitoli di spesa dedicati alla cultura all’istruzione e alle politiche giovanili e, in secondo luogo, intercettare i progetti europei che finanziano progetti come Porta Futuro. Soprattutto, ritengo necessario lavorare in rete con la città metropolitana che offre ai paesi limitrofi molte possibilità di crescita”.
Valenzano: dove rintracciare i luoghi, gli spazi, le idee destinate al futuro lavorativo e orientativo dei giovani? Come declinare le competenze giovanili nel mondo della globalizzazione digitale?
“Il futuro riservato alle giovani generazioni si è dilatato nel mondo e offre un mare di opportunità e di competenze. Sta a noi, che gestiamo la formazione, dotarli di strumenti perché possano conoscerle, comprenderle e farne uso”.