di Pierpaolo Paterno
BARI – Sloveno di Lubiana, il difensore biancorosso Zan Zuzek è la voce di metà settimana in vista del match di sabato prossimo a Modena, terz’ultimo atto della regular season di B. Forte di un passato nella massima serie slovena, Zuzek ha giocato 14 partite nei turni preliminari delle coppe europee, realizzandovi anche una rete. Il 23 agosto 2022, il passaggio a titolo definitivo al Bari con cui sottoscrive un contratto triennale. Esordisce con i galletti il primo ottobre, nella partita vinta sul Brescia per 6-2, subentrando a Valerio Di Cesare nella ripresa. Da allora, oltre una decina di apparizioni sino a quella di lunedì scorso da titolare contro il Cittadella al posto dello squalificato Vicari. Otto mesi per capire le logiche del calcio italiano: “E’ diverso da quello sloveno, più tattico e fisico. I primi tre mesi sono stati difficili, ma ora va tutto bene. Ho dimostrato di poter giocare nella B italiana. Valerio Di Cesare mi aiuta molto, perché parla inglese meglio di altri. E’ un giocatore di grande esperienza e sono felice di imparare da lui. Stesso discorso per Vicari”.
Compagni a parte, per Mignani resta un esempio in fatto di dedizione al lavoro: “Ogni giocatore vuole giocare sempre, però in questo momento non è possibile perché Di Cesare e Vicari stanno facendo benissimo. Sono felice per ogni opportunità che mi capita. Provo sempre a dare il mio meglio”. Così come dimostrato contro il Cittadella: “Peccato per il pareggio. Abbiamo analizzato la gara di lunedì scorso. Il Cittadella non ci dava spazio da dietro e abbiamo avuto problemi. Dovevamo essere più concreti in attacco. Mi piace il Manchester. John Stones è il migliore difensore del mondo a cui mi ispiro”.
Risalta la differenza di rendimento tra gare interne ed esterne. Forse un problema per i prossimi playoff: “Non lo sarà – assicura – perché abbiamo dimostrato di essere costanti per tutto il campionato. Questo è l’aspetto più importante”.
Almeno quanto la città di Bari: “Mi piace il cibo italiano. Ho provato focaccia, polpo crudo e orecchiette. In genere, mi piace tutto il cibo italiano. La pressione ambientale qui è alta. I tifosi sono incredibili. In Slovenia nessuno ti saluta per strada. Qua è diverso ed è bello per me. Essere qui è una grande opportunità e voglia salire il più in alto possibile con il Bari”. Al Koper era un leader. A Bari ha iniziato una nuova vita: “Non ci sono problemi. Voglio imparare ed alzare l’asticella delle difficoltà. Arrivato in Italia, ho contattato Bijol dell’Udinese con cui ho giocato in Under 21. Ci sono buoni giocatori sloveni qua in Italia. Spero di segnare quanto prima. Posso giocare dove l’allenatore mi chiede di farlo. In passato, ho giocato in mezzo tre, quattro anni fa. Mignani non me l’ha ancora chiesto”.