Bari-Reggina 1-0
BARI (4-3-1-2): Caprile; Pucino (5′ pt Dorval), Di Cesare, Vicari, Ricci; Maita (39′ st Molina), Benali, Bellomo (19′ st Benedetti); Folorunsho (19′ st Ceter); Esposito (39′ st Morachioli), Cheddira. A disp. Frattali; Zuzek, Mazzotta, Dorval, Botta, Mallamo, Antenucci, Scheidler. All. Mignani.
REGGINA: Contini, Loiacono, Crisetig (37′ st Ricci), Fabbian (42′ st Lombardi), Di Chiara (21′ st Liotti), Strelec, Hernani, Terranova (21′ st Rivas), Pierozzi, Gagliolo, Canotto (37′ st Galabinov). A disp. Aglietti, Colombi, Bouah, Camporese. All. Inzaghi.
ARBITRO: Minelli di Varese.
RETI: 45′ pt Folorunsho.
NOTE: 2′ rec. pt. e 4′ st.
di Pierpaolo Paterno
BARI – L’1-0 alla Reggina segna il ritorno alla vittoria dopo due pareggi consecutivi. Così il Bari saluta la regular season tra le mura amiche aprendo una bella finestra con vista sulla promozione nella massima serie. Il successo del San Nicola sui calabresi – deciso da un gol di Folorunsho allo scadere del primo tempo – porta il Bari di Mignani a quota 65, punteggio di altissima quota che vale il matematico terzo posto: piazzamento di assoluto favore da sfruttare al meglio nella griglia di partenza degli spareggi.
Per la cronaca, Mignani sceglie l’usato sicuro. Nel senso positivo del termine. Formazione al via collaudata. Con Caprile tra i pali, la difesa è la stessa di Modena. Pucino e Ricci esterni. Di Cesare (premiato all’inizio dal presidente De Laurentiis con una maglia celebrativa delle 200 presenze in biancorosso) e Vicari centrali. Gli ex reggini Bellomo e Folorunsho le uniche novità di centrocampo. In mezzo anche Benali play e Maita. Davanti Esposito e Cheddira. I primi minuti sono di spettacolo puro. Non in campo, ma sugli spalti dove le due tifoserie organizzate celebrano degnamente il 35mo anniversario di uno dei gemellaggi più storici d’Italia. Un maga bandierone e bandierine colorate nella Nord barese. “Tramandiamo da 35 anni questa storia fatta di orgoglio, tradizione e gloria. Reggio saluta Bari” la replica dei sostenitori calabresi nello spicchio riservato nella Sud.
Sul rettangolo verde, intanto, un impatto impetuoso tra Strelec e Pucino costringe il terzino biancorosso ad abbandonare il campo dopo appena 5′. Cambio forzato: dentro Dorval. In archivio le schermaglie iniziali, la Reggina si fa vedere pericolosamente dopo il 20′ sulla combinazione Di Chiara-Canotto. Sul primo palo, la chiusura in corner di Caprile. Trascorso un terzo di gara, anche il Bari esce allo scoperto quando Cheddira – davanti a Contini – spara su un difensore una palla ghiotta che meritava migliore sorte. Bella anche la sventola di Bellomo da distanza siderale. Pallone sopra la traversa. E’ il preludio del vantaggio biancorosso che scocca al 45′ grazie ad una imbucata di Micheal Folorunsho a finalizzare un ricamo di alta scuola di Esposito. Si chiude così una prima frazione equilibrata spezzata solo dalla fiammata finale dei biancorossi.
Il secondo tempo inizia con la Reggina su di giri, intenzionata a pareggiare (vedi salvataggio di Ricci su Pierozzi). Nel frattempo, il diffidato Maita rimedia l’ammonizione che gli costerà la squalifica nel prossimo turno a Marassi. E Mignani manda in campo Benedetti e Ceter per Bellomo e Folorunsho. Inzaghi replica con Liotti e Rivas per l’ex Terranova e Di Chiara. In sostanza, la partita la fa la Reggina. La pressione calabrese cresce col trascorrere dei minuti. Al Bari non resta che stringere i denti. Da rivedere, tuttavia, un episodio dopo la mezzora con Ceter a segno, accusato di un presunto fallo sul portiere in uscita. Si resta sull’1-0. Punteggio di misura che avrebbe potuto arrotondarsi al quarto ed ultimo minuto di recupero se Cheddira – faccia a faccia con Contini – non avesse spedito alle stelle un pallone limpido raccolto in contropiede. Si abbassa così il sipario della stagione regolamentare al San Nicola, la prima in B dopo anni di inferno. Il tributo è il lungo applauso ai calciatori in passerella davanti ai sempre appassionati tifosi. Gli stessi che non faranno mancare il loro apporto nell’atto finale di venerdì 19 maggio in casa del Genoa promosso in A. E, soprattutto, ai playoff che vedranno i biancorossi nella migliore posizione possibile sul trampolino di lancio verso il raggiungimento di un sogno.


